Distrutto l’arco degli innamorati: crolla il simbolo dei Faraglioni di Sant’Andrea in Salento
Distrutto l’arco degli innamorati: crolla il simbolo dei Faraglioni di Sant’Andrea in Salento
Addio allo scatto perfetto a Torre Sant’Andrea: la furia dell’Adriatico abbatte l’arco degli innamorati, lasciando un vuoto nel profilo dei famosi faraglioni
La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.
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Addio al famoso arco degli innamorati, distrutto dal maltempo
C’è un’ironia quasi brutale nel tempismo della natura. Proprio nel weekend dedicato all’amore, uno dei simboli più romantici della costa adriatica ha deciso di ammainare la bandiera. L’arco degli innamorati, perla geologica incastonata tra i faraglioni di Torre Sant’Andrea, marina di Melendugno, non esiste più.
Una mareggiata particolarmente violenta, alimentata dalle raffiche di scirocco che hanno flagellato il litorale adriatico, lo ha letteralmente sbriciolato. Se l’obiettivo era evitare l’ennesima ondata di selfie di coppia proprio nel giorno di San Valentino, il mare ci è riuscito nel modo più drastico possibile, lasciando un vuoto fisico e visivo in uno degli angoli più iconici della costa.
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Addio all'arco degli innamorati
Il crollo dell'arco è avvenuto sotto la pressione di onde altissime che hanno colpito con forza la fragile falesia calcarea. Non è stato un cedimento inaspettato perché la struttura, per quanto maestosa, mostrava già da tempo i segni di un’erosione inarrestabile. I residenti e i primi testimoni giunti sul posto dopo la tempesta si sono trovati davanti a un vuoto perché, dove prima svettava il celebre ponte di roccia naturale, oggi rimangono solo i due pilastri laterali e un cumulo di macerie bianche sommerse dal mare in tempesta.
L’area di Torre Sant’Andrea, situata nella zona centro-settentrionale della provincia di Lecce, è celebre per i suoi faraglioni, sculture naturali che emergono dall’acqua, ma l’arco era senza dubbio il protagonista assoluto. Le autorità locali avevano già interdetto l'accesso ad alcune aree della scogliera proprio per il rischio di distacchi, ma nessuno si aspettava che il "colpo di grazia" arrivasse con una precisione cronometrica proprio a metà febbraio, il giorno di San Valentino. La fragilità del calcare salentino, modellato per millenni dal vento e dal sale, ha ceduto definitivamente alla forza bruta di un inverno che nel Sud Italia continua a provocare forti danni.
Dal Salento all'Islanda: la fine delle cartoline immutabili
La scomparsa dell’arco degli innamorati non è solo una perdita estetica per chi cercava l’inquadratura perfetta per un post virale, ma un segnale d'allarme concreto sulla salute delle nostre coste. Il fenomeno dell'erosione costiera, accelerato da eventi meteo sempre più estremi, è il sintomo di un Mediterraneo che sta cambiando ritmo. Il riscaldamento delle acque e l'intensificarsi di tempeste sempre più distruttive hanno trasformato l'erosione millenaria in un processo d'urto accelerato, capace di cancellare in una notte ciò che la natura aveva impiegato secoli a scolpire.
Non solo nelle nostre zone, il problema fa parte di un mosaico globale di perdite paesaggistiche. La notizia più recente proviene dalle coste dell'Islanda, dove l'iconica spiaggia nera e le sue falesie basaltiche stanno soccombendo a un oceano sempre più aggressivo.
Anche l'arco, quindi, entra ufficialmente nell'album dei ricordi, lasciando ai futuri visitatori solo il monito silenzioso delle migliaia di fotografie scattate negli anni. Qui, la vera lezione da trarre non riguarda solo il romanticismo perduto, ma l'urgenza di guardare al territorio con occhi diversi. Dobbiamo imparare a osservare la fragilità delle nostre falesie non più come monumenti immutabili, ma come ecosistemi da difendere occupando una posizione in prima linea nella lotta alla crisi climatica.