Nel Friuli-Venezia Giulia c’è una piccola Venezia

Per la sua ricca storia, l'equilibrio tra terra e acqua e l’architettura veneziana, si è aggiudicata l'appellativo di “Giardino della Serenissima”

Affascinante borgo sorto e sviluppatosi sulle sponde del fiume Livenza, in provincia di Pordenone, Sacile è una vera scoperta. Città-porta del Friuli, questa gemma situata nella parte più occidentale della regione si distingue per la sua ricca storia, il caratteristico paesaggio naturale, l’architettura veneziana del centro e il suggestivo equilibrio tra terra e acqua, per cui si è avvalsa del titolo di “Giardino della Serenissima”.

Perché Sacile è la piccola Venezia del Friuli

Incerta l’origine del nome, che si fa derivare da ‘Saccus’ (insenatura) o ‘Sacellum’ (tempietto, luogo sacro). La sua caratteristica principale è quella di essere una città d’acqua, sorta sulle rive di uno dei fiumi più importanti del territorio friulano. Le origini di Sacile risalgono all’alto Medioevo, quando per la sua posizione strategica divenne un rilevante centro economico.

Dopo la conquista carolingia, il duca del Friuli, Enrico, vi fece edificare nel 796 una chiesa in onore di San Nicolò, attorno alla quale si sviluppò il centro abitato, che si fortificò dopo le invasioni ungare, divenendo centro nevralgico per il commercio e la riscossione di dazi. L’interesse per la città crebbe nel 1077, quando passò, per volere dell’imperatore Enrico IV, nelle mani della chiesa aquileiese, che diede un’ulteriore spinta allo sviluppo della città.

Ma mentre le tracce più remote del suo passato sono oggi pressoché invisibili, si può ammirare in tutto il suo splendore la Sacile che risale all’età rinascimentale e moderna, quando nel 1419 venne annessa alla Repubblica di Venezia, sotto il cui governo rimase fino alla caduta della Serenissima.

Fu in questo periodo che molte famiglie nobili eressero i loro palazzi lungo il fiume e i suoi canali. Iniziò per Sacile un lungo periodo di pace che favorì un significativo risveglio economico e una intensa vitalità politica e culturale. Il riassetto urbanistico venne influenzato dalla cultura umanistica che incise anche sulle condizioni sociali attraverso una serie di servizi, determinando l’attuale fisionomia di questa piccola Venezia del Friuli che si può ammirare nel presente.

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Cosa vedere a Sacile

Il cuore nevralgico di Sacile è Piazza del Popolo, in origine un emporio destinato allo scalo delle merci del porto fluviale. L’antico “Portus Sacili” regala oggi la vista sui seicenteschi palazzi fondaco, di gusto veneziano mediato da influenze trevigiane. Di notevole interesse sono Palazzo Pianca, in stile gotico, e Palazzo Fabio-De Zanchis, sul lato opposto della piazza, con la sua elegante quadrifora e tracce di un affresco con una raffigurazione mitologica. Proiettato come un ampio palcoscenico verso la piazza, il Palazzo Comunale è uno degli edifici più caratteristici del centro di Sacile, nonché quello che maggiormente si identifica con la storia della città.

Il vero simbolo del legame di Sacile con la Serenissima Repubblica è, però, il Palazzo Ragazzoni, elegante struttura architettonica custode di preziosi dipinti, che rappresenta alla perfezione i fasti del ‘500. Basti pensare che era chiamato anche “il luogo delle delizie” per l’abbondanza e il lusso, diventando un punto di riferimento per sovrani, papi e imperatori dell’epoca, tra cui Maria d’Austria.

Tra i tanti monumenti imperdibili, c’è anche il solenne Duomo di San Nicolò, uno dei più suggestivi luoghi sacri del Friuli-Venezia Giulia, regione ricca di meraviglie da scoprire. Sorge sull’omonima piazza, l’antica ‘plazuta’ in cui convergono i tracciati medievali, sulla quale svetta il maestoso campanile, costruito in muratura con mattoni a vista nel 1568. Percorrendo le vie della città si scoprono, inoltre, scorci di quello che è stato in passato il sistema difensivo, tra frammenti di antiche mura e torrioni circolari ben conservati.

Per la sua particolare bellezza paesaggistica, Sacile offre, infine, tanti itinerari naturalistici ed emozionanti escursioni in canoa lungo il fiume Livenza: il modo migliore per rilassarsi a contatto con uno dei più bei corsi d’acqua che si incontrano nelle pianure del Nord Italia, rivivendo l’antica via di collegamento con Venezia e scoprendo un vivace ambiente naturale – da riscoprire anche attraverso la splendida ciclovia – dove arte, storia e natura si fondono, creando uno scenario magico.