L’Isola di Montecristo, un paradiso da salvare

Un vero e proprio santuario della natura nell'Arcipelago Toscano che merita di essere tutelato

L’isola di Montecristo è la più selvaggia del Mar Mediterraneo. È una delle più importanti isole per la tutela della biodiversità dell’Arcipelago Toscano e del Mar Tirreno.

Un luogo straordinario e fragile dal punto di vista ambientale, un vero e proprio santuario della natura la cui fruizione, da sempre contingentata, richiede il rispetto di specifiche regole comportamentali e modalità organizzative ben precise, gestite direttamente dall’Ente Parco in accordo con il Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Follonica.

Riconosciuta come Riserva naturale statale e Riserva naturale biogenetica, l’isola di Montecristo fa parte sia del Parco Nazionale Arcipelago Toscano sia della Riserva della Biosfera “Isole di Toscana” nell’ambito del Programma MAB dell’Unesco nonché nel Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos.

Ma i più hanno sentito nominare l’isola di Montecristo per via di un leggendario tesoro nascosto di cui si narra anche nel celebre romanzo di Alexandre Dumas “Il Conte di Montecristo”. Chi avesse intenzione di avventurarsi tra la vegetazione, nelle grotte e nei meandri più sperduti dell’isola se lo levi subito dalla testa. L’Ente Parco e i Carabinieri la sorvegliano come una teenager alla sua prima uscita.

L’isola è ancora piuttosto selvaggia, basti pensare che non ci sono servizi a disposizione dei visitatori e che le escursioni sono parecchio impegnative. Bisogna dunque munirsi di abbigliamento comodo e adeguato per le attività escursionistiche, di uno zaino con acqua e pranzo al sacco e di scarponcini da trekking. Inoltre, non è consentito l’accesso all’isola ai minori di 12 anni e neppure agli animali da compagnia.

Le guide specializzate guidano i visitatori nelle zone più belle di Montecristo. Oltre angli scorci naturalistici più belli fatti di insenature, ruscelli e rilievi montuosi, si possono visitare i resti del Monastero di San Mamiliano, la Grotta del Santo, con gli ex voto, e la Villa Reale adibita ad area museale con gli edifici annessi: sono queste le uniche tracce della storia umana sull’isola. Tutto il resto è silenzio e natura.

Proprio sotto la villa vi è l’unico approdo dell’isola, Cala Maestra, un piccolo Eden circondato da rocce di granito rosa. E di calette ce ne sono tante altre: Cala Cappel di Prete, Cala Corfù, Cala dei Corvi, Cala del Diavolo, Cala del Fico, Cala della Fortezza, Cale Gemelle (o Cala Grande), Cala dei Ladri, Cala Mendolina, Cala di Santa Maria, Cala del Santo, Cala Scirocco (detta anche Cala dello Scalo e Cala Giunchi), Cala Giunchitelli, Cala dello Scoglio. In ognuna viene voglia di gettare a terra gli abiti e di tuffarsi tra le acque color smeraldo. Peccato che invece ci sia il divieto di balneazione.

Infatti, l’isola è protetta per un miglio per garantire la ricchezza e l’integrità della vita marina. Frequenti sono gli avvistamenti di balene e di altri cetacei e da un rarissimo cetaceo simile al delfino, lo zifio.

A partire dal 13 marzo 2021 si potrà tornare a fare escursioni sull’isola. Vengono organizzate nei fine settimana fino al 25 settembre e l’accesso a Montecristo è consentito solo a 75 persone al giorno con un tetto massimo di 2000 persone l’anno (cento posti sono riservati ai residenti delle isole dell’Arcipelago Toscano a prezzo speciale). È richiesta la prenotazione online.

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L’Isola di Montecristo, un paradiso da salvare