Islanda, i luoghi più belli non ancora invasi dai turisti

In Islanda ci sono alcuni itinerari meno conosciuti, fuori dalle classiche rotte turistiche, che regalano paesaggi altrettanto spettacolari senza folla.

L’Islanda è tra le mete più gettonate degli ultimi anni, specie d’estate quando le temperature si fanno meno rigide e si possono fare escursioni all’aperto godendosi i paesaggi mozzafiato per cui l’isola è famosa. È l’idea che hanno un po’ tutti i turisti, quella di organizzare un viaggio tra luglio e agosto in Islanda, motivo per cui le attrazioni principali, vulcani, cascate, piscine termali e naturalmente Reykjavík, la Capitale, distribuite lungo la Ring Road, sono super affollate.

Ci sono, però, alcuni itinerari meno conosciuti, fuori dalle classiche rotte turistiche, che regalano paesaggi altrettanto spettacolari senza folla, però. La zona compresa fra il ghiacciaio Mýrdalsjökull, che si trova a Sud dell’isola, e il ghiacciaio Torfajökull, un po’ più a Nord, nella Riserva naturale di Fjallabak, è assolutamente incredibile. La regione è di difficile accesso ed è caratterizzata da estremi contrasti di morfologie e di ambienti.

Il Mýrdalsjökull è alto 1.493 metri e, sotto la sua calotta di ghiaccio, riposa il vulcano quiescente Katla che ha una caldera del diametro di circa 10 chilometri e che, negli ultimi secoli, ha eruttato a intervalli tra i 20 e gli 80 anni. Poiché l’ultima eruzione fu nel 1918, è costantemente monitorato. Il ghiacciaio Torfajökull è più piccolo ed è alto 1.190 metri. A questo luogo sono legate alcune leggende locali che si tramandano tuttora.

ghiacciaio Torfajokull islanda

A metà strada tra i due ghiacciai si può ammirare il monte Mælifell, un cono di muschio fluorescente in un mare di sabbia nera a pochi chilometri dal Torfajökull, formatosi all’incirca 10mila anni fa dopo l’ultima era glaciale. Lo si può raggiungere solo a bordo di un 4×4.

Questa regione è attraversata dal percorso di uno dei trekking più belli al mondo, il famoso Laugavegur Trail, che in islandese significa ‘II sentiero delle sorgenti calde’. Lungo circa 55 chilometri, parte dalle sorgenti termali di Landmannalaugar e arriva alla valle glaciale di Þórsmörk, attraversando un’ampia varietà di paesaggi fatti di colate laviche, di conche ricoperte di pietra nera e di corsi d’acqua.

Ci troviamo nella seconda zona geotermale più grande dell’isola dopo quella di Grímsvötn, nel Parco nazionale del Vatnajökull. Come manifestazione di questa attività geotermica, si possono ammirare le alterazioni delle rocce che assumono i colori più disparati e che vanno dal rosso al giallo e dal blu al verde. Una vera tavolozza d’artista.

Si può fare tappa nei cinque rifugi che si incontrano durante il cammino e che offrono pasti caldi e letti confortevoli. Durante la stagione estiva, Landmannalaugar, Þórsmörk e Skógar sono collegate a Reykjavík da un servizio di autobus.

Lungo il percorso verso uno dei rifugi, il Hvanngil, si attraversa il settore meridionale della riserva naturale di Fjallabak. Questa regione è un vero capolavoro della natura, fatta di laghi che creano bellissimi contrasti di colori come solo in Islanda si possono ammirare.

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