Escursioni al Monte Kenya e dintorni, tra ghiacciai e savana

Cosa vedere e cosa fare ai piedi del Monte Kenya, tra la montagna sacra dove volano uccelli variopinti e la savana con i suoi grandi animali in libertà.

Tanti libri sono stati scritti su questa montagna sacra. Dove nevica e ci sono i ghiacciai. Poi ci sono le foreste verdeggianti dove volano uccelli variopinti e la savana con i grandi animali e dove migrano gli elefanti. A cavallo dell’Equatore, a 180 chilometri da Nairobi e 480 dalla costa kenyota, c’è il Monte Kenya (5.199 metri sul livello del mare) un antico vulcano estinto che oggi è la punta più alta del Kenya e il secondo monte più alto del “continente nero” dopo il Kilimangiaro, scalato per la prima volta dall’esploratore inglese Halford Mackinder nell’800.

Il monte, assieme alla regione, è una delle riserve d’acqua di tutto il Paese e fa parte del Parco nazionale del Monte Kenya che abbraccia tre cime: Batian (5.199), Nelion (5.188) e Lenana (4.985). Solo quest’ultima può essere affrontata da dilettanti, che possono cimentarsi con una scalata-escursione, perché le altre due sono riservate ad alpinisti esperti.

La salita alla punta del Monte Kenya dura una giornata intera ed è un’esperienza magica tutta da vivere. I paesaggi cambiano repentinamente; si possono individuare tante alture dell’Africa Orientale, panorami unici tra una vegetazione mutevole e ai 4.000 metri si può toccare la neve dei 12 ghiacciai perenni.

Il paesaggio misto di neve e vegetazione lussureggiante fa del Monte Kenya uno dei luoghi più suggestivi di tutta l’Africa. Poi ci sono le colline ai piedi del monte, di alta panoramicità, miste tra vegetazione di montagna e praterie semiaride della savana. A impreziosire ulteriormente il parco, è da ricordare che la zona si trovi al centro dei tragitti delle migrazioni degli elefanti africani.

Il nome locale del Monte Kenya in lingua kenyota significa “montagna dello struzzo” per via della similitudine visiva tra il bianco e nero delle piume del veloce uccello e il colore dei massicci rocciosi misti alle nevi perenni dei ghiacciai. Il Parco nazionale del Monte Kenya protetto dal 1949 è grande 700 chilometri quadrati, ed è stato pensato allo scopo di salvaguardare la fauna e la bellezza di questo luogo magico. L’Unesco l’ha elevato a riserva della biosfera e l’ha reso così una delle mete turisticamente più importanti di tutta l’Africa.

Tanti gli animali presenti: nella parte più bassa della selva si trovano il maiale gigante, la mangusta dalla coda bianca, l’elefante e il leopardo dalla fronte nera. Salendo si incontrano il toporagno del Monte Kenya e la talpa-ratto. Ma si possono osservare anche zebre, leoni, leopardi, bufali, rinoceronti. Gli amanti del birdwatching apprezzeranno qui i bellissimi e numerosi uccelli, alcuni rarissimi, come l’ibis verde, il gufo abissino dalle orecchie lunghe e il pettirosso di Ruppell.

Intorno al Monte Kenya, nel parco, si possono distinguere tre differenti zone e in base all’altitudine si assiste al cambiamento di vegetazione: ci sono i versanti meridionali coperti da foreste di bambù e altre piante tipiche del Kenya (eriche, seneci, ecc.); più su, la parte alpina con i deliziosi laghetti circondati da alberi; e infine le vette perennemente innevate e con i ghiacciai.

Gli appassionati di scalate avranno di che divertirsi. La pista ghiacciata più interessante è quella meridionale, ma è meglio scalarla tra luglio e settembre quando il sole volge lo sguardo dall’altro versante. Negli stessi identici mesi i pendii est e nord si prestano per le scalate su roccia. Mentre quando il sole è a sud allora è preferibile il contrario: lato meridionale roccia e gli altri due ghiaccio.

Chi decide di fare un’escursione sul Monte Kenya è meglio che si faccia accompagnare da guide esperte della zona. Perché il problema non è unicamente costituito dalle complessità delle salite alle cime, ma il rischio è anche quello di imbattersi in animali feroci, pericolo che aumenta con il calare del buio in assenza di illuminazione.

I nemici del parco del Monte Kenya sono essenzialmente due: attività umane come il bracconaggio, che minaccia gli animali, e la deforestazione e il pascolo illegale, che hanno un impatto devastante sull’ecosistema. Allarmanti i dati sui mutamenti climatici: le previsioni parlano chiaramente di scomparsa dei ghiacciai entro pochi decenni e lo sconvolgimento della vegetazione.

Sono due i periodi migliori per visitare il Monte Kenya: i mesi tra luglio e ottobre e il periodo tra dicembre e marzo. Il Monte Kenya è anche considerato un monte sacro da tutte le comunità della zona. Qui si svolgono riti tradizionali religiosi legati alla convinzione che in cima al monte vivano le divinità locali.

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