Bazar e rovine: viaggio nel centro storico di Izmir in Turchia

Izmir è patria di antichi poeti e civiltà millenaria. Un tour tra i mercati, antiche chiese, moschee e grandiose rovine, luogo magico per la vostra vacanza

Patria di antichi poeti e civiltà millenaria. Tra i bazar variopinti, antiche chiese, le moschee e grandiose rovine archeologiche, Izmir, città della Turchia, è un luogo magico per la vacanza dei vostri sogni. Da non perdere il suo centro storico ricco di monumenti.

Sbarcando al porto di Alsancak, la prima tappa è quella del Kordon, bellissimo lungomare sul mare Egeo e il rione di Alsancak. Dove potrete visitare le bellissime piazza Gungogdu e della Repubblica e il Museo di Mustafa Kemal Ataturk, il padre della patria in Turchia.

Come seconda tappa vi proponiamo di provare l’ascensore storico, costruito nel XIX secolo da un uomo d’affari ebreo Nesim Levi, funzionava con un meccanismo ad acqua, per aiutare i residenti a salire in cima alla collina del quartiere e risparmiargli un giro chilometrico per raggiungere la parte superiore. Grazie all’ascensore si arriva ad una piattaforma a 51 metri di altezza dalla quale si gode di una bellissima vista panoramica su Izmir e sul golfo.

L’altro gioiello è l’Agorà, l’antica piazza di Izmir, nel passato luogo privilegiato d’affari e incontri politici e culturali, ricostruita dall’imperatore Marco Aurelio. Le sue rovine (si tratta dei resti dell’antica città romana di Smirne) sono nel rione Namazagh. L’agorà di Smirne è la più grande e la meglio conservata in Turchia.

Dopo l’Agorà si arriva al Bazar di Kemeralti e Kizlaragasi fatto realizzare nel XVII secolo da Haci Besir Aga. Uno dei rari esempi di architettura ottomana rimasti a Izmir. Come tutti i caravanserragli ottomani presenta un cortile e varie botteghe intorno. Oggi è un bazar turistico che ospita numerose sale in cui ci si può fermare per degustare il tradizionale tè o caffè turco. Il Bazar Kemeralti si estende tra piazza di Konak e il rione Mezarlikbasi ed è da secoli l’area commerciale e dedicata allo shopping, la più vivace e folkloristica di tutta Izmir.

Appena fu costruito, il bazar (coi suoi soffitti ad arco, i tetti a tegole e le viuzze laterali) aveva più che altro l’aria di un mercato al coperto, e prendeva il nome proprio da questo: Kemeralti infatti significa letteralmente “sotto gli archi”. Ci sono 15.000 botteghe di artigianato turco, dove potrete trovare oggetti in legno, ceramica e tappeti turchi, naturalmente non mancano i tradizionali kilim e gli abiti tipici della tradizione turca.

Il viale centrale si chiama Anafartalar e ha una forma curvilinea. All’interno ci sono tutte le moschee storiche. Sempre in centro storico l’ultima tappa è Konak Pier. In passato fu utilizzato come porto mercantile, poi divenne un mercato del pesce e un’area doganale. Infine negli anni 2000 cominciarono col restauro. L’edificio venne curato nei dettagli ed è stato edificato nel XVIII secolo. Data la somiglianza con la Torre Eiffel per le sue forma geometriche e la struttura in acciaio, si pensò che il progetto appartenesse a Gustave Eiffel. L’edificio oggi è un centro commerciale moderno

Ma il vero simbolo della città è senza dubbio la torre dell’orologio che si torva in piazza Konak, il cuore di Izmir. Risale al XIX secolo (fu costruito per il XV anniversario della salita al trono del sultano Abdul-Hamid II). L’orologio fu donato dall’imperatore Guglielmo II di Germania in segni di amicizia ed è stato costruito in stile ottomano, ricco di raffinati mosaici e ai 4 angoli ci sono delle fontanelle. Nei dintorni si trova il palazzo del Governo. La struttura è stata edificata tra il 1868 e il 1872 e ha ricoperto un ruolo importantissimo nella guerra d’indipendenza turca: infatti su di esso il 9 settembre 1922 (durante l’arrivo dell’esercito) fu issata la bandiera turba che ancora oggi rappresenta il simbolo della città.

In piazza sono molto interessanti la statua di Hasan Tahsin e la moschea di Yali, quest’ultima di forma ottagonale e con le mura rivestite da maioliche. È la moschea più grande di tutta Izmir e fu costruita nel XVIII secolo dalla figlia del Mehmet Pas, Hatun Ayse.

Nel quartiere di Konak c’è anche il Museo archeologico, fondato nel 1924 nel sito della chiesa abbandonata di Ayavulka, l’apertura al pubblico risale al 1927, dopo una sistemazione museografica di 3 anni. Situato in un’area espositiva di 5 mila metri quadrati, vanta reperti dall’età del bronzo al periodo bizantino, con lapidario che arriva come datazione di reperti al XIX secolo, con alcuni pezzi del mondo ottomano. I reperti dello scavo provengono dalla regione anatolica occidentale attorno a Smirne. Il percorso di snoda su due piani, più il giardino all’aperto con il lapidario a cui si aggiungono i laboratori didattici e di restauro, depositi sala conferenze e gli uffici amministrativi.

Da non perdere anche la Chiesa di San Policarpo, una delle sette chiese dell’Apocalisse. Verso l’anno 1155 all’età di 86 anni San Policarpo venne martirizzato dai romani a Kadifekale. Secondo la leggenda le fiamme in cui il santo venne gettato lo circondarono ma non lo bruciarono costringendo il boia a pugnalarlo. La chiesa fu ricostruita nel 1620. È ancora oggi è un capolavor di Izmir.

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