Detroit: cosa fare e cosa vedere nella meta rivelazione degli Stati Uniti

Soprannominata “Parigi dell’Ovest”, non è tra le mete preferite da chi arriva negli USA. Ecco perché vale la pena scoprirla

Nota come “città dell’automobile” (grazie alla fabbrica qui aperta da Henry Ford nel 1902), Detroit in realtà è moltissimo altro. I suoi edifici e i suoi castelli, con la loro architettura raffinata, le sono valsi il soprannome di “Parigi dell’Ovest”. Oggi, dopo anni difficili a causa delle lotte razziali e della crisi petrolifera, Detroit ha oggi dimenticato il suo declino, tanto da essere stata inserita dalla Lonely Planet tra le 10 città da visitare nel 2018.

Ma quali sono le attrazioni impedibili a Detroit? Innanzitutto, una passeggiata per le sue vie col naso all’insù è imperdibile: i suoi grattacieli Art Deco – su tutti il Guardian Building e il Penoboscot Building – svettano a fianco di altri più moderni, come il Comerica Tower che della città è il simbolo. C’è poi il Fisher Building, che è considerato il palazzo commerciale più bello degli Stati Uniti e che è stato costruito nel 1928 da Albert Kan, e c’è il Michigan Consolidated Gas Company Building, progettato da Minory Yamasaki. Anche i suoi musei sono degni di nota, a cominciare dal Detroit Institute of Arts che – con le opere di pittori del calibro di Matisse, Rembrandt, Picasso e Van Gogh – è uno dei più meritevoli al mondo. Al suo interno c’è anche un murales, il “The Detroit Industry”, realizzato da Diego Rivera. Un altro museo che vale una visita è il Motown Museum, ex Hitsville House, dove Diana Ross e Steve Wonder registrarono i primi successi.

Perché, oltre che per l’automobile, Detroit è famosa anche per la musica. Tanti sono i locali in cui ascoltare dell’ottimo blues, jazz e rock. Qui è nato Eminem, e ha casa Madonna. Qui ci sono luoghi come il DTE, l’Energy Music Theatre e il Palace of Auburn Hills, e festival come l’Electronic Music Festival, l’Hip Hop Summer Festival e il Concert of Colors. E se il simbolo di Detroit è lo “Spirito di Detroit”, scultura realizzata da Marshall Fredericks ed esposta al Coleman Young Municipal Center (statua che, per festeggiare le loro vittorie, viene vestita dalle squadre sportive con le loro divise), tanti altri sono i luoghi da non perdere per chi decide di visitare questa città: il quartiere storico di Lafayette Park, il Detroit Zoo, l’acquario di Belle Isle. È certamente una città da scoprire, coi suoi luoghi comuni tutti da abbattere.

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