Bienno, il borgo dei Magli e degli artisti nel cuore della Lombardia

Da secoli, il piccolo borgo ha la sua attività principale nella lavorazione del ferro battuto mediante magli azionati da ruote ad acqua

In Lombardia, nel cuore della Val Camonica, sorge il piccolo borgo di Bienno: un paesino in cui il tempo sembra essersi fermato, dove la storia e la tradizione si mescolano a dar vita a un luogo incantato.

Dove si trova Bienno

Situato in posizione strategica sulla cima di una collina circondata dalle vette della Concarena e della Presolana, massicci montuosi delle Prealpi Bergamasche, Bienno è un paese davvero molto particolare. Si trova a circa 70 km da Brescia e sorge nella Val Grigna, dove scorre l’omonimo torrente. E sono proprio le sue acque, sapientemente incanalate per sfruttare al meglio la loro potenza, ad aver reso il paese così importante in epoca antica. I canali che hanno dato il nome al borgo (“biennium” è il termine latino che li identifica) avevano un tempo la fondamentale funzione di trasportare le acque fino alle numerose fucine che davano lavoro a centinaia di persone.

L’attività principale di Bienno è sempre stata la lavorazione del ferro battuto, e le fucine avevano la particolarità di trarre energia dai possenti magli azionati da ruote ad acqua, come nei mulini. Non a caso, la zona in cui sorge il paese si chiama ancora oggi Valle dei Magli, nome che riprende l’antica tradizione ben radicata a Bienno. Fino alla fine del ‘900, d’altronde, le fucine sono rimaste operative anche nel centro abitato, costituendo una delle primarie fonti di guadagno dei cittadini.

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Una ruota idraulica della fucina, Bienno – Ph. pacj (Wikimedia)

Il centro storico di Bienno

La struttura del paese, oggi inserito nel circuito I borghi più belli d’Italia, rivela il suo passato florido: Bienno si è sviluppato sulla maglia geometrica di un’antica fondazione romana ed è a tutti gli effetti un piccolo borgo medievale di rara bellezza. Le antiche costruzioni in cui si svolgevano le attività industriali della zona sono ancora oggi l’emblema della ricchezza di questa amena località. La via Artigiani, attraversata dal Vaso Re – un canale artificiale che accoglie le acque del torrente Grigna – e sede delle più importanti fucine, ci porta alla scoperta del seicentesco opificio della Fucina Museo e del Mulino Museo, un tempo fulcro delle attività della popolazione. Poco distante possiamo ammirare una fucina che, come tanti secoli fa, utilizza ancora il maglio ad acqua.

Il centro storico, invece, è il cuore pulsante dell’attività artistica del paese. Grazie all’opulenza derivante dalla lavorazione dei metalli, Bienno ha visto le sue viuzze arricchirsi di splendide architetture e di opere d’arte preziosissime, che ancora oggi incantano i turisti. Antichissimi esempi del suo passato medievale sono la torre Avanzini, risalente al 1075, e la torre Morandini: sorgono nell’antico nucleo originario del paese, ed erano importanti bastioni di difesa costruiti a protezione delle nobili famiglie che qui alloggiavano.

Il palazzo Simoni Fè è una delle dimore più importanti del borgo, che accoglieva un’antica dinastia di conti. Oggi il piano terra è stato donato al comune, che ne ha tratto una scuola materna e una biblioteca pubblica. Nei pressi sorge anche il palazzo Francesconi Rabajoli, in origine due case signorili contigue risalenti al 1500 e successivamente adattate a formare un corpo unico: al suo interno, degli splendidi affreschi attribuiti al Fiamminghino. Sulla piazza principale si affaccia poi la chiesa di Santa Maria Annunciata, costruita nel XV secolo. La sua facciata principale, con pilastri in pietra a vista e un rosone in stile gotico, si erge tra i vicoli stretti e le abitazioni signorili che adornano il centro storico di Bienno.

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Bienno – Ph. Paolo Ardiani (123rf)

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