Barolo, il borgo piemontese da cui prende nome il famoso vino

Barolo è un piccolo scrigno ne cuore delle Langhe, dove il profumo dell'uva è respirabile ovunque e si può godere di grande relax

Il borgo di Bareu o Bareul, come si chiama in piemontese, si trova nella storica regione delle Langhe, ed è adagiato su di un piccolo altopiano a forma di sperone.

Protetto dai rilievi circostanti, disposti ad anfiteatro, colpisce subito per la posizione del suo nucleo urbano rispetto ai paesi adiacenti.

Barolo

Barolo, Ph. reve Beatrice (123RF)

La storia di Barolo

Il primo insediamento di cui si hanno notizie è di origine barbarica e risale all’Alto Medioevo: il nucleo originario del castello fu infatti eretto in quel periodo da Berengario I, come difesa dagli attacchi dei saraceni. Nel 1250 la famiglia Falletti acquisì tutti i possedimenti di Barolo dalla vicina Alba. Famiglia potente di banchieri ed esponenti della nuova borghesia, segnarono il destino di Barolo e delle zone circostanti fino ad arrivare, nel 1300, a comandare una cinquantina di feudi piemontesi. Alla morte della Marchesa Juliette Colbert, nel 1864, fu costituita l’Opera Pia Barolo alla quale lasciò l’intero patrimonio di famiglia.

Anche la zona di Barolo ha decisamente subito il periodo della Malora descritto meravigliosamente dal grande scrittore Beppe Fenoglio: la viticoltura è stata abbandonata per dei lavori più sicuri nelle grandi città. Tra alti e bassi, si è arrivati fino ai nostri giorni dove si è capovolto il fenomeno. I giovani scelgono consapevolmente il mestiere del viticoltore, complice la presenza della vicina Scuola Enologica di Alba, mentre i più anziani ritornano a farlo.

Castello di Barolo

Castello di Barolo, Ph. Gianfranco Coscarella (123RF)

Cosa vedere a Barolo

Oggi il borgo è un tutt’uno con il vino: la sua presenza si respira ovunque. Il tipo di nettare che si produce qui fa del suo luogo di origine una sorta di luogo sacro per gli appassionati del buon bere: lasciatevi cullare dal ritmo morbido della vita, dolce come le tante colline che lo circondano. Merita sicuramente una visita il Castello dei Marchesi Falletti, all’interno del quale è ospitato il WiMu, il Museo Etnografico ed enologico del Barolo.

La Cappella del Barolo di Sol LeWitt e David Tremlett è uno dei primi e più riconoscibili progetti di recupero e valorizzazione del contesto ambientale delle Langhe con interventi di arte contemporanea internazionale, e quest’anno compie vent’anni. Costruita nel 1914 come riparo da temporali e grandinate per chi lavorava nelle vigne circostanti e mai consacrata, la Cappella di SS. Madonna delle Grazie fu acquistata dalla famiglia Ceretto nel 1970 assieme a 6 ettari del prestigioso vigneto di Brunate, nel cuore della DOCG del Barolo.

Ridotta a rudere dopo anni di abbandono, si è trasformata in uno degli edifici più famosi del territorio: la scintilla creativa è scaturita all’improvviso davanti a un bicchiere di Barolo, o almeno così narra la leggenda.

Centro storico di Barolo

Centro storico di Barolo, Ph. Rostislav Glinsky (123RF)

Eventi ed enogastronomia

Nel weekend del 26 e 27 ottobre vi aspetta Terre di Vite, manifestazione dove il vino e la cultura tornano protagonisti al castello di Levizzano Rangone: vini, storie e parole di decine di produttori provenienti da tutta Italia. Come d’abitudine, nelle sale del castello la cultura troverà ampio spazio con esposizioni, degustazioni guidate, seminari, iniziative letterarie e musica.

Per soddisfare il palato non perdete un ottimo Brasato al Barolo o La Cisrà, una zuppa di trippa e ceci tipica delle Langhe. Anticamente veniva preparata con ceci scuri di origine mediorientale, mentre oggi si preferiscono i ceci nostrani, molto più gustosi. Questo piatto povero ha origini molto antiche e si racconta che durante le feste dedicate ai santi, veniva distribuito ancora caldo e fumante, ai fedeli.

Villaggio di Barolo

Il borgo di Barolo, Ph. freeartist (123RF)

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