Fare trekking a La Gomera nel cuore delle Isole Canarie

Un’isola perfetta per gli amanti delle camminate, è possibile passeggiare in una foresta preistorica

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro Travel blogger

La Gomera è una delle isole più lontane e meno conosciuta delle Canarie. Si trova a ovest di Tenerife e ha ancora un turismo di nicchia, quindi permette di vivere una vacanza con ritmi lenti e a pieno contatto con la natura. Facendo un passo indietro, diciamo organizzativo, il modo più facile per raggiungere La Gomera è in traghetto da Tenerife. Il tragitto dura un’ora, ma c’è anche un piccolo aeroporto che collega l’isola con le sue sorelle Canarie, ma non ci sono tratte verso il continente.

La Gomera è il luogo ideale per gli appassionati di camminate e trekking. Come le altre isole Canarie ha un clima molto mite durante tutto l’anno, con una piccola differenza dettata dal fatto che nel suo entroterra ci sono delle montagne piuttosto alte. Possiamo dire che la parte sud de La Gomera sia quella più calda e soleggiata, mentre il lato nord si presenta più fresco e ventilato, motivo per cui è preferibile soggiornarvi durante la nostra estate. Il turismo de La Gomera è incentrato sul trekking, perché a differenza delle altre isole questa è ancora molto verde e in buona parte coperta da foreste. Ci sono centinaia di tipi di sentieri di difficoltà medio bassa, ideali per camminatori di tutte le età e anche famiglie con bambini.

Ammetto che prima d’andarci avevo sottovalutato la bellezza e l’unicità dei suoi boschi. Il parco naturale più grande della Gomera, nonché patrimonio dell’UNESCO, è Garajonay. Si tratta di una zona di 40 km quadrati che occupa buona parte del cuore dell’isola. La sua ubicazione in realtà è molto comoda logisticamente, perché in qualsiasi municipalità si decida di alloggiare in massimo una mezz’oretta si può addentrarsi alla scoperta del parco.

In prossimità del paesino d Agulo c’è il Centro Visitatori del Parco, la porta verso Garajonay. Per chi è interessato a scoprire di più sull’origine vulcanica e gli sviluppi faunistici del parco suggerisco una visita prima di iniziare a camminare. Ovviamente al Centro Visitatori è possibile anche chiedere informazioni e le mappe dei percorsi. Il venerdì ci sono delle attività gratuite davvero interessanti: si può richiedere una guida (in spagnolo) con la quale camminare o si può fare una degustazione dei vini doc della Gomera con un sommelier.

Solo durante la degustazione ho capito quanto sia importante per quest’isola la produzione del vino. A La Gomera ci sono tipologie di uve potremmo dire endemiche, che sono state portate dagli spagnoli 400 anni fa. Sono uvaggi antichi che si coltivavano all’epoca nella penisola iberica e che durante i secoli si sono adattati al clima e al terreno di quest’isola, come la Forastera, il vino bianco più famoso dell’isola che si coltiva e produce solo qui. A La Gomera ci sono circa 200 produttori vinicoli e solo 14 cantine produttive, infatti le uve vengono coltivate dai singoli abitanti in piccolissimi fazzoletti di terra. Sono minuscole produzioni che però aiutano l’economia locale e fanno sì che non sia necessario disboscare per far crescere altre colture. Quindi il paesaggio rimanere invariato.

I percorsi di trekking da fare a La Gomera:

A parer mio La Gomera racchiude un tesoro che in pochi conoscono: la foresta preistorica più antica d’Europa, il Laurisilva. Migliaia di anni fa, nel Cenozoico, l’Europa era interamente coperta da una foresta vergine molto fitta, che con il riscaldamento del Mediterraneo è scomparsa dal nostro continente. L’unico posto in cui è rimasta intatta è nel centro del Parque Garajonay de La Gomera e nelle Azzorre. Come dicevo prima, la Gomera ha alcune montagne molto alte, che arrivano a 1484 mt. Queste fanno si che i venti freddi provenienti dal nord si blocchino, creando una nebbiolina umida fittissima che nutre continuamente la vegetazione creando una foresta vergine. L’elevato tasso d’umidità fa si che non solo crescano rigogliose le felci su tutto il sottobosco, ma anche che ogni albero sia completamente ricoperto da muschi e licheni dal tronco alle fronde. La leggera nebbiolina, la bruma, si ferma a metà del fusto imprigionata dalle foglie, ovattando tutto lo scenario. Personalmente non avevo capito la maestosità e la magia di questo ecosistema, si ha la netta sensazione di fare un salto nel tempo, di tornare in un’epoca preistorica, in una terra non nostra. Credo di essere stata un’ora almeno con lo sguardo all’insù a fotografare la foresta. Semplicemente magico!

Questo meraviglioso percorso che vi consiglio assolutamente di fare viene identificato come Ruta 12 e il nome “volgare” è Razo de la Burma, un anello e dura un’ora circa se non vi fermerete ogni minuto a fare foto come me,. Essendo è quasi pianeggiante risulta davvero facile.

La Ruta 12 è spostata verso la parte nord dell’isola, mentre girandosi verso sud un percorso sempre molto bello con una natura davvero rigogliosa è la Ruta 5 lungo 5 km e anch’esso ricoperto da felci, ma con meno bruma. Uno dei percorsi più lunghi del parco è la Ruta 18 e dura circa 7 ore: vi permetterà di vedere diversi tipi di ecosistemi in una stessa camminata.

Se sbarcherete a La Gomera come me in primavera, avrete la fortuna di vedere alcuni percorsi completamente in fiore. Ho trovato davvero bellissimo il trekking vicino la Laguna Grande, dove tra l’altro c’è la più grande aria picnic del parco. Questa zona era completamente ricoperta da piccoli gerani selvatici in fiore, si camminava in un letto fucsia.

I percorsi che si possono fare sull’isola non si limitano al Parco Nazionale, ma si estendono per tutta la superficie de La Gomera, ad esempio un bellissimo percorso è la Gran Ruta Principal, (GR131) che taglia in due l’isola da nord a sud. Per farlo tutto servono 5 giorni di cammino. Ovviamente ci sono diverse soluzioni, una è appoggiarsi ad un’agenzia che si occupa di trasportare il bagaglio mentre voi camminate, oppure potete fare solo alcuni pezzi facendovi venire a prendere o lasciare dai taxi privati come ho fatto io. Io ho percorso il pezzo che va da Pajarito a Chipude (4,9 km), un percorso molto facile con pochissime salite. Per buona parte è immerso nei boschi, poi il paesaggio cambia e il terreno diventa molto più arido; per quasi tutto il cammino si vede il mare e in lontananza La Palma. È un bellissimo modo di vivere lentamente l’isola, incontrando altri camminatori. I sentieri sono tutti tracciati benissimo, non avrete modo di perderti, anche io l’ho fatto da sola senza guida ed è stato davvero facile.

Per quanto quest’isola sia meravigliosa dal punto di vista della vegetazione lo è meno da un punto di vista faunistico. Ci sono diverse specie di insetti endemici ma non ci sono mammiferi a eccezione di alcuni tipi di pipistrelli. Gli uccelli sono molto interessanti, uno dei più famoso è il colombo dei Lauri e il colombo dei Bolle. Se invece il trekking vi porterà più verso il mare, potrete essere fortunati ed osservare un’aquila di mare.

Vi consiglio di mettere in valigia delle scarpe da trekking alte fino alla caviglia, un cappello e della crema solare perché il sole è davvero molto forte. Sono curiosa di sapere se seguirete i miei consigli.

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