Un’opera d’arte nel cuore del deserto: apre finalmente la “città” di Michael Heizer

Ci sono voluti ben 50 anni, ma ora City apre finalmente i battenti: si tratta di una vera opera d'arte situata nel deserto del Nevada, ed è un capolavoro

È un viaggio indietro nel tempo, alla scoperta delle antichissime civiltà che ci hanno regalato una cultura millenaria: presto alcuni (pochissimi) fortunati potranno visitare City, l’incredibile opera d’arte a cielo aperto realizzata dall’artista americano Michael Heizer, immersa in un panorama desertico da togliere il fiato. E l’impressione è proprio quella di fare un tuffo nel passato, in luoghi lontani migliaia di anni e migliaia di chilometri da noi.

City, la nuova installazione di Michael Heizer

Oltre 50 anni di lavori ininterrotti e ben 40 milioni di dollari di budget: queste sono le incredibili cifre di City, un vero capolavoro nel cuore del deserto del Nevada. La location è meravigliosa, ma decisamente poco ospitale. E forse è proprio questo a rendere ancor più suggestiva l’opera d’arte di Michael Heizer, che ha dedicato gran parte della sua vita alla realizzazione di un vero e proprio monumento dal fascino unico al mondo. Pochissimi i materiali usati: l’artista ha fatto ampio impiego di ciò che il paesaggio gli ha offerto, scolpendo sabbia, terra e roccia sino a dar origine ad un complesso di oltre 2 chilometri di lunghezza (e di mezzo chilometro di larghezza).

Per riuscirvi, Heizer ha fondato persino un’organizzazione no-profit (la Triple Aught Foundation) che ha lavorato incessantemente a City, e che oggi si occupa della sua gestione. Un’impresa difficile, che ha spinto i responsabili dell’associazione a lanciare un’apertura di prova che durerà addirittura per tutto il suo primo anno di attività: pochi fortunati potranno visitare l’installazione, e al momento le prenotazioni sono aperte solo per il periodo compreso tra i 2 settembre e il 1° novembre 2022. Ma quali sono le bellezze che potremo ammirare in questa splendida “città” immersa nel deserto?

Le incredibili bellezze della “città” nel deserto del Nevada

Michael Heizer ha dato vita ad un progetto tanto ambizioso quanto incredibile, che ora finalmente vede la luce sotto il rovente sole del deserto del Nevada. Il paesaggio circostante è spesso ostile: siamo infatti nel Great Basin, una vasta area che racchiude imponenti catene montuose e depressioni desertiche, dove il terreno è arido e pochissima è la vegetazione che riesce a sopravvivervi. Qui si trova il Basin and Range National Monument, un’ampia zona protetta al cui interno sorge quell’imponente capolavoro che è City.

Per realizzare questa opera d’arte, Heizer ha attinto a piene mani ad alcune delle civiltà più affascinanti del passato, come le antiche città mesoamericane e quelle egizie, traendo spunto persino dalle società megalitiche che affondano le loro radici indietro nei millenni. E alcune delle installazioni che trovano spazio all’interno di City ricordano proprio gli splendidi monumenti dell’antichità. Una delle più suggestive è 45°, 90°, 180°, una serie di cunei realizzati in cemento e disposti in ordinata formazione, proiettando ombre meravigliose sul terreno.

Altrettanto meraviglioso è Complex One, la prima installazione costruita addirittura negli anni ’70: si tratta di un edificio che ricorda la splendida Piramide di Zoser, ma anche le antiche ziggurat mesopotamiche o le imponenti costruzioni delle civiltà precolombiane. Virginia Dwan, gallerista d’arte e membro della Triple Aught Foundation, ha affermato: Michael Heizer è uno dei più grandi innovatori del nostro tempo. È straordinario, ha completato una delle opere d’arte più importanti di questo secolo in decenni di lavoro, e ho avuto la fortuna di assistere a questo intervento scultoreo trasformativo sin dall’inizio”.