Seven Magic Mountains, l’arte da strada che attira migliaia di turisti

Lungo la strada tra Los Angeles e Las Vegas è possibile ammirare l'installazione dell'artista svizzero Ugo Rondinone

Un’installazione artistica svetta nel deserto del Nevada, attirando migliaia di turisti ogni giorno per i suoi colori ipnotici.

Il deserto del Nevada è noto al mondo per la sfavillante Las Vegas. Un insieme incredibile di luci, hotel e alcool. Al di fuori dei suoi confini si tende però a credere, erroneamente, non vi sia nulla. Al di là della fantastica e quasi ipnotica natura statunitense, a metà strada tra Los Angeles e Las Vegas vi è spazio anche per un’installazione artistica di caratura mondiale.

Seven Magic Mountains

Le due città sono collegate dalla Interstate 15 e poco distante dal suo asfalto è possibile ammirare un’installazione artistica di assoluto pregio, che porta il nome di “Seven Magic Mountains”. L’autore è Ugo Rondinone, nato in Svizzera da genitori italiani e attualmente impegnato in America, per la precisione a New York. A commissionare l’opera è stato il Nevada Museum of Art, entusiasta del risultato ottenuto in termini di pubblico, tra locali e turisti, con circa mille persone giunte ai piedi dell’installazione ogni giorno dal 2016 a oggi.

Si tratta di una composizione che prevede sette costruzioni di forma totemica, caratterizzate da colori fluorescenti. Il pubblico risulta così istintivamente attratto e sedotto da una composizione cromatica così varia, che spicca in contrasto con il panorama circostante. Alte circa 10 metri, le statue attirano lo sguardo dei curiosi da grandi distanze, non essendoci imponenti edifici e interrompere la vista in lontananza. Rondinone ha lavorato con cura, impilando dei giganteschi massi, tutti provenienti da Jericho, in California. Ognuno di essi ha un suo colore ma soprattutto una sua storia, legato alla natura da cui è stato tratto e all’idea artistica alla base dell’installazione.

Seven Magic Mountains

L’idea è quella di far riflettere il pubblico sul rapporto tra un ambiente incontaminato e l’opera dell’uomo, spesso eccessivamente invadente e distruttiva. Il luogo selezionato non è casuale, trattandosi del Jean Dry Lake, che negli anni ’60 diede l’ispirazione per il Nine Nevada Depressions, ovvero le incisioni nel terreno divenute celebri e realizzate dal land artist Michael Heizer.

L’interesse per il rapporto tra uomo e natura intriga da tempo Rondinone, come dimostra l’installazione Primitive, che comprende 59 uccelli in bronzo di piccole dimensioni posti sul pavimento, a sottolineare come ogni giorno calpestiamo l’ambiente che ci circonda. Il Seven Magic Mountains potrebbe però cambiare “casa” nel 2019, con il Nevada che aveva accordi per due anni (2016-2018) ed è riuscito a estenderli per altri 12 mesi.

Seven Magic Mountains

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