I migliori aeroporti e stazioni al mondo: dove il viaggio incontra l’architettura più spettacolare

Dalla Cambogia al Canada, passando per il Messico, ecco i migliori aeroporti, stazioni ferroviarie e metropolitane che stanno rivoluzionando l'esperienza di viaggio

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Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

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Stazioni ferroviarie, metropolitane e aeroporti sono tra i luoghi più frequentati al mondo: non sono solo spazi di passaggio che ogni giorno accolgono milioni di persone in partenza per lavoro, vacanza o per scoprire una nuova città, ma vere e proprie porte d’accesso ai territori che possono influenzare positivamente l’esperienza di viaggio. Per questo motivo, l’architettura dei trasporti sta assumendo un ruolo sempre più centrale, con progetti che puntano a coniugare funzionalità, sostenibilità e identità culturale.

A premiare le migliori realizzazioni del settore sono gli Architizer A+Awards, l’importante concorso internazionale annuale dedicato all’architettura. Giunti alla 14ª edizione, i premi organizzati dalla piattaforma Architizer hanno esaminato oltre 4.000 candidature provenienti da tutto il mondo, selezionando i progetti più innovativi attraverso il giudizio di una giuria composta da oltre 250 esperti di architettura, design, arte, tecnologia e real estate, affiancata dal voto del pubblico online. Tra i vincitori del 2026 spiccano alcune infrastrutture dedicate ai trasporti che stanno dimostrando come stazioni e aeroporti possano trasformarsi in autentici simboli di innovazione, sostenibilità e integrazione con il territorio. Ecco quali sono.

Techo International Airport a Phnom Penh

Oltre ai luoghi culturali più belli del mondo, gli Architizer A+Awards hanno incoronato anche le stazioni e gli aeroporti che stanno rivoluzionando il modo di viaggiare.

Nella categoria Trasporti, la giuria ha premiato il nuovo Aeroporto Internazionale Techo di Phnom Penh, in Cambogia, progettato da Foster + Partners. A colpire è soprattutto il tetto, formato da una spettacolare struttura a onde sostenuta da colonne ad albero alte ben 36 metri, che filtra la luce naturale e protegge gli ambienti dal clima tropicale.

Aeroporto Internazionale Techo di Phnom Penh
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Interno dell’aeroporto Internazionale Techo di Phnom Penh

Progettato per offrire un’esperienza di viaggio intuitiva, il terminal unisce tecnologie sostenibili e richiami all’architettura tradizionale cambogiana. Immerso nel verde e alimentato quasi interamente da energia solare, sorge al centro di quella che sarà una futura città aeroportuale a 20 chilometri dalla capitale. La capacità iniziale sarà di 13 milioni di passeggeri all’anno, con espansioni previste fino a 30 milioni.

Stazione ferroviaria di Maxcanú, nello Yucatán

A conquistare invece il voto del pubblico nella categoria Trasporti è stata la stazione ferroviaria di Maxcanú, progettata dallo studio GI21 Arquitectura per il Treno Maya, la grande rete ferroviaria che attraversa la penisola dello Yucatán, in Messico. Situata a circa 65 chilometri da Mérida, la stazione è stata concepita non soltanto come un’infrastruttura di passaggio, ma come uno spazio capace di offrire ai viaggiatori un momento di reale connessione con il paesaggio circostante.

L’architettura si ispira alla cultura e alla natura della regione, a partire dalle tonalità rosso cocciniglia che richiamano gli edifici storici della città di Maxcanú, fino alle forme organiche che evocano l’arte e i cortili della tradizione Maya.

Particolarmente suggestive sono le aree di attesa, dove griglie prefabbricate ispirate ai motivi tessili locali creano un evocativo gioco di luci e ombre che ricorda la vegetazione della giungla. A completare il progetto c’è un giardino contemplativo con specie vegetali autoctone, pensato per favorire il benessere dei viaggiatori e migliorare il comfort climatico degli spazi.

Realizzata con materiali regionali e adattata alle particolari caratteristiche geologiche del territorio, tra cenotes e ritrovamenti archeologici emersi durante i lavori, la stazione rappresenta un esempio di infrastruttura contemporanea profondamente radicata nel contesto locale.

Line 5 Eglinton a Toronto

La vincitrice per la giuria, all’interno della sezione Interni dei Trasporti, è la Line 5 Eglinton di Toronto, che collega comodamente l’est e l’ovest della città in una delle aree più popolari: realizzato da Arcadis, si tratta di un sistema architettonico su scala urbana e lungo 19 km, che coordina stazioni, strade e spazi pubblici. Conta 15 stazioni sotterranee, 10 fermate a livello stradale, tra cui due terminal multimodali integrati perfettamente con il contesto in cui sono stati inseriti.

Line 5 Eglinton a Toronto
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L’interno della Line 5 Eglinton a Toronto

Non sono forme monumentali, bensì chiare, modulabili e adatte a un orientamento intuitivo di cittadini e viaggiatori, con facciate trasparenti, ampie pensiline e percorsi ben definiti che creano un percorso in stazione facilmente riconoscibile e accessibile.

Stazioni Édouard-Montpetit e McGill di Montréal

A vincere il voto del pubblico nella categoria dedicata agli interni dei trasporti sono state le stazioni Édouard-Montpetit e McGill della Réseau Express Métropolitain (REM) di Montréal, progettate da Bisson Fortin, Perkins&Will e Lemay.

Édouard-Montpetit, la stazione più profonda del Canada con i suoi 72 metri sotto il Monte Royal, collega la REM alla Linea Blu della metropolitana e ospita anche l’opera “Le mont habité” di Manuel Mathieu.

McGill, situata nel cuore del centro città, connette invece la REM alla Linea Verde, alla Città Sotterranea e ai principali quartieri commerciali. Gli interni, ispirati ai colori del fiume San Lorenzo e del Monte Royal, sono stati progettati per rendere gli spostamenti semplici e intuitivi.