Trentino: il drago nato dalle foreste distrutte

Una grande scultura è sorta sull'Alpe Cimbra di Lavarone come simbolo di rinascita. Il drago alato nato dai boschi distrutti da Vaia è spettacolare

C’era una volta, neanche molto tempo fa, una distesa di boschi verdeggianti di una bellezza quasi incantata dove diverse specie di animali avevano trovato la loro casa. Poi, nel 2018, con l’arrivo di Vaia tutto è cambiato. Tra il 26 e il 30 ottobre di quello stesso anno, la terribile perturbazione di origine atlantica ha distrutto centinaia di migliaia di alberi che dominavano le montagne del Triveneto.

C’è ora, su quella terra che piange, un grande drago nato dal dolore e dalla distruzione che celebra la rinascita dell’Alpe Cimbra di Lavarone. A far sì che l’animale prendesse vita e diventasse il simbolo di un evento che non si può dimenticare, è stato Marco Martalar che ha realizzato un drago di legno utilizzando proprio gli scarti degli alberi abbattuti.

Alto 6 metri e lungo 7, il drago nato da Vaia è stato creato con 2000 rami e pezzi di arbusti e più di 3000 viti. I risultato è un’opera grandiosa e unica al mondo che ha già raccolto gli entusiasmi dei cittadini dei territori circostanti e di tutti noi.

Il drago di Lavarone di Marco Martalar

Il drago di Lavarone di Marco Martalar

Inaugurato a novembre, il drago di legno, è già diventato il simbolo dell’Alpe Cimbra, un capolavoro artistico che è destinato a mutare e a seguire le leggi della natura. Forse un giorno, neanche tanto lontano, si decomporrà, essendo realizzando esclusivamente in legno, ma nel frattempo potremmo godere di un’opera in continuo mutamento.

Il drago realizzato dallo scultore veneto, che ha impiegato circa un mese e mezzo per il suo completamento, adesso domina sui comuni di Folgaria, Lavarone e Luserna ed è facilmente raggiungibile seguendo i sentieri che partono da Slaghenhaufi.  L’opera ha già conquistato il primato come la scultura alata più grande d’Europa.

Il drago di Lavarone di Marco Martalar

Il drago di Lavarone di Marco Martalar

La grande scultura in legno che è nata dalla distruzione non vuole solo ricordare la tragedia avvenuta nel 2018, ma anche onorare la memoria dell’Avèz Del Prinzep, l’abete bianco più alto d’Europa che, con i suoi 50 metri d’altezza, era stato proclamato albero monumentale. Purtroppo, anche lui, è stato abbattuto da una tempesta, ancor prima dell’arrivo di Vaia.

E ora al suo posto è nato il grande drago alato, una scultura di incredibile bellezza che ci ricorda tutta la forza della natura.

Il drago di Lavarone di Marco Martalar

Il drago di Lavarone di Marco Martalar

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Trentino: il drago nato dalle foreste distrutte