A Milano ci sono i fantasmi: ghost tour tra i luoghi più infestati

Se siete appassionati di mistero, allora non dovete perdervi per nulla al mondo un ghost tour. E non solo ad Halloween

Se siete appassionati di mistero, allora non dovete perdervi per nulla al mondo un ghost tour. E non solo ad Halloween.

A Milano, una città dove la vita è frenetica e che è poco incline a inutili divagazioni, Valeria Celsi ha scoperto che esiste un substrato esoterico che pochi, turisti ma anche milanesi, conoscono. Da guida esperta di itinerari del mistero organizza dei ghost tour a caccia di fantasmi per il centro città che stanno avendo un grande successo. SiViaggia l’ha intervistata.

Da cosa è nata l’idea di fare un ghost tour a Milano?
“È nata dalla mia passione per il mondo esoterico e per i film horror con cui sono cresciuta, ma anche dalla mia esperienza di servizio civile al cimitero Monumentale di Milano. Il ghost tour è nato lo stesso anno in cui sono diventata guida. Inizialmente lo avevo proposto di giorno, ma poi mi hanno chiesto di raccontare dei fantasmi di sera ed è stato subito boom. È stato il mio primo tour organizzato, da lì sono partiti tutti gli altri, tra cui quello sui luoghi dei Templari e quello del cimitero”.

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Quali sono i luoghi del ghost tour a Milano?
“Il tour si concentra nel centro di Milano, le tappe sono quindi il Castello Sforzesco, che è il luogo più infestato di Milano, via Dante e il Piccolo Teatro, dove ci sono altri fantasmi, poi andiamo in Galleria Vittorio Emanuele dove raccolto alcune stranezze, come quella dell’architetto e ingegnere Giuseppe Mengoni (che precipitò dall’impalcatura più alta della sua Galleria, ndr), piazza della Scala con il fantasma della Callas e le stranezze di Palazzo Marino (sede del Comune, ndr), piazza San Fedele dove c’era Palazzo Imbonati, il palazzo più infestato di Milano dove c’è il fantasma di Giuseppe Prina, un ministro del periodo napoleonico che fu ucciso proprio in questa piazza, poi piazza Duomo con tutti i fantasmi del Duomo come quello della Carlina, una ragazza che si gettò dalle terrazze, e infine via Bagnera legata la serial killer Antonio Boggia (detto anche “Mostro di Stretta Bagnera” oppure il “Mostro di Milano”, fu nel 1800 il primo assassino seriale italiano, ndr)”.

Quanti fantasmi! Andiamo per ordine e partiamo dal Catello Sforzesco: quali sono i fantasmi del castello di Milano?
“Ce ne sono tantissimi, come ho detto il castello è il luogo più infestato di Milano. Innanzitutto ci sono molti degli Sforza, da Ludovico il Moro a Isabella d’Aragona, poi ci sono i fantasmi dei soldati che sono morti quando è esplosa la Torre del Filarete nel ‘500, nel parco c’è il fantasma della Dama in Nero, quella che ha poi ispirato Tiziano Sclavi in alcuni numeri dei fumetti di Dylan Dog, uccisa nel parco e poi c’è il fantasma più recente di una runner. Sono anime di persone morte tragicamente e che restano a metà strada”.

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Durante i suoi tour, le è mai capitato di vedere uno di questi fantasmi?
“Vederlo proprio no, però è successa una cosa strana. Mentre stavo girando un servizio per la Rai sulla Dama in Nero del parco ho avuto bisogno di una comparsa vestita di nero. Mentre giravamo abbiamo sentito un forte profumo di violetta, entrambe lo abbiamo sentito. Una leggenda dice infatti che quando il fantasma della dama compaia si senta il profumo della violetta che lei indossa”.

Davvero inquietante…
“E c’è di più. Dicono che molti dei fantasmi del castello compaiano durante la notte di Halloween e, negli ultimi anni, sono accadute delle cose strane: un anno, per farmi sentire da un gruppo molto numeroso, ho usato l’amplificatore e c’erano tantissime interferenze tanto che non mi si sentiva neanche parlare, un altro anno proprio non funzionava. Non erano effetti speciali, erano proprio delle stranezze”.

Ha parlato anche del palazzo più infestato di Milano…
“Di fronte alla chiesa di piazza San Fedele – dove nei miei tour racconto anche un po’ del Manzoni – c’era un palazzo che era la sede di una banca e che si chiamava Palazzo Imbonati. Dicono che questo palazzo fosse infestato dai fantasmi. Ha anche ispirato il film “Suspiria” di Dario Argento. Si diceva che all’interno ci fossero delle presenze a cui lo scrittore Thomas de Quincey, venuto a Milano, si ispirò per scrivere il romanzo “Suspiria de profundis” (1845) che a sua volta ha ispirato Argento”.

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Come si svolge il ghost tour?
“Di solito lo organizzo nel weekend, ma anche in settimana, di sera, quando inizia a fare buio. Il tour dura due ore. Ci si incontra davanti al castello e poi si parte. Le visite sono fatte tutte in esterno perché a quell’ora i luoghi sono chiusi. Le leggende che racconto sono un pretesto per parlare di storia, racconto degli Sforza, descrivo il Duomo, la Galleria. Le mie di fatto sono delle visite guidate ma un po’ diverse. La sera di Halloween farò un tour speciale con alcune tappe un po’ diverse, andiamo davanti alla Biblioteca Ambrosiana dove c’è il fantasma di Lucrezia Borgia che dovrebbe comparire proprio in quella notte e poi si va nella chiesa di San Bernardino alle Ossa dove, dice la leggenda, c’è il fantasma di una bambina che fa una danza macabra insieme agli altri spiriti della cappella. Racconto anche delle leggende di Halloween, di come è nata la festa che non è poi così lontana dalla nostra cultura. Nell’800 secondo la trazione milanese la notte dei morti non si poteva uscire per la strada perché c’erano le anime dei dannati. Se proprio non si poteva fare a meno si consigliava di andare in giro con una candela benedetta accesa. Di candele si parlava anche nelle leggende dell’Inghilterra vittoriana: le ragazze che non avevano marito, la notte di halloween dovevano specchiarsi con una candela accesa e avrebbero visto il loro futuro fidanzato. Ci sono molti elementi comuni”.

Quindi secondo lei anche l’Italia festeggiava Halloween senza sapere cosa fosse?
“Noi l’abbiamo sempre vista come la notte dei morti, quella tra l’1 e il 2 novembre, mentre Halloween è anticipata perché è il 31 ottobre, ma il concetto non è poi così lontano dal nostro. Certo, i travestimenti e il dolcetto o scherzetto non sono della nostra cultura”.

Le sue sono di fatto delle visite guidate, ma un po’ diverse, giusto?
“Durante le mie visite racconto la storia di Milano, sono tappe legate a misteri, leggende e a particolarità sulla città. Per esempio, davanti al Duomo mostro anche la nostra Statua della Libertà: si trova sulla facciata principale, vicino al finestrone centrale dove c’è scritto “Mariae Nascenti” ci sono due statue, è quella di sinistra. Basta saperlo e la si vede subito. Ma non tutti lo sanno. Un’altra cosa che pochi sanno è che una volta le luci della Galleria venivano illuminate con “el rattin” (il “topo”, in milanese), un marchingegno a gas che si trovava su una galleria interna e che serviva ad accendere le fiaccole”.

Sono molti quelli che partecipano al ghost tour?
“In questo periodo sta avendo molto successo. Sono quattro anni che lo organizzo ma ora sta avendo proprio il boom e sono migliaia le persone che hanno partecipato finora”.

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