Antigua e Barbuda, i Caraibi che tutti sognano

Un Paese che, inutile dirlo, solo a pronunciarne il nome, fa sognare

Quando nel 1493 Cristoforo Colombo mise per la prima volta piede su queste terre, diede loro il nome della chiesa di S. Maria de la Antigua a Siviglia. Barbuda si aggiunse solo a metà dell’800, come tante delle isole facenti parte delle Indie Occidentali Britanniche. L’indipendenza di questo Stato arrivò solo in epoca recente, nel 1981.

Un Paese che, inutile dirlo, solo a pronunciarne il nome, Antigua e Barbuda, fa sognare. Un vero paradiso. Solo su Antigua si contano 365 spiagge, una poer ogni giorno dell’anno. Tra le più iconiche c’è Rendez Vous, che si trova sulla costa Sud dell’isola. È caratterizzata da un litorale di sabbia bianca, incontaminata e selvaggia col mare di un colore turchese intenso e assolutamemnte cristallino.

Ma meravigliosa è anche “Green Island“, un’isola verde al largo della baia di Nonsuch, sulla costa atlantica. È un’isoletta selvaggia e disabitata, con spiagge di sabbia bianca, un vero paradiso, meta di escursioni da fare in giornata in barca.

La piccola Barbuda è un paradiso di pace e tranquillità, indubbiamente meno mondana rispetto ad Antigua. La costa occidentale è un susseguirsi di favolose spiagge bianche fra cui la più celebre, quella che da Palmetto Point porta a Cedar Tree Point, alle prime luci dell’alba si tinge di rosa, per l’effetto ottico delle minuscole conchiglie portate dal mare. Incantevole anche la spiaggia di Gravenor Bay, che richiama moltissimi appassionati di snorkeling.

Dopo la pandemia di Coronavirus che costretto il governo a chiudere le isole al turismo, Antigua e Barbuda sono pronte ad accogliere di nuovo i visitatori alla ricerca di sole e relax, pur con un approccio graduale e controllato. In questo senso sono stati introdotti alcuni protocolli di sicurezza, dagli arrivi ai porti di ingresso, i trasferimenti via terra, il soggiorno nei resort, ristoranti, tour e attrazioni. Ecco le regole per chi desiderea visitare le isole:

• Tutti i passeggeri in arrivo devono essere in possesso di mascherina da utilizzare al momento dello sbarco e che deve essere indossata nelle aree pubbliche durante tutta la permanenza sulle isole.

Tutti i passeggeri in arrivo devono compilare una dichiarazione sullo stato di salute. All’ingresso verranno effettuati screening e misurazione della temperatura; in aggiunta, ai passeggeri potrà essere richiesto di sottoporsi a un rapido test antigenico all’arrivo o negli hotel.

• Per quanto concerne i transfer aeroportuali, un singolo veicolo può ospitare fino a 4 membri della stessa famiglia, mentre i mezzi commerciali per il trasporto dei passeggeri con maggiore capienza possono utilizzare solo il 50% della capacità di posti a sedere (per esempio, 7 passeggeri in un veicolo da 15 posti). I mezzi devono essere puliti e sanificati dopo ogni tragitto e devono tutti essere equipaggiati con disinfettante per le mani. Tutti i veicoli saranno soggetti a ispezioni a campione da parte del personale sanitario e i veicoli certificati dovranno esporre in maniera visibile un adesivo indicante l’approvazione di sicurezza.

• I passeggeri in arrivo con imbarcazioni (yacht privati/traghetti) sono soggetti alle linee guida emanate dalle autorità sanitarie portuali.

• Tutte le imbarcazioni da diporto e i traghetti avranno accesso solamente al Nevis Street Pier.

• Tutte le strutture per il pernottamento, inclusi hotel, resort, ville e case in affitto, hanno l’obbligo di soddisfare le disposizioni del Ministero della Salute, del Wellness e dell’Ambiente e devono essere certificate prima della riapertura per accogliere i visitatori.

• I protocolli per la ristorazione includono una pulizia accurata e la sanificazione delle superfici toccate frequentemente e l’introduzione di misure di distanziamento personale, mentre la ristorazione sarà offerta alla carta, da asporto o con consegna a domicilio in luogo del servizio a buffet.

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