Tarquinia, la cittadina simbolo dell’era etrusca

Poco lontana da Viterbo, Tarquinia è una cittadina medievale che ospita la più grande testimonianza d'arte etrusca al mondo

Dista 45 chilometri da Viterbo, Tarquinia. Ed è uno di quei luoghi d’Italia che tutti, una volta nella vita, dovrebbero visitare.

Cittadina medievale d’immenso fascino, simbolo per eccellenza dell’era e dell’arte etrusca, dista 10 minuti dal porto di Civitavecchia e 45 dall’aeroporto di Fiumicino. Per chi arriva in treno, la linea ferroviaria è la Roma-Ventimiglia e la stazione dista 3 chilometri dal centro (ma ci sono numerosi collegamenti in bus). In macchina, arrivando da Roma si percorre la A12 fino a Civitavecchia, poi sull’Aurelia sino a Tarquinia; da Viterbo, la via giusta è invece la Tuscania.

Ma cosa vedere, una volta arrivati in questa splendida cittadina?

Tarquinia, la cittadina simbolo dell'era etrusca

Cosa vedere della Tarquinia etrusca

A Tarquinia si viene, prevalentemente, per ammirare le sue testimonianze etrusche. E il punto migliore da cui iniziare una visita è sicuramente la Necropoli dei Monterozzi che – con le sue oltre duecento tombe dipinte – è il più importante nucleo pittorico esistente dell’arte di quel periodo, oltre che il più significativo della pittura antica, precedente l’età romana.

Le tombe, qui, sono davvero straordinarie, più che in ogni altro centro dell’Etruria: sono raffigurate scene magico-religiose, con colori vivaci a rappresentare danzatori, suonatori, giocolieri e banchetti funebri. Sita su di un’altura ad est di Tarquinia, la Necropoli dei Manterozzi – Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO – è aperta dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30 d’estate, e fino ad un’ora prima del tramonto d’inverno. Il costo del biglietto intero è di 6 euro a persona.

In città, all’interno di Palazzo Vitelleschi, vi è invece il Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia. Già la location, di per sè, meritebbe una visita coi suoi tratti gotici e rinascimentali; tuttavia, è al suo interno che sorprende gli occhi del visitatore grazie alla più vasta raccolta d’arte etrusca esistente. L’opera più importante? L’altorilievo dei Cavalli Alati, un tempo parte dell’Ara della Regina. Gli orari di apertura sono, anche in questo caso, dal martedì alla domenica e dalle 8.30 alle 19.30.

Un’altra importante area archeologica di Tarquinia è quella di Gravisca, sita lungo la costa tra la foce del fiume Marta e la Riserva delle Saline. Oggi, quest’area è nota col nome di Porto Clementino (in quanto fatto ristrutturare dal Papa Clemente XIII) ma – prima dell’arrivo dei Romani – era un importante scalo marittimo per i mercanti provenienti dall’Asia Minore. Furono rinvenuti qui i resti del Santuario Greco di Gravisca, datato tra il 600 e il 580 a.C. e dedicato a Ura, Vei e Tura, l’equivalente etrusco di Era, Afrodite e Demetra.

Necropoli Tarquinia

Cosa vedere nella Tarquinia medievale

Ma è, Tarquinia, anche e soprattutto una splendida cittadina medievale. Al Medioevo risale il suo centro storico, che è tutto un susseguirsi di chiese e di palazzi d’antico fascino. Basti pensare al Duomo di Santa Margherita, o alla chiesa di Santa Maria in Castello, o al Torrione di Matilde di Canossa.

Sita nella zona più antica di Tarquinia, la chiesa di Santa Maria in Castello sorge laddove un tempo si trovava il Castrum Cargnetum. La si raggiunge da via di Porta Castello, dopo aver attraversato la porta con la Torre Dante e con la Torre di Matilde di Canossa sulla sfondo, e colpisce subito con la sua architettura tipica del romanico dell’Alto Lazio; il torrione, invece, ricorda il luogo dell’antico castello, un luogo chiuso in cui la contessa Matilde di Canossa già nel 1080 dirimeva le controversie cittadine.

Il Duomo, costruito intorno al 1260 e dedicato ai Santi Margherita e Martino, si trova nell’omonima piazza poco lontano da Palazzo Vitelleschi e fu ricostruito sul finire del Seicento dopo la distruzione causata da un terribile incendio. Se l’esterno è impreziosito dal campanile a torre col suo timpano triangolare, all’interno si possono ammirare gli affreschi di Antonio da Viterbo, noto come “il Pastura”.

Tra i principali edifici civili della Tarquinia medievale vi è poi il Palazzo Comunale, sito nel cuore del centro storico e datato XIII secolo. Realizzato lungo il tracciato della vecchia cinta muraria, ha uno stile romanico ma con dettagli gotici e – al suo interno – ospita cerimonie e matrimoni nella bella Sala degli Affreschi.

Chiesa di Santa Maria in Castello

Il Lido e la Riserva Naturale di Saline di Tarquinia

Oltre alla città con le sue architettura, Tarquinia riserva imperdibili scorci anche verso il mare. La Riserva Naturale Saline di Tarquinia è l’unica salina del Lazio, nonché una tra le poche sopravvissute lungo la costa italiana. Qui si possono ammirare uccelli come il Fenicottero Rosa e l’Airone Cenerino, ed è per questo un luogo amatissimo da birdwatcher e fotografi. Si può visitarle tutto l’anno, le Saline, prenotando presso il Comando Unità per la Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri.

C’è poi il mare, che dalla città dista pochi minuti. Il Lido di Tarquinia, perfettamente attrezzato, è l’ideale per le famiglie coi bambini e lo si raggiunge in 10 minuti dal centro. La spiaggia libera più bella è invece Pian di Spille, conosciuta anche come Grande Ciambella e che – per 10 chilometri – vede alternarsi sabbia e pinete dinnanzi ad un mare particolarmente limpido.

Saline di Tarquinia

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