Tra i profili dei Monti Volsini si nasconde un’altura tufacea sulla quale è “appoggiato” Gradoli, prezioso borgo della provincia di Viterbo. Con il Lago di Bolsena poco più sotto e una distesa di vigne che accompagna lo sguardo fino all’orizzonte, è un paesino dal carattere ruvido il giusto, plasmato dalla pietra vulcanica e dalla storia del Ducato di Castro.
Quando vi si arriva si viene accolti da strade raccolte, saliscendi improvvisi e scorci che si aprono verso l’acqua e il profilo severo del Palazzo Farnese, che a sua volta domina il grazioso nucleo antico dall’alto. In passato qui c’era una scala ripida che conduceva fino a un antico castello medievale costruito nella zona chiamata Pergola. Oggi sopravvivono pochi frammenti di quella fortificazione, tra cui una torre inglobata in abitazioni private e parte delle mura originarie.
A rendere unico questo angolo della Tuscia, però, contribuisce anche il Lago di Bolsena, il più grande bacino vulcanico d’Europa: le sue acque modificano il clima, addolciscono gli inverni e favoriscono una produzione agricola straordinaria.
Indice
Cosa vedere a Gradoli
Questo delizioso angolo di Tuscia per alcuni aspetti è il tipico borgo della zona in cui a colpire non sono di certo i colossali monumenti, in quanto incantano soprattutto i dettagli. Ma a differenza dei suoi “fratelli”, qui a contare sono l’atmosfera, il contrasto tra il tufo scuro delle case e la luce chiara del lago e il silenzio che arriva dai vicoli laterali durante le ore più calde del pomeriggio.
Palazzo Farnese
Massiccio, elegante e austero, il Palazzo Farnese rappresenta il simbolo assoluto del paese. Antonio da Sangallo il Giovane progettò l’edificio tra il 1517 e il 1526 per Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. La struttura sorse sui resti dell’antica rocca medievale, scelta che racconta bene il passaggio dal sistema difensivo medievale alla raffinata architettura rinascimentale.
La facciata domina piazza Luigi Palombini e tra le sue mura compaiono sale affrescate, scalinate nobiliari e ambienti distribuiti su più livelli. L’antica dimora ospita oggi il Museo del Costume Farnesiano, raccolta sorprendente dedicata agli abiti tra XV e XVII secolo.
Collegiata di Santa Maria Maddalena
Accanto al Palazzo Farnese si alza il campanile elegante della Collegiata di Santa Maria Maddalena, il cui primo riferimento storico risale al XII secolo (anche se incendi e ricostruzioni ne hanno modificato profondamente l’aspetto originario).
L’attuale veste barocca regala interni raffinati, dominati da un prezioso pulpito in noce scuro realizzato dall’artigiano tedesco Matteo Siler. Notevoli anche gli affreschi absidali e il fonte battesimale attribuito alla scuola di Isaia da Pisa. Durante il Venerdì Santo la chiesa assume un ruolo centrale nella Processione del Cristo Morto, rievocazione con figure incappucciate, quadri viventi e fiaccole che trasformano le vie in una scena intensa, antica e profondamente sentita dalla popolazione locale.
Chiesa di San Magno
Circa 7 chilometri separano il centro storico dalla Chiesa di San Magno, costruita lungo le rive del lago. L’edificio in tufo venne legato al Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta nel XIV secolo, dopo l’espulsione dalla Terra Santa.
Si caratterizza per le sue linee semplici, il tetto a capriate e il portale rinascimentale. Tre elementi distinti che insieme vanno a creare una sorta di organismo sobrio ma molto suggestivo. Il luogo custodisce anche il celebre “Perdono di San Magno”, indulgenza plenaria celebrata il 19 agosto fin dal ‘600.
Chiesa di San Vittore
Fuori dal centro abitato, lungo l’omonima strada, a catturare l’attenzione è la Chiesa di San Vittore. Da queste parti tradizione popolare e leggenda si intrecciano in modo affascinante: un banco di nebbia avrebbe fermato un’incursione saracena salvando Gradoli dal saccheggio. Fu così che per ringraziamento venne edificata la chiesa.
L’interno è la casa di un affresco quattrocentesco della scuola senese dedicato alla Madonna delle Grazie, ancora molto venerato dagli abitanti.
Cosa fare a Gradoli
Il borgo di Gradoli possiede un’anima concreta, anche perché nessuna attrazione è stata costruita artificialmente per il turismo di massa. Le esperienze migliori nascono dal contatto diretto con il territorio, dalla cucina e dalle feste che scandiscono l’anno. Tra le attività da provare vi consigliamo:
- Assaggiare il vino DOC Aleatico di Gradoli tra cantine e vigne vulcaniche: profumo aromatico, colore intenso e gusto morbido raccontano perfettamente il carattere del territorio.
- Partecipare al Pranzo del Purgatorio durante il Mercoledì delle Ceneri: tradizione secolare della Fratellanza del Purgatorio che coinvolge circa 1800 persone attorno a piatti storici a base di fagioli, pesce di lago e vino locale.
- Raggiungere il lungolago per una giornata tra spiagge tranquille e acqua limpida: più o meno 8 chilometri di costa permettono relax, nuoto, vela e percorsi ciclabili affacciati sul lago.
- Visitare Gradoli durante “Aleatico in Festa”: evento estivo dedicato al celebre vino locale tra degustazioni, musica e prodotti della Tuscia.
- Provare il Fagiolo del Purgatorio: piccolo legume bianco legato a una tradizione gastronomica antichissima. Si fa amare per il suo sapore delicato e per la consistenza cremosa.
- Percorrere i vicoli del centro storico nelle ore serali: luci soffuse, odore di brace proveniente dalle trattorie e scorci sul lago che restituiscono la parte più autentica del paese.
Dove si trova e come arrivare
Gradoli si trova nella parte nord occidentale del Lago di Bolsena, nel territorio della Tuscia viterbese, a circa 35 chilometri da Viterbo e vicino al confine con la Toscana. Chi arriva in auto percorre generalmente la Strada Regionale Cassia oppure la Via Aurelia fino ai collegamenti interni verso il Lago di Bolsena. Il paesino risulta facilmente raggiungibile anche partendo da Orvieto, Montefiascone o Bolsena.
La stazione ferroviaria più vicina si trova a Orvieto (Umbria), da dove proseguono autobus e collegamenti su gomma diretti verso l’area del lago. Gradoli, in sostanza, rappresenta una scelta perfetta per chi cerca la Tuscia meno nota e più vera.

In zona, infatti, i rumori sono davvero pochi, le tradizioni ancora intatte e in più c’è un magnifico lago che compare all’improvviso dietro una curva. Cosa volere di più?