Cosa vedere a Bari vecchia: ecco le cinque chiese più belle

Tour di Bari nella città vecchia per scoprire i bellissimi templi in stile romanico pugliese: cinque chiese da non perdere

L’anima dell’antica città pugliese di Bari, chiusa dai due porti, è stata recentemente riqualificata e ormai è considerata una meta di grande interesse turistico. Stiamo parlando, naturalmente, di Bari vecchia. Situata a dieci chilometri dall’aeroporto, è amatissima tanto dai suoi abitanti quanto dai viaggiatori: è quella delle tradizioni e delle memorie, delle donne che preparano le orecchiette in strada e delle sue bellissime chiese in romanico pugliese.

Lo stile architettonico di Bari e della parte più vecchia della città è quello portato in Puglia dai normanni nei secoli delle crociate: vi riempirà di stupore e ammirazione. In questa guida scopriremo le attrazioni religiose e culturali da non perdere, le mete più interessanti e, in particolare, le chiese da visitare durante la permanenza a Bari.

Il monumento più significativo dello stile romanico pugliese è la basilica di San Nicola, tempio del XII secolo. Fu costruita tra il 1071 e il 1100 durante la dominazione normanna, per dare una sede autorevole alle reliquie di San Nicola, portate a Bari nel 1087. I lavori per la costruzione del tempio si conclusero nel 1103. La basilica sorge proprio a Bari Vecchia, a pochi passi dal mare.

La facciata della basilica è semplice e maestosa con i suoi archetti e le sue finestre bifore e i suoi portali; bellissimo quello centrale con il baldacchino scolpito su colonne. A fianco non mancano due torri campanarie da cui si può godere di una vista su Bari vecchia. Lascia senza fiato l’interno tre navate divise da 12 colonne; il soffitto è intagliato, dorato e abbellito da tre quadri dipinti del XVII secolo. Ammirate l’abside, con il pavimento in marmo e motivi orientaleggianti, e il monumento di Bona Sforza imperatrice di Polonia del tardo Cinquecento. Il ricco altare di san Nicola è in lamina d’argento sbalzato; tanti i quadri del XVI secolo.

Tra le opere d’arte più importanti del tempio dedicato a san Nicola di Bari spiccano poi il ciborio, realizzato nel 1150, il più antico di tutta la Puglia; colonne in marmo sostengono il baldacchino ed elaborati capitelli. Ammirate la cattedra di Elia (storico arcivescovo di Bari e Canosa), uno dei maggiori capolavori del romanico pugliese, realizzata al termine dell’XI secolo. Curatissima, è caratterizzata da un sedile elegantemente traforato negli alti braccioli e sostenuto da figure altorilievo a tuto tondo (i telamoni) mentre sul dorso ha due leonesse intente a sbranare uomini.

Nell’antica basilica di Bari vecchia, due scaloni al termine delle navate laterali portano alla cripta dove si trova il corpo di San Nicola. La zona dove riposa il santo è rivestita da un eccezionale mosaico ricchissimo di materiali provenienti da diverse aree geografiche. Una delle absidi laterali è dedicata al culto ortodosso.

L’altra chiesa bellissima di Bari vecchia è la cattedrale di San Sabino, nei pressi della fortezza normanno-sveva. La cattedrale fu costruita nell’ultimo trentennio del XII secolo per volontà dell’arcivescovo Rainaldo sulle rovine del duomo bizantino distrutto da Guglielmo il Malo. Costruito con materiali di spoglio provenienti da altre chiese distrutte, l’edificio subì tanti rimaneggiamenti nei secoli. Gli esterni sono quelli tipici dello stile romanico pugliese. I tre portali barocchi sono le parti rimaste dei rimaneggiamenti del XVIII secolo. Ci sono poi tante le finestre che circondano tutto l’edificio e il campanile, elegante e aggraziato.

L’interno della cattedrale di Bari è stato spogliato di tutte le decorazioni ed è stato riportato alla nuda solennità del romanico. Mosaici e leoni scolpiti in stile romanico il ciborio (opera di Alfano da Termoli del 1233) sono stati ricostruiti: ammirate i tre gradini con formelle intagliate e motivi floreali, forme geometriche intrecciate e un’iscrizione, i tanti affreschi, il sarcofago dell’arcivescovo Romualdo Arsione (1309) e quello che ospita le spoglie di Santa Colomba di Sens.

Nella cripta della cattedrale di San Sabino si può ammirare la tavola bizantineggiante della Vergine Odegitria patrona della città di Bari. Qualche anno fa nella cattedrale è stata fatta una scoperta fenomenale. Spostando i banchi per valorizzare un rosone nel pavimento si è scoperto che il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, la forma del rosone disegnata dai raggi lambiva e combaciava con quella del mosaico del pavimento che ha le stesse identiche dimensioni della grande finestra sulla facciata.

In via San Marco si trova la chiesa di San Marco dei Veneziani, antichissima, realizzata nel X secolo a Bari vecchia dai veneziani che operavano in città per motivi commerciali. È una chiesa in stile romanico pugliese con facciata decorata da rosone e finestre, archetti e cornice, e un campaniletto a vela. Tra le opere d’arte conservate all’interno, si contano una pala d’altare del pittore Umberto Colonna (1953), l’acquasantiera con immagine in rilievo di Sant’Antonio, l’altare settecentesco in legno sovrastato dalla statua lignea della Madonna del Pozzo, e le magnifiche tele del XIX secolo.

Risale invece al XVII secolo l’altro gioiello di Bari vecchia, la chiesa barocca di Santa Teresa dei Maschi, realizzata dai Carmelitani. Detta così per non confondersi con l’altra chiesa di Santa Teresa, quella delle carmelitane detta “delle Donne” e non più esistente.

L’interno di Santa Teresa dei Maschi ha pianta a croce greca e bracci coperti da volte. All’interno potrete ammirare le magnifiche tele di Andrea Miglionico e le statue dei Misteri della Passione. Il chiostro è perfettamente conservato. Oggi è sede della biblioteca provinciale “De Gemmis” di Bari. Da non perdere anche la vecchia chiesa romanica di San Giorgio dei Martiri, (XI secolo), sede dell’ordine teutonico che conserva l’immagine sacra della Madonna degli Alemanni.

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