Neive, borgo di dolci colline ed inebrianti profumi

Storia antica, leggendari vigneti, curiosità artistiche. Neive è uno scrigno di tesori tutti da scoprire

Dolci colline ammantate da vigneti entro cui si snodano i sentieri del Dolcetto e del Barbaresco da poter percorrere a piedi, in bicicletta oppure a cavallo. Questo è il colpo d’occhio che regala Neive, piccolo borgo delle Langhe piemontesi, in provincia di Cuneo.

La storia

Neive fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia e si potrebbe dire che ciò non stupisce affatto: il piccolo paese ha origine romaniche e pare debba il proprio nome alla gens Naevia, nobile famiglia romana della quale fu un possedimento: intorno al 100 a.C. era già un insediamento romano significativo, attraversato dalla via Aemilia Scauri. Nel Medioevo vi fu eretto un castello fortificato e nei suoi pressi venne costruito un monastero di monaci benedettini provenienti dall’abbazia di Fruttuaria nel territorio di San Benigno Canavese.

Neive, panorama sulle Langhe

Un panorama sulle Langhe, ph: lauradibiase (123rf)

Il centro

Il centro storico di Neive ha mantenuto il caratteristico impianto medievale con le tipiche case dai tetti rossi che si affacciano sui vicoli, l’una accanto all’altra. Tra le altre antiche testimonianze del passato ci sono poi la Torre dell’orologio, ultima testimonianza dell’antico castello, la barocca Arcinconfraternita di San Michele con il prezioso portale ligneo e la Casa Cotto con i suoi pregevoli soffitti e caminetti del XIII secolo.

Neive. Fonte: Getty. Ph: Massimo Parisi

Il cuore del borgo è Piazza Italia: quasi un salotto settecentesco nel quale si affacciano soprattutto le sedi amministrative del paese. L’edificio bianco che salta subito all’occhio è l’antico Palazzo del Municipio, che tra archi e lesene slanciate, reca in alto, sotto l’orologio, un vistoso stemma.

Gli uffici del Comune trovano oggi posto, dall’altro lato della piazza, in un edificio con la facciata in mattoni a vista, Palazzo Borgese. Si tratta della casa natale dell’architetto neivese Giovanni Antonio Borgesem la cui qualità artistica è riconoscibile in molte delle settecentesche dimore nobiliari e chiese del borgo.

La cultura enogastronomica

Siamo in uno dei distretti vinicoli più famosi del mondo, e più precisamente nella zona del Barbaresco, che tocca quattro centri: oltre a Neive e Barbaresco, anche Treiso e Alba, entrambe celebri pure per il tartufo bianco.

Neive è anche meta di visite alle proprie aziende vinicole, spesso ospitate in dimore signorili, come il settecentesco Palazzo dei Conti di Castelborgo. I tipi di vini che si producono sulle colline neivesi sono quattro: Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Barbaresco e Moscato d’Asti. Nelle vecchie cantine del Palazzo Borgese (chiamate infernòt), rese accessibili da un vicolo esterno, si trova la Bottega dei Quattro Vini che promuove, e consente di degustare, la produzione delle cantine vinicole della zona.

Uno scorcio dei vigneti di Neive

Non solo vino

A Neive non si sono prodotti sempre e soltanto buon vino e tartufo. Per oltre sessant’anni, i fratelli Lidia e Romano Levi, continuando la tradizione dei loro antenati, hanno prodotto una Grappa unica, a tutti nota come “La Grappa della Donna Selvatica”. Si tratta di un distillato di vinacce che si distingue per essere frutto di una vera e propria arte, espressa nelle composizioni di erbe immerse nelle bottiglie o nelle etichette poetiche, disegnate a mano.

Per queste composizioni è stata addirittura identificata una corrente artistica battezzata “arte-selvatica”. Alla grappa sono collegate anche delle bottiglie da collezione che ora hanno un Museo a loro dedicato, “Casa della Donna Selvatica” che si trova in Piazza Italia. In pochi hanno il coraggio di aprire queste bottiglie e berne il contenuto, ma è solo gustando la Donna Selvatica che la magia si compie.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Neive, borgo di dolci colline ed inebrianti profumi