Etiopia, Africa antica

I patrimoni naturali, culturali e preistorici del Paese africano con capitale Addis Abeba

Le montagne del Simien in Etiopia sono il paradiso di chi ama il trekking. Sono tra le più alte vette africane, la quarta cima del continente è infatti il Monte Ras Dashen (4620m). Nei diversi momenti della giornata sembra che queste vette si tingano di giallo oro, verde smeraldo, rosa quarzo e blu zaffiro: colori che sono il risultato di un’attività vulcanica che risale a milioni di anni fa e alla conseguente erosione. Situate a Nord-Ovest di Addis Abeba, sono facilmente raggiungibili sia da Gondar che da Axum. Dalle altezze ragguardevoli di queste cime, in Etiopia si può arrivare a una voragine profonda 155 metri sotto il livello del mare. A Sud nel deserto di Afar si trova infatti la depressione di Danakil, uno dei luoghi più antichi di tutta l’Africa. Qui nel 1995 furono scoperti un cranio e un bacino assegnati a una delle prime specie umane: i resti di Lucy e altri esemplari a lei simili risalgono a oltre quattro milioni di anni fa e rappresentano l’anello mancante della linea evolutiva, tra gli umanidi vissuti oltre 7 milioni di anni fa e gli australopitechi.

I paesaggi etiopici contemplano oltre a montagne e depressioni anche vallate splendide come la Great Rift Valley, cascate e fiumi, giungle selvagge e lussureggianti. La fauna dei parchi naturali dell’Africa orientale è costituita principalmente da animali di pianura, ma non ci sono più giraffe o bufali. Scimmie e babbuini, leopardi, ippopotami, gazzelle, ghepardi leoni e 450 specie di uccelli vivono all’interno di un’area di 720 chilometri quadrati.

Sono in molti oggi a visitare l’Etiopia, per via del territorio che ha preservato la preistoria dell’uomo e le tradizioni storiche di questo paese, rimaste intatte in molte tribù. Le cerimonie e i rituali della Chiesa etiopica ortodossa aprono inoltre una finestra sul mondo dell’Antico Testamento. Sembra che in nessun altro Paese sia possibile ritrovarsi trasportati indietro nel passato o partecipare ai rituali sacri della fede arcaica. Capitale dell’Etiopia è Addis Abeba che oggi ha una popolazione di due milioni di persone. Non soltanto capitale politica ma anche economica e sociale è stata fondata dall’imperatore Menelik II nel 1887, ai piedi della montagna Entoto, la cui cima è alta tremila metri. Nella città si parla anche l’italiano per il suo breve passato di colonia conquistata ai tempi del fascismo, insieme a Somalia ed Eritrea.

Ad Addis Abeba convivono 80 nazionalità e lingue diverse, con comunità religiose cristiane, ebraiche e musulmane. Le tradizioni islamiche dell’Etiopia sono molto forti. La città meridionale di Harar è considerata da molti musulmani la quarta città santa dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme. Il regno axumita è stata invece una delle grandi civiltà del mondo antico e ha lasciato all’umanità il mistero della stele di Axum, realizzata probabilmente da artisti egiziani tra il I e il IV secolo e tornata in Etiopia dall’Italia nel febbraio 2009 dopo essere stata presa come bottino di guerra dagli italiani e trasportata a Roma nel 1937. Nel tardo medioevo una grande civiltà religiosa fiorì in molte parti del paese, in particolare a Lalibela (una delle capitali della dinastia che aveva ereditato l’impero di Axum, su cui si ritiene regnasse un tempo la leggendaria Regina di Saba), dove chiese scavate nella massiccia roccia monolitica testimoniano non solo una grande fede, ma anche grandi capacità architettoniche. Le chiese rupestri di Lalibela sono attualmente incluse nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. L’Etiopia è una terra ancora da scoprire, non resta che partire per un’avventura di certo indimenticabile.

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