Aiuto, mio figlio va in vacanza coi nonni

Come organizzare la vacanza dei bambini coi nonni

Soprattutto quando gli asili sono chiusi e le madri al lavoro, i bimbi piccoli – in attesa della vacanza con la mamma e il papà – hanno per lo più un destino comune: la vacanza coi nonni. Pochi sfuggono a questa dinamica familiare, che riguarda qualsiasi periodo dell’anno, anche se l’inizio dell’estate è, anche sotto questo aspetto, un mese bollente.

A parole sembra semplice, affidare il proprio figlio alle cure dei nonni, pur di farlo sfuggire alla noia o alla canicola della città. Ma poi, al momento di organizzare davvero la trasferta, le cose vanno pianificate e pensate per bene, senza trascurare nessun aspetto.

Perché la decisione di allontanarsi dal proprio piccolo non è facile per nessun genitore, anche se per brevi periodi. E quindi meglio sarebbe parlarne prima col proprio pediatra, per capire insieme se lo stato di salute e psicologico del bimbo consente una scelta di questo tipo. In genere la risposta è positiva: gli psicologi infantili e i pediatri concordano nel fissare l’età media in cui iniziare questo distacco per le vacanze intorno ai 18 mesi.

Prima potrebbe essere un po’ presto. Ma ci sono parecchi pareri contrari di genitori che hanno sperimentato la formula vacanza coi nonni anche quando il figlio era più piccino e non hanno riscontrato alcun problema. L’importante è che la coppia decida in modo sereno e complice di fare questa prova. Ogni piccola difficoltà si sistemerà di conseguenza. Compresa la sensazione di smarrimento che vi colpirà al mattino quando, suonata la sveglia, andrete nella cameretta, vedrete il suo lettino e la casa vi sembrerà vuota. Ma se sarete compatti e uniti, cercherete come genitori di vedere il lato positivo della decisione: state facendo il suo bene. E poi il fine settimana arriva in fretta.

Ma con chi far partire il proprio piccolo? A chi affidarlo? E qui scattano spesso discussioni talvolta anche feroci in famiglia. Entrambi i nonni vanno bene, ovvero sia i nonni materni, sia i nonni paterni, ma meglio sarebbe se avessero tutti una frequentazione piuttosto continua con il bambino. Ovvero che conoscessero le sue abitudini, le sue particolarità, e che per il piccolo siano familiari, vale a dire persone con cui trascorre il tempo volentieri. Più spesso – inutile negarlo – la scelta ricade sui genitori della mamma, ma solo perché sono quelli che passano più tempo con il nipote durante l’anno e tante volte sono loro che lo curano a tempo pieno mentre la mamma e il papà sono al lavoro.

Ma se il rapporto con i nonni paterni è consolidato affidarli per un periodo anche a loro è comunque una buona scelta. Non tutte le mamme saranno d’accordo su questo punto, lo saranno di più i padri. Perché? Semplice. Spesso alla propria mamma, la madre può dire in modo più diretto cosa vuole che il bambino non faccia, che regole deve mantenere anche nella più sregolata vita coi nonni. Le mamme si sentono solitamente più sicure e serene quando il piccolo è via con la propria madre, e molto spesso vivono in modo non del tutto tranquillo la vacanza coi nonni paterni. Ma tant’è: per quieto vivere è meglio chiudere un occhio davanti a qualche piccolo inadempimento o raccomandazione disattesa, a fronte di una vita di coppia più serena.

Un altro consiglio che spesso danno i pediatri va a braccetto col buon senso: quando i bambini sono molto piccoli, è meglio che la vacanza coi nonni sia pianificata in un posto non molto lontano dalla città dove vivono i genitori, in modo che per ogni evenienza possano – entrambi o anche uno solo di loro – raggiungere il proprio piccino. Senza per forza dover aspettare il week end.

Infine se si affitta una casa in un posto di villeggiatura nuovo, meglio procurare per tempo ai nonni-tata tutti i riferimenti utili (dal pediatra alla farmacia, dal supermercato alla baby sitter, e così via). Un ultimo consiglio: scrivete su una lavagnetta una sorta di decalogo delle regole (poche, ma ferme) che vorreste fossero rispettate durante la vostra assenza. Così i nonni non potranno accampare scuse. E avrete tutto il diritto di arrabbiarvi se arrivando a sorpresa troverete i vostri figli svegli alle undici di sera a vedere la tv o sommersi da decine di giocattoli nuovi comprati uno al giorno, a ogni cenno di richiesta del bimbo.

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