Ciclovia della pianura e del Natisone: i paesaggi più belli del Friuli da vedere in bici

La Ciclovia della pianura e del Natisone parte da Stevenà e arriva a Stupizza. Un giro unico per visitare i luoghi più insoliti del Friuli-Venezia Giulia

Chi ama scoprire i luoghi più nascosti e suggestivi dell’Italia del Nord, non può perdere l’occasione di percorrere la Ciclovia della pianura e del Natisone che attraversa gli incredibili paesaggi del Friuli-Venezia Giulia. L’itinerario parte da da Stevenà, passando per Sacile, Pordenone, Codroipo, Udine, e terminando a Stupizza, nell’alta Valle del Natisone.

Si parte dallo splendido Borgo Brossana a Cividale del Friuli, ideale per una passeggiata romantica in bicicletta. Da qui, si percorre per un buon tratto la sede della vecchia ferrovia “decauville”, che trasportava le marne provenienti dalle cave, distribuite lungo il versante destro della valle. Dopo aver seguito un breve tratto di strada comunale, si attraversa poi il fiume su un ponte, raggiungendo l’abitato di Pulfero. Il caratteristico paesino, sorge sulle sponde del fiume Natisone, tra i primi contrafforti dei monti Matajur e Kraguojnca, a 28,7 chilometri dal capoluogo. Un luogo di incredibile suggestione, tutto da scoprire.

L’area a nord di Cividale è ricca di paesini minuscoli o semplici gruppi di case dai nomi spesso bilingui italiano/sloveno. Uno di questi è Stupizza, a pochissimi chilometri dal confine con la Slovenia, ultima tappa della Ciclovia della pianura e del Natisone. Qui, potrete fare una sosta per visitare il singolare Villaggio degli Orsi.
La valle, all’inizio agevole da percorrere, si restringe sempre più avvicinandosi al confine, dove diventa selvaggia e pittoresca, compressa tra i fianchi del monte Mia e del Matajur che scendono ripidissimi verso la carrozzabile, regalando scorci imperdibili.

Questo contribuisce a rendere la Ciclovia della pianura e del Natisone un tracciato di grande interesse paesaggistico e turistico, che, collegato alla rete ciclabile slovena, potrebbe favorire un flusso cicloturistico di notevoli dimensioni.
Data la posizione geografica del Friuli Venezia Giulia, i percorsi della Rete delle Ciclovie di Interesse Regionale (ReCIR) sono caratterizzati da una spiccata valenza trans-europea, che è già stata riconosciuta nell’ambito dei programmi europei “Interreg”, con cui è stata cofinanziata la realizzazione di tratte particolarmente significative per lo sviluppo del cicloturismo.

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