Un capolavoro nato dall’amore di due artisti visionari (e affacciato sul Mediterraneo): il Castello di La Napoule

Sulla Costa Azzurra, a pochi chilometri da Cannes, sorge una fortezza medievale trasformata da Henry e Marie Clews in un laboratorio d'arte eccentrico affacciato sul Mediterraneo

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Il profilo delle torri si riflette sull’acqua, mentre la pietra rossastra dialoga con l’azzurro del Mediterraneo. È il Castello di La Napoule, che domina l’estremità occidentale della Baia di Cannes e racchiude una vicenda fuori dal comune: fortezza medievale, dimora nobiliare, rovina dopo guerre e rivoluzioni, laboratorio creativo di due artisti americani e, oggi, uno dei luoghi più affascinanti della Costa Azzurra.

L’atmosfera sorprende fin dal primo sguardo. Merli, cortili, terrazze sul mare, giardini geometrici, passaggi nascosti e sculture fantastiche convivono in perfetto equilibrio. L’impressione ricorda il prologo di una fiaba, suggerita anche dalla celebre iscrizione “Once upon a time” (C’era una volta), scolpita all’ingresso per accogliere gli ospiti in un universo fatto di immaginazione, ironia e simboli.

Gran parte del suo fascino nasce dall’incontro tra due epoche lontanissime. Da una parte le mura medievali sopravvissute ai secoli, dall’altra la fantasia di Henry e Marie Clews, coppia americana arrivata in Francia all’inizio del XX secolo con un sogno molto preciso: restituire vita a una fortezza quasi perduta trasformandola nella propria casa e, allo stesso tempo, in una grande opera d’arte.

Breve storia del Castello di La Napoule

La storia di questo gioiello di Francia affonda le radici in epoche molto antiche. L’area venne abitata già in età celto-ligure grazie alla posizione strategica lungo la costa provenzale. Successivamente arrivarono i Romani, mentre nel Medioevo sorse un primo insediamento fortificato collegato ai vescovi di Fréjus e Antibes.

Dettagli del Castello di La Napoule, Costa Azzura
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Alcuni dettagli del Castello di La Napoule

L’attuale castello iniziò a prendere forma nel 1387 per volontà della famiglia Villeneuve, potente casata provenzale che controllò questo tratto di costa per diversi secoli. La fortezza aveva una funzione essenzialmente difensiva: dal mare arrivavano frequenti incursioni e la vicinanza con Cannes rendeva fondamentale il controllo della baia.

Nel corso dei secoli il maniero attraversò una lunga serie di eventi drammatici. Saccheggi, invasioni, conflitti e ricostruzioni si susseguirono più volte. Durante la Guerra di Successione Spagnola, nel 1707, subì pesanti devastazioni. Pochi decenni più tardi la Rivoluzione Francese provocò ulteriori distruzioni, lasciando gran parte della struttura in rovina.

Alla fine dell’800 venne edificata una villa sopra ciò che restava dell’antica fortezza. L’aspetto odierno, però, si deve soprattutto a Henry Clews e alla moglie Marie. Henry, scultore, pittore e scrittore americano appartenente a una ricca famiglia di banchieri, acquistò la proprietà nel 1918 insieme all’amata. Entrambi avevano scelto la Francia per vivere lontani dall’ambiente mondano americano, alla ricerca di una dimensione artistica più libera. Henry amava firmarsi Mancha, ispirandosi a Don Chisciotte, simbolo di chi rincorre ideali apparentemente impossibili.

Davanti alle rovine della fortezza, la coppia vide qualcosa che pochi altri avrebbero saputo immaginare. Fu così che, per ben 17 anni, lavorarono alla ricostruzione del complesso utilizzando gli elementi medievali superstiti e progettando nuovi spazi in stile neomedievale. Henry seguì decorazioni, sculture e architetture, mentre Marie disegnò gli spettacolari giardini che ancora oggi rappresentano uno dei grandi tesori della proprietà.

Curiosamente, la realizzazione delle terrazze affacciate sul Mediterraneo precedette persino quella del tetto. Per i Clews il dialogo tra castello e mare aveva un valore assoluto. Vennero create grandi arcate direttamente sulla costa, così da proiettare la costruzione verso la Baia di Cannes. L’intero complesso divenne il manifesto della loro filosofia artistica. Numerose incisioni riportano le parole Myth, Mystery, Mirth, ovvero mito, mistero e allegria, principi che ispiravano Henry nella realizzazione delle sue opere.

Fra i racconti più suggestivi c’è la leggenda legata alle tombe della coppia. Henry e Marie riposano nella cripta della torre denominata La Mancha. Le porte dei sepolcri vennero volutamente lasciate leggermente socchiuse. Secondo la tradizione, gli spiriti dei due artisti continuano così a ritrovarsi simbolicamente nella torre, mantenendo vivo un legame che avrebbe superato anche la morte.

Come funziona la visita e cosa vedere

L’ingresso conduce subito nel cortile d’onore, dominato dalla grande scultura in bronzo del God of Humormystics, realizzata da Henry Clews. Ricca di figure simboliche, rappresenta una sorta di manifesto spirituale dell’artista. Gli ambienti interni ospitano il museo dedicato a Henry e Marie Clews. Sale, corridoi e laboratori permettono di conoscere la loro produzione artistica attraverso sculture, bassorilievi, modelli e oggetti personali. Decorazioni fantastiche, animali immaginari e figure grottesche ricoprono pareti, capitelli e portali.

L’architettura mescola richiami medievali e libertà creativa. Torri merlate, chiostri, logge, archi e terrazze convivono senza rigidità storica. L’obiettivo dei Clews infatti risultava artistico prima ancora che filologico. I giardini meritano una visita approfondita: riconosciuti dal Ministero della Cultura francese con il marchio Jardin Remarquable, occupano gran parte della proprietà e alternano geometrie classiche a spazi molto più spontanei.

Il grande viale centrale conduce attraverso siepi perfettamente modellate verso una successione di ambienti verdi. Fontane, pergolati, piccoli ponti, terrazze, antiche pietre, scorci panoramici e installazioni artistiche trasformano il percorso in una continua scoperta. Tra gli angoli più suggestivi c’è il Giardino Segreto, progettato da Marie quale rifugio personale. Un ambiente raccolto, protetto da muri e vegetazione mediterranea, pensato per la contemplazione.

Molto scenografiche risultano anche le terrazze sul mare costruite direttamente sopra le rocce della costa. Merita attenzione anche il Viale dei Filosofi, un elegante pergolato nel quale Henry trovava ispirazione per le proprie sculture e i suoi scritti.  Durante l’anno il castello ospita mostre temporanee, artisti in residenza, concerti, conferenze ed eventi culturali. La Fondazione Henry e Marie Clews continua infatti la missione affidatale da Marie dopo la morte del marito, sostenendo giovani creativi provenienti da diversi Paesi.

Le famiglie trovano attività dedicate ai bambini, tra cui laboratori didattici e una simpatica caccia al tesoro nei giardini. Una sala da tè che si specchia sul mare permette invece una pausa rilassante tra una visita e l’altra. Le visite guidate aiutano a cogliere simboli, iscrizioni e significati nascosti che spesso sfuggono durante un percorso autonomo.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di La Napoule sorge a Mandelieu-La Napoule, nel dipartimento delle Alpi Marittime, all’estremità occidentale della Baia di Cannes, lungo uno dei tratti più eleganti della Costa Azzurra. Cannes dista circa 8 km, Antibes più o meno 20, mentre Nizza si raggiunge in poco più di 35 km.

L’automobile rappresenta la soluzione più pratica grazie alla vicinanza con l’autostrada A8 e con la strada costiera che attraversa tutta la baia. Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Mandelieu-La Napoule, situata a pochi minuti dal complesso monumentale. Anche gli autobus regionali collegano facilmente la località con Cannes, Antibes e Nizza.