Un volo da Roma alle Maldive a 250 euro oppure verso le Seychelles a meno di 200 euro programmando la partenza tra maggio e giugno: tariffe che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate improbabili, soprattutto in vista della stagione estiva. Eppure è questa la fotografia che emerge dall’analisi di Assoutenti, che mette in luce un fenomeno controintuitivo nel panorama del trasporto aereo del 2026.
Alla base di tale dinamica c’è un contesto internazionale segnato da forte instabilità, in particolare legata alla crisi dei carburanti e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, un quadro che sta influenzando in modo diretto le scelte dei viaggiatori e, di conseguenza, le strategie delle compagnie aeree: se da un lato i costi operativi tendono ad aumentare, dall’altro la domanda su alcune tratte a lungo raggio si indebolisce e costringe il mercato a reagire.
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La crisi globale e l’effetto sugli algoritmi delle compagnie
Secondo il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, la spiegazione è legata a un meccanismo ben preciso, quello degli algoritmi che regolano il prezzo dei biglietti aerei: quando gli aerei rischiano di partire con molti posti vuoti, i sistemi di pricing dinamico intervengono abbassando le tariffe per stimolare la domanda.
È così che si spiegano offerte molto convenienti verso destinazioni esotiche e lontane. Oltre alle Maldive e alle Seychelles, si registrano prezzi contenuti anche per varie mete asiatiche: ad esempio, un volo di sola andata per Hong Kong può partire da circa 278 euro, mentre per la Malesia si scende attorno ai 286 euro e per Singapore si arriva a circa 300 euro. Anche Paesi molto richiesti come Giappone e Filippine risultano accessibili, con tariffe intorno ai 370 euro nel periodo compreso tra maggio e giugno.
Una tendenza che evidenzia un paradosso del mercato: viaggiare più lontano, almeno in alcune finestre temporali, può risultare più economico rispetto a tratte di solito considerate “low cost”.
Agosto resta caro, ma con segnali di ribasso

Se spostiamo lo sguardo verso il mese di agosto, i prezzi restano in media più elevati, come da tradizione per l’alta stagione, ma mostrano comunque segnali di riduzione rispetto ai mesi precedenti: in alcuni casi, le tariffe risultano persino inferiori rispetto a quelle registrate durante le festività pasquali per voli nazionali.
Un esempio significativo riguarda la tratta Milano-Maldive: prenotando per i primi di agosto, il costo si attesta intorno ai 1.056 euro, con una diminuzione del 28% rispetto ai prezzi di marzo. Anche altre mete registrano ribassi consistenti: un volo da Roma a Capo Verde scende da 1.104 euro a circa 849 euro, con un calo del 23%, e riduzioni analoghe le osserviamo anche per località come Sharm el-Sheikh e Zanzibar, con prezzi inferiori di circa il 18%.
Il rischio rincari per Grecia e Spagna
Se le mete intercontinentali beneficiano di una fase di prezzi più accessibili, la situazione appare diversa per le mete più vicine e spesso preferite dagli italiani: secondo Gabriele Melluso, esiste un rischio concreto che nelle prossime settimane si assista a un aumento delle tariffe per destinazioni come Grecia e Spagna.
La ragione è duplice: da un lato, sono mete che continuano a registrare una domanda elevata, soprattutto nei mesi estivi, dall’altro, i rincari del jet-fuel rischiano di incidere in misura maggiore proprio sulle tratte a corto e medio raggio, dove i margini di manovra per le compagnie sono più limitati.
Il risultato potrebbe essere un’inversione rispetto alle abitudini consolidate: mentre le destinazioni esotiche diventano a sorpresa accessibili, le vacanze “classiche” nel Mediterraneo rischiano di diventare più costose.