Al via la prima “bolla di viaggio” tra due grandi Paesi

Un esperimento che, se funziona, potrebbe essere copiato anche in Italia e in Europa per far ripartire il turismo e i viaggi

Prime prove di viaggi in libertà tra Australia e Nuova Zelanda. I due Paesi hanno infatti stipulato un accordo per dare il via a un piccolo esperimento che consentirà ai viaggiatori provenienti dall’Australia di visitare la Nuova Zelanda senza poi doversi sottoporre a un periodo di quarantena al loro arrivo. Dopo oltre un anno di Coronavirurs – con le rispettive limitazioni agli spostamenti per la sicurezza sanitaria – qualcosa, dunque, si muove e questo esperimento, se dovesse funzionare, potrebbe essere ripreso da altri Stati, magari anche in Italia.

La partenza del progetto è circoscritta ai numeri bassi di contagi emersi in entrambi gli Stati. Proprio per questo, i rispettivi governi hanno deciso di tentare una ripresa economica e turistica partendo da proprio da questo esperimento che prenderà il via dal 19 aprile. Il tutto fermo restando che, nel caso vengano riscontrati nuovi focolai in questo periodo di prova, verranno prese precauzioni d’urgenza per la sicurezza pubblica.

In realtà, già dallo scorso ottobre i turisti provenienti dalla Nuova Zelanda potevano entrare nella maggior parte degli stati australiani senza il bisogno di sottoporsi a una quarantena. Non vale però il contrario: ovvero, ancora oggi, chi parte dall’Australia verso la Nuova Zelanda non può rinunciarvi. Dal 19 aprile compreso, quindi, cambierà tutto: si creerà una sorta di “bolla di viaggio” tra i viaggiatori dell’uno e dell’altro Paese che permetterà loro di spostarsi liberamente solo aver eseguito preventivamente un test al Coronavirus (che deve essere negativo ed effettuato nei 14 giorni precedenti al viaggio). Chi parte dall’Australia, inoltre, deve dimostrare di aver soggiornato qui almeno 14 giorni e sul volo dovrà indossare la mascherina. Il governo neozelandese, durante l’annuncio di questo accordo, ha ricordato che non mancheranno controlli a campione e ha raccomandato l’uso dell’applicazione “NZ Covid Tracer” per tracciare eventuali contagi.

Questa sarà una grande prova per tutto il mondo del turismo (e per i governi) per capire come si sta evolvendo la pandemia e comprendere se è possibile riaprire i confini in sicurezza, complice un rischio di trasmissione molto basso tra i Paesi coinvolti. Del resto, questa “bolla di viaggio” non è la prima (una è già stata attivata tra Taiwan e Palau), ma di certo è l’unica a collegare due realtà così grandi come l’Australia e la Nuova Zelanda e aiuterà a capire se le restrizioni messe in pratica fino a oggi sono state utili in ottica di una ripartenza. Se l’esperimento funzionerà, dunque, potrà essere replicato in altre realtà, magari proprio anche tra Italia e il resto dell’Europa.

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