Impianti sci: dalla Svizzera all’Austria, dove si può

Dove si può sciare e quali sono le regole che bisogna rispettare negli impianti sciistici e per l'ingresso in Svizzera, Austria, Francia e Slovenia

Se in Italia gli impianti sciistici non potranno riaprire fino al 5 marzo a causa, soprattutto, delle varianti del Covid-19, nei Paesi confinanti con il nostro è comunque possibile sciare, sebbene in alcuni sia consentito solo ai residenti.

Benché, quindi, si inaspriscano le misure di sicurezza, in particolar modo riguardo ai viaggi e agli ingressi, soprattutto per le nazioni considerate ad alto rischio, non tutto è perduto per chi sogna di farsi la tanto agognata settimana bianca. Vediamo, dunque, nello specifico cosa accade nelle rinomate località di montagna in Svizzera, Austria, Francia e Slovenia, mete di tanti appassionati di sci, e quali sono le regole che ci chiedono di osservare.

Cosa bisogna sapere se si scia in Svizzera

Le stazioni sciistiche della Svizzera sono attualmente aperte, tuttavia le autorità hanno disposto controlli ancora più severi per assicurarsi che le misure anti-Covid siano rispettate e per poter contenere, così, la diffusione del contagio. Queste includono la regolamentazione delle code, per far sì che si svolgano in modo ordinato e senza il rischio di creare assembramenti.

Gli sciatori hanno l’obbligo di indossare le mascherine non solo negli spazi chiusi, come treni, cabinovie e funivie, ma anche sugli impianti di risalita scoperti (seggiovie e skilift) e nelle aree di attesa. Inoltre, tutti i mezzi di trasporto chiusi possono essere occupati soltanto per due terzi della loro capienza. Questo vale sia per i posti in piedi che per quelli a sedere.

È fondamentale rispettare il distanziamento di un metro e mezzo, mentre le cabinovie possono trasportare solo i gruppi familiari. Sono stati, inoltre, creati percorsi ad hoc negli impianti di risalita con lunghi serpentoni divisi da barriere, per evitare assembramenti ad alta quota. Fino a fine febbraio, restano chiusi i ristoranti per le consumazioni al tavolo, fatta eccezione per gli ospiti delle strutture ricettive, e sarà consentito solo l’asporto.

Dall’8 febbraio, inoltre, per entrare in Svizzera è necessario compilare un modulo di ingresso online, da pc o smartphone, prima o durante il viaggio. L’obbligo non sussiste per chi arriva in auto o in moto e se si proviene da regioni confinanti con la Svizzera. Quindi, nel caso dell’Italia, parliamo di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige.

Le persone che nei dieci giorni precedenti al loro arrivo hanno soggiornato in un Paese considerato a rischio, devono presentare un test PCR negativo (eseguito nelle ultime 72 ore) e mettersi in quarantena. Il risultato negativo del test va presentato anche se si intende raggiungere la Svizzera in aereo, mentre sono esentati da tale obbligo i bambini sotto i 12 anni. Infine, una volta entrati in territorio svizzero bisogna notificare il proprio ingresso entro due giorni all’autorità cantonale competente.

Le regole in Austria: piste aperte in Tirolo, ma con test negativo

In Austria, i viaggi turistici saranno di nuovo possibili non prima dell’inizio di marzo. Gli impianti di risalita e le stazioni sciistiche rimangono aperti, ma di fatto solo per i residenti o per escursioni giornaliere.

Gli sciatori hanno l’obbligo di indossare una mascherina FFP2 su tutte le funivie e seggiovie. Bisogna, inoltre, mantenere una distanza minima di due metri quando si è in fila alle biglietterie, alle stazioni degli impianti di risalita e alle fermate degli skibus, così come in tutti gli edifici accessibili al pubblico.

In Tirolo, le piste da sci sono aperte regolarmente, ma sarà necessario presentare il risultato negativo del test anti-Covid non più vecchio di 48 ore. La decisione è stata presa dal governo tirolese a causa della diffusione sul territorio della variante sudafricana del Covid-19. Chi è stato contagiato negli ultimi sei mesi non dovrà presentare l’esito del tampone, ma sarà sufficiente una dichiarazione medica. Sono, invece, esonerati dal test i bambini sotto i 10 anni e gli scialpinisti.

È bene, però, sapere che le autorità austriache hanno disposto nuove restrizioni anche per chi proviene dall’Italia. Nello specifico, a partire dal 15 febbraio è necessario sottoporsi ad autoisolamento fiduciario di dieci giorni. La quarantena può essere svolta presso l’abitazione dei parenti, a condizione che venga rispettato l’isolamento dalle altre persone presenti in casa, e può essere interrotta al solo scopo di lasciare l’Austria, garantendo condizioni di sicurezza, o a seguito di esito negativo di un test Covid molecolare o antigenico (da effettuare non prima del quinto giorno successivo all’arrivo).

Nei casi in cui è prevista la quarantena, è necessario anche esibire un test Covid con esito negativo al momento dell’arrivo, o comunque non oltre le 24 ore successive all’ingresso. Come per la Svizzera, anche per entrare in Austria è necessaria la registrazione. Controlli anche per coloro che lasciano il Tirolo, che devono essere in possesso di un tampone negativo, effettuato non prima di 48 ore, altresì obbligatorio per gli spostamenti interni verso un altro land austriaco.

Stagione sciistica a rischio in Francia

Diversa la situazione in Francia, dove sono state disposte forti limitazioni agli ingressi dall’estero. Le autorità locali hanno annunciato che gli impianti di risalita non apriranno a febbraio, come sperato, e si teme di veder sfumare l’intera stagione sciistica.

Ad ogni modo, qualora riaprissero, nelle stazioni francesi l’uso della mascherina resterà obbligatorio a partire dagli 11 anni. Bisognerà indossarle anche nelle scuole di sci e in tutti gli spazi comuni e al chiuso. Alcune stazioni, come La Plagne e Les Arcs, hanno inoltre deciso di limitare le funivie e le gondole alle sole famiglie e a chi scia in gruppo.

In Slovenia si torna a sciare, ma solo con tampone negativo

La Slovenia è, invece, pronta a riaprire le stazioni sciistiche. Saranno rimessi in funzione gli impianti di risalita e le cabinovie, ma esclusivamente per gli sciatori che presenteranno un tampone negativo effettuato nelle 24 ore precedenti, che comunque sarà obbligatorio soltanto per gli adulti. La decisione è stata presa dalle autorità locali sulla base dei dati della curva epidemica registrati negli ultimi giorni, che attestano l’importanza del test, considerato un elemento indispensabile per contrastare la diffusione del contagio.

Il Paese più green d’Europa, ha adottato un sistema di classificazione delle nazioni considerate ad alto rischio in una Lista Rossa, tra cui è stata inserita anche l’Italia. Per chi proviene da questi Paesi è prevista una quarantena di 10 giorni all’arrivo oppure bisogna presentare il risultato negativo di un test molecolare PCR, fatto in uno dei laboratori riconosciuti dal Governo Sloveno (tutti quelli in Italia lo sono) e non più vecchio di 48 ore. È accettato anche il test rapido, purché sia eseguito entro le 24 ore precedenti.

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