Allontanandosi (ma non troppo) dalle Cinque Terre, la Liguria non smette di stupire con borghi incantevoli dai ritmi lenti. Una delle perle che ha fatto il giro del mondo? Sestri Levante, l’iconico paese della Riviera con la Baia del Silenzio ha conquistato il Forbes.
Spiagge di sabbia (una rarità su una costa perlopiù rocciosa), tavolate all’aperto fino a tarda sera, prezzi ancora abbordabili rispetto ai vicini più blasonati. Una formula semplice, che evidentemente funziona.
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L’elogio del Forbes per Sestri Levante
Forbes descrive Sestri Levante come una località capace di attraversare epoche molto diverse senza perdere la propria misura. In passato fu frequentata dall’aristocrazia genovese e, negli anni della dolce vita, attirò personaggi come Aristotele Onassis e Marcello Mastroianni. Cercavano un rifugio lontano dai fotografi e dai luoghi più esposti della Riviera.
Sestri, però, non è mai diventata una seconda Portofino inseguendo il turismo delle celebrità, anche se nel tempo non sono mancati ospiti conosciuti e presenze legate al mondo del cinema.
Secondo la rivista, è proprio questa identità a spiegare la fedeltà dei visitatori. Italiani, francesi e turisti provenienti dal Nord Europa scelgono la cittadina per le spiagge, la cucina e la vita serale, ma anche perché qui il ritmo appare meno accelerato. Una condizione sempre più rara nelle destinazioni costiere diventate famose a livello internazionale.
Mentre i numeri incoraggianti mostrano una crescita costante di presenze, la sfida è quella di evitare che la notorietà la trasformi in una meta da overtourism; si sta puntando, infatti, ad allungare la stagione turistica portando più visitatori in primavera e in autunno evitando il boom nei mesi centrali estivi. Forbes insiste anche sull’autenticità. Una parola spesso abusata nel racconto turistico, ma che a Sestri trova ancora qualche appiglio concreto.
Il centro non è soltanto una successione di attività rivolte ai visitatori. Ci sono residenti, botteghe, bar, famiglie che si incontrano nelle piazze. La sera l’atmosfera cambia, diventa vivace, a tratti rumorosa ma mai esagerata.

Cosa vedere a Sestri Levante
Soprannominata la Città dei Due Mari, il borgo ligure si caratterizza da una parte per la celebre Baia del Silenzio a mezzaluna e racchiusa tra casette colorate e dall’altra la Baia delle Favole dove si susseguono gli stabilimenti balneari. Tra i luoghi più belli da vedere? Proprio il porticciolo dove ormeggiano le barche e da cui partire con i traghetti verso Cinque Terre e Portofino.
Sul fronte gastronomico, la rivista racconta una Liguria che va oltre i soliti piatti da cartolina. Si parla di acciughe preparate in decine di modi diversi, quasi un tratto identitario della cucina locale, e di un ritorno di interesse per la cucina tabarchina, un incrocio di sapori genovesi, sardi e tunisini rimasto per lungo tempo ai margini. Nei ristoranti che si affacciano sul mare arrivano pesci meno noti al pubblico internazionale, come la gallinella o lo scorfano, cucinati secondo una tradizione che rispettava l'intera cattura e non solo le specie più pregiate. E naturalmente non manca il polpo, protagonista di ragù, tartare e piatti che qui hanno quasi un valore simbolico.
Anche gli alberghi raccontano una storia. Diverse strutture della zona nascono da antiche ville nobiliari, un tempo dimore di famiglie aristocratiche genovesi, poi trasformate in hotel a partire dal dopoguerra, mantenendo però parchi secolari, piscine di acqua di mare e un'atmosfera che profuma ancora di storia.
Un ultimo elemento che l'articolo sottolinea è il recupero del leudo, l'antica imbarcazione ligure risalente al Medioevo, un tempo usata per trasportare vino e derrate lungo la costa. L'ultimo esemplare a vela ancora esistente in Liguria, di proprietà di un residente della zona, viene varato ogni stagione nella Baia delle Favole e viene valorizzato anche grazie a un'associazione locale, in collaborazione con il museo civico MuSel, che organizza corsi di vela e visite guidate.