Paradisi in via d’estinzione: ecco quali sono

La classifica del Forbes dei luoghi che potrebbero scomparire

Phi Phi Island Avete presente Phuket, la meravigliosa isola della Thailandia? E’ famosa per la vegetazione lussureggiante, il mare cristallino e le sue splendide spiagge di sabbia bianca che ogni anno attirano cinque milioni di turisti provenienti da tutto il mondo. Ebbene, questa meraviglia rischia di scomparire, insieme ad altri bellissimi litorali. Forbes ha pubblicato una classifica di otto aree costiere che, minacciate dai cambiamenti climatici, rischiano di scomparire. A minacciare l’ecosistema di questi luoghi sono il surriscaldamento del Pianeta, la pesca selvaggia e l’inquinamento marino.

Al primo posto di trova Phuket, appunto, messa in pericolo dalla siccità, lo stesso problema che affligge Maiorca, nelle isole Baleari. Al secondo posto troviamo le isole del Mar dei Caraibi, messe a rischio da più fattori: il riscaldamento climatico, l’eccessiva urbanizzazione e la pesca illegale. Le tempeste, sempre più frequenti, mettono poi in pericolo la barriera corallina.

Segue il golfo del Maine, nel Nord Est degli Stati Uniti. Qui temperature più alte e pesca incontrollata hanno provocato l’innalzamento del livello dell’Oceano. Anche la costa centrale del Cile è minacciata, stesso discorso vale per quella a confine tra il Canada meridionale e lo stato americano dell’Oregon fortemente inquinata. All’ottavo posto della classifica le coste orientali delle Filippine, dove le foreste di mangrovie in grado di proteggere le aree costiere sono state convertite in sito per l’allevamento ittico, e alcune zone costiere bagnate dal Mar del Nord.

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