Arriva la seconda Luna piena dell’anno ed è l’occasione perfetta per assistere a uno degli spettacoli naturali più suggestivi: è conosciuta come la Luna della Neve (Snow Moon), ma dietro alla sua luminosità, che ci vedrà sognanti con il naso all’insù, porta con sé una storia antichissima.
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Le origini del nome
Perché si chiama proprio Luna piena della Neve? Le origini risalgono ai nativi americani, che soprannominarono così la Luna piena di febbraio poiché tradizionalmente era il mese dell’anno più nevoso negli Stati Uniti. Ma questo fenomeno astronomico era conosciuto anche nel resto del mondo, andando oltre all’evento in sé e acquisendo significati simbolici e culturali che raccontano il rapporto eterno tra l’uomo, il tempo e le stagioni.
Gli antichi Celti la chiamavano “Luna di Ghiaccio” o “Luna Ossea”, nomi legati al freddo e alla morte e al fatto che le riserve alimentari invernali stavano per terminare, e i Kalapuya la ribattezzarono “Luna della fame”. Al contrario, le tribù Hopi stanziate in Arizona l’hanno soprannominata “Luna della Purificazione” o “Luna del Rinnovamento”, proprio perché febbraio è il mese intermedio tra l’inverno e la primavera, spesso collegato alla rinascita. Segue lo stesso significato anche il nome dato dai cinesi, ovvero “Luna che sboccia”.
Quando e come vedere la Luna della Neve
Tutti con il naso all’insù domenica 1° febbraio, quando la Luna della Neve raggiungerà la sua massima pienezza e luminosità e si troverà nella costellazione del Cancro, in stretta vicinanza con l’ammasso aperto del Presepe (M44). L’orario preciso in cui questo accadrà in Italia? Alle 23:09 (22:09 GMT / 17:09 EST), ma il momento migliore per osservarla sarà subito dopo il tramonto o in tarda serata, quando è in alto, oppure verso l’alba.
Anche nelle notti immediatamente successive, il nostro satellite apparirà pieno e molto luminoso, regalando ottime occasioni di osservazione, tra passeggiate al chiaro di Luna e appuntamenti romantici in vista di San Valentino.
Dove osservarla? In Italia, la Luna della Neve può essere ammirata anche senza allontanarsi troppo dalle grandi città, scegliendo punti panoramici strategici. Alcuni esempi? A Torino, il Monte dei Cappuccini regala una vista spettacolare del disco lunare che sale sopra i tetti cittadini, mentre il Parco del Valentino è perfetto per una passeggiata romantica al chiaro di Luna. A Milano, il Monte Stella (la celebre Montagnetta di San Siro) offre un orizzonte sorprendentemente ampio per osservare il plenilunio lontano dalle luci più intense.
Roma risponde con il fascino intramontabile del Gianicolo, dove la Luna illumina cupole e monumenti antichi, mentre a Napoli i belvedere di Posillipo permettono di ammirare la Luna riflettersi sul Golfo con il Vesuvio sullo sfondo; a Genova, la zona del Righi offre cieli più scuri e una vista sospesa tra mare e colline, mentre chi desidera un’esperienza più immersa nella natura può puntare sul Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga o sul Parco del Gran Paradiso, dove l’aria limpida d’inverno e la neve rendono la Luna della Neve ancora più intensa e suggestiva.
Curiosità sulla Luna della Neve all’estero
Le tradizioni legate alla Luna della Neve attraversano il mondo: in Corea del Sud, questo plenilunio è noto come Daeboreum, un evento che richiama tantissime persone che insieme salgono sulle montagne: qui osservano il primo sorgere della Luna piena dell’anno e accendono grandi falò chiamati “case della Luna ardente”, dove vengono espressi desideri e buoni auspici per il futuro.
Anche in Cina la Luna piena di febbraio è speciale: coincide con il Festival delle Lanterne, che chiude le celebrazioni del capodanno lunare. Le lanterne accese illuminano il cielo mentre si consumano i tangyuan, dolce cinese tradizionale sotto forma di palline a base di farina di riso, simbolo di armonia, unità familiare e fortuna.