Cosa fare a Kobe, in Giappone, alla scoperta dell’Hanshin

Itinerario di visita di Kobe e nel Giappone meridionale: la regione dell’Hanshin, ricca di storia e suggestive località dove scoprire le tradizioni giapponesi.

Kobe si trova nel Giappone meridionale, precisamente nella parte più a sud dell’isola principale dell’arcipelago nipponico, Honshu, e all’interno della grande area metropolitana del Keihanshin, insieme a Kyoto e Osaka. La regione che abbraccia Kobe è chiamata Hanshin ed è un territorio dove è possibile ammirare quell’incredibile equilibrio tra spinta verso il futuro e grande cura delle tradizioni tipica del Giappone.

Kobe ha ormai ripreso il suo ruolo di principale porto del Giappone dopo il devastante terremoto del 1995 che aveva messo in ginocchio la città, e oggi sta diventando una meta molto frequentata dai viaggiatori che arrivano da tutto il mondo per scoprire questa città suggestiva e cosmopolita.

Se da questo punto di vista Kobe è diventata il sinonimo della carne di manzo più conosciuta e pregiata al mondo, il suo territorio nasconde e protegge una grande varietà di attrazioni culturali, religiose ed enogastronomiche che permettono di entrare in contatto con un Giappone ancora poco conosciuto e autentico, dove le tradizioni millenarie scandiscono ancora le attività e la vita quotidiana nel Hanshin.

In questa guida indicheremo alcune mete da non perdere per scoprire il lato più segreto e le tradizioni più antiche della regione di Kobe, in un viaggio nello Hanshin.

Per scoprire i segreti dello Hanshin, Kobe è la città ideale da dove partire e usare come base per inoltrarsi nelle piccole cittadine e nelle suggestive località nei dintorni. La prima tappa è il santuario shintoista di Ikuta, considerato da molti il più antico tempio ancora perfettamente conservato di tutto il Giappone e situato nel cuore di Kobe, nell’elegante quartiere di Chūō-ku.

Questo santuario risale al periodo Jingu, all’incirca nel 200 d.C. del calendario occidentale, e venne innalzato dall’imperatrice in onore della dea Wakahirume, un kami pacifico e protettrice di tutto ciò che è giovane e vitale, per celebrare il ritorno dei soldati dalle guerre in Corea. Il santuario è oggi un luogo di pace e meditazione, dove si possono ammirare le incredibili decorazioni intagliate nel legno e immergersi nella mistica atmosfera del bosco sacro dove crescono alberi secolari.

Proseguendo sulla via dei santuari, per scoprire l’essenza shinto della cultura giapponese, bisogna allontanarsi dal centro di Kobe per arrivare nella città di Nishinomiya a circa 20 chilometri in direzione del Monte Rokko, dove si trova il tempio di Hirota. Questo santuario è una sorta di contraltare di Ikuta, dedicato al kami del sole Amaterasu, la divinità legata alla famiglia imperiale giapponese e fa parte dei più antichi centri religiosi del Paese.

Il tempio condivide con gli altri santuari di questo genere un’atmosfera fuori dal tempo, dove ogni oggetto e ogni elemento naturale sembra trasmettere una grande pace. Il santuario diviene ogni anno il palcoscenico di importanti rappresentazioni del teatro no ed è uno dei rarissimi luoghi in Giappone dove riescono a crescere le rarissime azalee della varietà kobanomitsuba tsutsuji.

Dopo aver visitato questi importanti centri per la spiritualità giapponese e si è entrati in contatto con la mistica shinto, che vede la presenza del divino, dei kami, in ogni aspetto della natura, ci si può dirigere sulla sommità delle Montagne Rokko, la cima più alta della regione.

Per raggiungere la sua sommità si può scegliere di prendere la funivia Shin-Kobe che permette di arrivare rapidamente sulla sommità, oppure si può intraprendere una meravigliosa camminata tra i boschi secolari fino alla Rokkōsan-Saikōhō, il punto più alto del massiccio. Sulla sommità di questi monti si può ammirare una splendida vista su tutta la pianura dove si sviluppa la città di Kobe, e alzando lo sguardo si possono distinguere le prima strutture dell’area metropolitana di Kyoto-Osaka.

Rimanendo nell’area naturalistica delle Montagne Rokko si possono visitare le meravigliose cascate di Nunobiki, uno splendido spettacolo della natura e un luogo considerato sacro dai giapponesi che compare in moltissimi scritti sacri, in poesie e nelle opere d’arte.

Per scoprire un altro aspetto della cultura tradizionale giapponese si può raggiungere la località di Miyanomae, a circa 30 chilometri da Kobe in direzione di Osaka, dove si trova un vero e proprio villaggio che ha conservato i tratti tipici del medioevo giapponese con meravigliose strutture di legno, antiche distillerie di sake e suggestive botteghe artigiane.

A Miyanomae si possono visitare le distillerie che lavorano ancora oggi il riso per produrre la bevanda alcolica più celebre della cucina giapponese, il sakè, seguendo le metodologie tramandate da padre in figlio. Chi è alla ricerca di un ricordo autentico del Giappone o di regali da riportare a casa in questa località troverà alcune delle produzioni artigianali di eccellente qualità.

Proseguendo verso sud si raggiunge il distretto industriale di Amagasaki, famoso per essere un centro di produzione altamente tecnologico ma che nasconde alcuni dei tratti più antichi e autentici della cultura giapponese. Qui infatti si può visitare uno dei più antichi centri buddisti del Giappone meridionale il Tera Machi, letteralmente la città dei templi, dove in una piccola area della città si trovano 11 templi dedicati al Buddha.

A poca distanza dal Tera Machi si possono visitare le rovine del castello di Amagasaki, un tempo uno dei più grandi castelli del Giappone medievale di cui oggi rimangono solo il tracciato delle mura esterne e alcune impressionanti strutture difensive. Il castello è stato il teatro di alcune delle più grandi battaglie del periodo Sengoku Jidai, quando i samurai dei diversi signori feudali si affrontarono in una lunghissima lotta per la supremazia su tutto il Giappone.

Cosa fare a Kobe, in Giappone, alla scoperta dell’Hanshin