Basta Berlino. Perché andare ad Amburgo è molto meglio

La seconda città più importante della Germania potrebbe ben presto superare la Capitale per numero di visitatori

Amburgo batte Berlino 1-0. La seconda città più importante della Germania potrebbe ben presto superare la Capitale per numero di visitatori.

Sono tantissimi i turisti che si recano ogni anno ad Amburgo. Da primavera in avanti, poi, è il periodo migliore per visitare questa splendida città, attraversata da fiumi e canali, dove si concentra la vita cittadina quando le giornate si fanno più lunghe e più calde. Non stupitevi se vedete qualcuno fare surf.

Amburgo è innanzitutto una città low cost. Spostarsi in città costa poco. L’aeroporto di Amburgo è ben collegato con il centro grazie a un comodo ed economico servizio di treni (3,20 euro a tratta). Per visitare la città è consigliabile noleggiare una bicicletta StadtRAD in uno dei 150 punti disponibili, facilmente utilizzabile grazie a una capillare rete di piste ciclabili. Costa circa 5 euro.

Pedalando è possibile raggiungere la moderna zona dei docks, Speicherstadt (“città magazzino”), un intreccio di strade e canali situati nella città portuale e circondato da magazzini di mattoni rossi. È il complesso di magazzini più grande del mondo, che poggia su migliaia di pali di quercia attraversati da piccoli canali, i Fleeten.

Anche il tour guidato del porto è il presupposto per rendere perfetta una visita ad Amburgo. Dagli imbarcaderi di Landungsbrücken si sale a bordo di una Barkasse che si muove tra le enormi navi portacontainer, i maestosi transatlantici e gli yacht che popolano uno dei porti più grandi d’Europa. Il biglietto costa 18 euro.

Per scoprire il futuro della città il consiglio è quello di visitare il quartiere HafenCity, in cui sta prendendo forma uno dei maggiori progetti di sviluppo urbano d’Europa. Un forte contrasto tra la tradizione della navigazione marittima e l’architettura moderna, il cui cuore batte nel quartiere Übersee.

Per godere di uno splendido panorama sull’attività marittima della città è possibile visitare il punto panoramico del Cruise Center, incamminarsi sulle sponde dell’Elba su cui si affacciano ville imponenti e ottimi ristoranti o sedersi sui gradini dell’anfiteatro Magellan Terrassen, che offre una vista unica sul nuovo simbolo di Amburgo, la Filarmonica dell’Elba (Elbphilharmonie), all’estremità occidentale di HafenCity.

Altrettanto affascinanti sono il vivace quartiere di St. Pauli e il suo miglio “peccaminoso”, la Reeperbahn, il quartiere a luci rosse. Un dedalo di strade nella zona del porto storicamente dedicate al divertimento sfrenato dei marinai di passaggio. Certo, non è più la Reeperbahn caotica e spesso violenta degli Anni ’50 e ’60, in cui fiorivano strip bar, sexy shop e soprattutto locali per musica dal vivo, dove mossero i primi passi niente meno che i Beatles. Ma resta ancora oggi la zona più ‘alternativa’, ricca di locali interessanti e teatri fin dall’800, sebbene spesso percepita q

uasi esclusivamente come zona a luci rosse. I locali ad alto tasso erotico sono ancora molti, e la prostituzione legale è tutt’altro che celata. Ma, a differenza di Amsterdam, c’è una sola strada con le donne in vetrina, la celeberrima Herbertstrasse, celata da due barriere sui lati e accessibile esclusivamente agli uomini.

Per i beatlemaniaci, imperdibile è una visita alla Grosse Freiheit, la via in cui sono concentrati l’Indra Club, il Keiserkeller e lo Star Club, i locali in cui i quattro di Liverpool iniziarono a spiccare il volo verso la leggenda fra bevute, concerti da otto ore consecutive e selvagge risse tra marinai ubriachi.

Per chi visita Amburgo, imperdibile è una tappa al Miniatur Wunderland, un mondo in miniatura che si trova dietro alle mura del complesso Speicherstadt. In 4.000 metri quadrati ci sono 13.000 metri di rotaie su cui girano 15.000 vagoni, 3.500 case e ponti, 250.000 alberi e 250.000 figurine in scala. C’è anche una vera e propria pista d’atterraggio in miniatura dove decollano modellini di aerei. Il biglietto d’ingresso costa 15 euro (i bambini sotto il metro d’altezza entrano gratis).

Se siete appassionati di calcio, imperdibile è l’atmosfera che si respira durante le partite casalinghe del St. Pauli. La squadra milita nella serie B tedesca e ha come stemma il Jolly Roger, il teschio che si vede sulle bandiera dei pirati, che simboleggia la natura proletaria di questo club calcistico. Questa locale squadra di calcio è la più proletaria di tutta la Germania, con un seguito massiccio fra autonomi, punk e squatters eredi delle numerose occupazioni degli Anni ’70.

Basta Berlino. Perché andare ad Amburgo è molto meglio