Perché visitare Bellano, piccolo gioiello del Lago di Como

Sulla sponda orientale del Lago di Como, c'è uno dei borghi più belli conosciuto come “paese degli artisti”

Foto di Ilaria Santi

Ilaria Santi

Giornalista & reporter di viaggio

Giornalista, viaggia fin da quando era bambina e parla correntemente inglese e francese. Curiosa, autonoma e intraprendente, odia la routine e fare la valigia.

Sulla sponda orientale del Lago di Como, c’è uno dei borghi più belli conosciuto come “paese degli artisti”, Bellano. Un paese in provincia di Lecco che conta all’incirca 3.400 abitanti. Il territorio del Comune si estende dalla riva del lago fino alla cima del monte Muggio a 1.799 metri di quota, grazie all’incorporazione del Comune di Vendrogno avvenuta nel 2020.

Bellano, il paese degli artisti

fseo tanto da essere stato da poco inserito nel circuito internazionale dei Comuni Cittaslow dopo aver risposto a più di 70 requisiti richiesti, oltre a far parte dei borghi Bandiera Arancione e dei Comuni Fioriti per via della cura e valorizzazione dell’ambiente.

Il centro storico è caratterizzato da una rete di vie ortogonali, tipiche dei castra romani, ma l’architettura è per lo più medievale data, dalle vie strette (le contrade) che garantiscono fresco d’estate, con la grande chiesa dei Santi Giorgio, Nazaro e Celso, i palazzi patrizi con i portali in pietra, le corti e gli stemmi araldici incisi. Il porto antico è il segno dell’importanza che, nel tempo, ha rivestito il trasporto di persone e merci sul Lago di Como. La passeggiata sul lungolago risulta essere tra le più suggestive del Lario, grazie al panorama che offre sul punto più largo del Lago di Como, da cui si ammirano spettacolari tramonti.

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Fonte: Getty Images
La bellissima cittadina di Bellano e il suo porto

Nella zona più nuova del paese, Coltogno, si trovano i più recenti servizi, a partire dalla stazione ferroviaria e degli autobus, il modo più comodo per raggiungere il borgo evitando il traffico. Alle spalle del paese, l’entroterra è caratterizzato da numerose frazioni e nuclei antichi più o meno popolati ma ricchi di storia. A Vendrogno di Bellano, per esempio, si trova il Museo del Latte e della storia della Muggiasca, un museo etnografico nato nel 2008 con l’obiettivo di conservare e tramandare reperti e tradizioni legati alla vita e alla cultura materiale della Muggiasca. Non a caso il museo occupa i locali della ex-latteria turnaria, per quasi un secolo adibiti alla trasformazione del latte. L’intento del MUU, perfettamente in linea con la filosofia Cittaslow, è quello di promuovere una visione condivisa e sostenibile del territorio e dello sviluppo. Oltre al latte, altri quattro itinerari conducono i visitatori tra diverse tematiche del bosco, della vita nei campi, del lavoro nella stalla, della casa e dei lavori femminili di una volta, oltre che di alcuni episodi di storia della Muggiasca.

Vendrogno, peraltro, è stata la prima a passare da una tradizione legata all’agricoltura e all’allevamento a una turistica, soprattutto per le sue bellezze naturali. Già tra la fine del XIX secolo e all’inizio della Seconda guerra mondiale era una rinomata stazione climatica citata in molte guide turistiche.

Ogni frazione ha la sua chiesa, tanto che il territorio appare come una vera e propria costellazione di campanili. Tra le più visitate c’è la chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano, eretta a protezione dei passanti e contro le pestilenze lungo il Sentiero del Viandante, l’antica via a mezza costa che attraversa l’intera sponda orientale del Lario, uno dei sentieri più belli che si possano percorrere per via del panorama mozzafiato che si gode, che spazia dall’azzurro del lago al verde della Valsassina fino al grigio della Grigna e del lontano, ma riconoscibile, massiccio del Monte Rosa.

Il Sentiero del Viandante

Oggi si chiama Sentiero del Viandante, ma negli anni ha cambiato identità più volte: era la Via Ducale, poi la Via Regia e, infine, la Via Napoleona. Fino al 1992, quando le antiche mulattiere ormai in disuso, grazie alla costruzione di una più comoda strada che collegava la costa orientale del lago, vennero trasformate in questo sentiero tanto amato dagli escursionisti. Appartenente all’insieme dei 12 sentieri “Le Vie del Viandante“, che collegano Milano alla Svizzera, il Sentiero del Viandante è il tragitto che parte da Lecco e giunge fino a Colico. Un cammino di circa 60 chilometri a passo lento tra boschi, panorami mozzafiato sul lago, montagne verdeggianti che si specchiano nella distesa d’acqua insieme alle casette colorate dei borghi adagiati sulle sponde. Tra le numerose tratte che si susseguono nei circa 60 chilometri del Sentiero del viandante, spicca proprio quella tra Dervio e Bellano, la più panoramica, 6 km percorribili in circa 3 ore. Non essendo particolarmente complesso, è adatto anche alla famiglie con bambini dai 13 anni anni in su. Oltre che a piedi, in caso ci si trovi con un gruppo di soli adulti, si può procedere anche in mountain bike.

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Fonte: 123RF
Lungo il Sentiero del Viandante sopra Bellano

L’Orrido di Bellano

Tra le principali attrazioni turistiche di Bellanoe, che attira sempre molti visitatori nella bella stagione, c’è l’Orrido di Bellano, una gola naturale creata 15 milioni di anni fa dall’erosione del torrente Pioverna e del Ghiacciaio dell’Adda che, nel corso dei secoli, hanno modellato la roccia in gigantesche marmitte, anfratti e spelonche, oltre alle cascate che fanno rimbombare l’acqua tra le alte pareti rocciose. Un sistema di passerelle ancorate sulle alte pareti a picco sull’acqua permette di visitare lo stretto canyon profondo fino a 50 metri, regalando un panorama suggestivo e un’emozione unica. All’ingresso del sito si trova la Cà del Diavol, un’antica torre di difesa che, nell’immaginario collettivo, evoca paure e riti satanici per via delle numerose leggende e degli affreschi raffiguranti il diavolo e altre figure mitologiche.

Tutti questi aspetti, uniti al patrimonio naturalistico, storico-artistico, culturale e gastronomico del territorio fanno di Bellano un piccolo gioiello ricco di attrattive turistiche.

Orrido di Bellano
Fonte: iStock
L’Orrido di Bellano