Ibiza, movida e natura convivono alla perfezione

Di giorno è l'isola del sole e del mare, di sera scatta la 'fiesta'

Anche se l’isola ha detto addio ai suoi afterhours e ora dalle 6 sei del mattino a pomeriggio inoltrato regnano la quiete e la pace, il suo spirito festoso è sempre pronto a riaccendersi. Di giorno Ibiza è sole e mare, cielo limpido e acque turchesi, case imbiancate di calce, occhiali da sole e vestiti leggeri per andare alla scoperta di spiagge e calette, chiese e mura antiche. A Eivissa la passeggiata che costeggia il complesso di Dalt Vila lascia scoprire ai turisti il suo cuore medievale passando per le sue quattro porte di accesso e sei baluardi. Da quello di San Bernard – in realtà unione di due edifici, il castello e l’Almudina – si gode una vista unica sulle isole di Formentera e S’Espalmador. Un altro belvedere è quello alla piazza della Cattedrale, sulla città e sul porto.

Dirigendosi verso la costa Nord-orientale dopo una ventina di chilometri si arriva a Port De Sant Miquel. È qui che si può scoprire il lato più tenebroso di Ibiza, la grotta di Can Marça. Formatasi 100mila anni fa per falle telluriche, è stata usata prima dai pirati e poi dai contrabbandieri (si vedono ancora i segnali sul muro con indicate le vie di fuga). Poco lontano c’è la bellissima spiaggia di Sant Miquel, una lingua di spiaggia dorata tra scogliere rocciose coperte da pineta.

Ancora un tratto ed ecco che sono le scogliere a farla da padrone – soprattutto nella zona di Portinatx (che non a caso vive principalmente di agricoltura e allevamento) fino a Sant Joan de Labritja, dove la piccola Cala de San Vicente (proprio davanti all’isolotto di Tagomago) circondata dal bosco è un richiamo per rinfrescarsi nelle sue acque tranquille. Ben più ampie sono le spiagge di Santa Eulària des Riu (quella di Niu Blau la chiamano Bora Bora ed è perfetta per i bambini) e, ovviamente, di Eivissa (in particolare Cala Talamanca) o di Sant Antoni de Portmany (da non perdere Cova Blanca con le sue falesie e acque chiare e trasparenti per fare immersioni) nella parta Sud-occidentale.

La zona di San Josep de sa Talaia, a una quindicina di chilometri da Eivissa e nella parte più interna dell’isola, ha un comune in realtà molto ampio che ne fanno una meta ideale sia per godersi la via da spiaggia (tra le più famose citiamo Cala Comte, Cala Bassa e Cala Vedella) sia per escursioni negli unici parchi dell’isola – quello di Ses Salines e Cala d’Hort – sia per visitare il villaggio fenicio di Sa Caleta o assistere al ball pagés, il tipico ballo tipico ibizenco, in cui l’uomo invita a ballare la donna con un colpo di nacchere. I ballerini indossano abiti piuttosto vistosi e gioielli tradizionali chiamati emprendadas: il comune di Eivissa organizza spesso delle esibizioni nel chiostro municipale.

Tornati nel capoluogo non si può fare a meno di godersi il tramonto in uno dei tanti chiringuitos lungo la spiaggia, cenando con riso alla marinara, bullit de peix o i più tipici arròs de matances (riso di cacciagione), la frita de porc e il sofrit pagès, tutte vanto della cucina ibizenca almeno quanto i dolci: orelletes, piccole paste a forma di orecchie, el flaó è una torta a base di formaggio di capra, pecora e menta, o la greixonera, una sorta di pudding a base di ensaimada, latte e uova.

Per finire la serata non restano che le discoteche, tra eccessi e sperimentazioni, magari da raggiungere col Discobus, il pulmino che fa il giro delle più trendy.

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