I luoghi più raccapriccianti da cui stare alla larga

Dal tempio dei topi all'isola delle bambole, dalla chiesa degli scheletri al museo dei capelli.

Se rilassarvi sulla spiaggia non fa proprio per voi ecco alcuni posti decisamente originali da andare a visitare. Premesso che abbiate uno stomaco forte, in grado di sopportare la vista di certe cose.

Come i topi, che vivono nel tempio Karni Mata, in India. Questo luogo sacro dell’induismo è dedicato alla dea dei ratti e sul pavimento scorrazza un tappeto di topi che bisogna evitare quando si cammina a piedi scalzi. Se vi sgambettano sopra è un buon segno. Un miracolo se poi il topo è albino.

Tra le attrazioni turistiche più disgustose c’è anche l’Ossuario Sedlec, nella Repubblica Ceca. Una cappella che dall’esterno non ha nulla di particolare, ma che al suo interno è completamente rivestita di scheletri umani. Se ne contano all’incirca 40mila.

Da brividi è invece Isla de Las Munecas, l’isola delle bambole. Un isolotto a Sud di Città del Messico dalle cui fronde degli alberi penzolano centinaia di bambole dall’aspetto raccapricciante. Pare che l’unico uomo vissuto sull’isola abbia assistito all’annegamento di una bambina, a cui sono dedicate tutte le bambole.

Alquanto trash è il museo dei capelli che si trova nello scantinato di un negozio di terracotta ad Avanos, in Turchia. le pareti sono completamente rivestite da ciocche di capelli femminili con tanto di cartellino di riconoscimento. La prima donna che lasciò la propria ciocca 30 anni fa era una turista. Da allora tutte coloro che visitano il negozio lasciano un ciuffo di capelli. Anche perché ogni anno il proprietario estrae a sorte dieci viaggi in Cappadocia.

Se non avete narici sensibili, potete visitare la rete fognaria della cittadina di Brighton, sulla costa meridionale inglese. Un raro esempio di ingegneria civile di epoca vittoriana, lunga circa 11 chilometri. Si entra all’altezza del famoso pontile e si sbuca da un tombino nei gradini Steine. Si consiglia una bella doccia…

La Chiesa di San Bartolomeo meglio conosciuta come ‘cappella dei teschi’, è decorata con 3.000 ossa e teschi umani, mentre altri 21mila frammenti sono riposti nella cripta sotto la cappella. Le ossa risalgono al 1700 quando la gente moriva di peste, colera, sifilide e di fame.

L’Actun Tunichil Muknal di San Ignacio, nel Belize, è un sistema di grotte e un importante sito archeologico Maya. Al suo interno sono stati rinvenuti scheletri, ceramiche e manufatti in pietra. In diverse zone della grotta principale sono presenti numerosi resti di scheletri umani. Tra questi, il più conosciuto è lo scheletro di una adolescente, forse vittima sacrificale, chiamata “La fanciulla di cristallo” perché le sue ossa calcificate appaiono oggi brillanti e cristallizzate. Nell’intento di preservare il sito ma di non impedire l’accesso ai turisti, l’Ufficio del turismo del Belize ha concesso alcune licenze a un gruppo ristretto di operatori per organizzare visite guidate.

Meglio conosciuta come l’isola dei serpenti, l’Isola di Queimada Grande, in Brasile è conosciut da quasi ogni brasiliano e la maggior parte non si sognerebbe mai di visitarla. L’isola è infestata da un numero indefinito che va dai 2.000 ai 4.000 esemplari di “ferro di lancia dorato”, il serpente più letale al mondo. Per anni l’unico abitante è stato il guardiano del faro.

Le cascate di sangue, in Antartide, è il Ghiacciaio Taylor o Terra della Regina Victoria. Battezzate così per l’insolita colorazione rossa, alimentate da un bacino d’acqua ricco di sale e ferro sepolto sotto la coltre di ghiaccio, quando le sue acque risalgono in superficie, il ferro si ossida a contatto con l’ossigeno atmosferico, dando vita a questo spettacolare fenomeno. Queste acque sono completamente isolate dal resto del mondo da 1,5 milioni di anni e ospitano un ecosistema completamente sconosciuto, sottoposto a condizioni di vita estreme.

In lituano si chiama Kryziø Kalnas ma è conosciuto col nome di collina delle croci. E’ un sito di pellegrinaggio a Siauliai, lungo la strada che collega Kaliningrad a Riga, nel Nord del Paese. Nel corso dei secoli, croci, crocifissi giganti, statue e migliaia di effigi sacre sono state portate qui dai fedeli cattolici. Durante l’epoca sovietica, per tre volte le croci della collina furono completamente abbattute con le ruspe per disposizione del regime comunista, ma ogni volta ricomparivano sempre più numerose. Oggi si contano più di 400.000 croci di ogni dimensione, foggia e materiale.

Consacrato nel 1859, il cimitero di Wardsend, a Sheffield, in Gran Bretagna, risale all’epoca vittoriana è stato chiuso alla sepoltura legale nel 1968. Il primo corpo fu seppellito nel 1857 e si trattava di Anne Marie Anderson, una bimba di soli due anni. Secondo la leggenda sarebbe tuttora a guardia del cimitero.

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