È il massiccio più bello del mondo, ma il merito è della ruggine

Uluṟu, il massiccio che deve il suo caratteristico e inconfondibile colore alla ruggine

Uluṟu è il nome aborigeno del massiccio roccioso più grande dell’Australia, che salta subito all’occhio per la colorazione caratteristica, un bel rosso che cambia tonalità a seconda delle ore del giorno e delle stagioni.

Il massiccio, che è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1987, è situato nel Parco nazionale Uluṟu-Kata Tjuta, un luogo sacro per gli aborigeni, il cui colore rosso, strano a dirsi, dipende dalla ruggine dovuta all’ossidazione del ferro di cui è prevalentemente costituito.

Gli effetti di colore cangianti dipendono invece dai minerali come i feldspati, che riflettono la luce rossa. Inoltre dietro la superficie del massiccio che appare liscia, si nascondono sorgenti, caverne, pozze e persino dipinti rupestri, molto interessanti, alcuni addirittura risalenti a migliaia di anni fa.

Insomma, un massiccio maestoso che in realtà non è un monolite ma è formato da altre due montagne, quella di Kata Tjuta e il Monte Conner, e che nel complesso è considerato sacro e talmente affascinante da incantare chiunque abbia la fortuna di vederlo.

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Massiccio di Uluru. Fonte: iStock/Manakin

Gli aborigeni dell’Australia hanno moltissimi miti che parlano di Uluṟu, per esempio quello di Tatji, la Lucertola Rossa, che si dice abitasse nelle pianure e che, arrivando in loco, lanciò il suo kali nella roccia. Per ritrovarlo scavò la terra creando dei buchi tondi sulla superficie. Il mito spiega così la formazione dei fenomeni di corrosione presenti sul massiccio.

Un altro mito racconta di due fratelli bellbird, uccelli che cacciavano un emù, il quale sfuggì vero Uluru dove venne trovato e ucciso da due uomini lucertola. Si racconta che la carne degli emù uccisi diede vita ad alcuni dei macigni presenti sul massiccio. Il mito prosegue raccontando che i fratelli bellbird, giunti in loco, diedero fuoco agli uomini lucertola dopo che questi ultimi gli offrirono solo un pezzetto di carne. Gli uomini lucertola, cercando di scappare via, caddero dal massiccio e arsero vivi: oggi sono due macigni semi-sepolti, mentre i licheni grigi sulla superficie di Uluṟu sarebbero la traccia del fumo dell’incendio.

Ma questi sono solo due dei miti che lo riguardano, ne esistono molti altri e una parte di essi è totalmente segreta, perlomeno per i non-aborigeni.

Davvero un luogo incredibile e inconfondibile grazie al suo colore rosso acceso!

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Massiccio di Uluru. Fonte: iStock/lucamato

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È il massiccio più bello del mondo, ma il merito è della ruggine