Le mura grigie si alzano imponenti proprio nel cuore della città: siamo a Gand (Gent in lingua locale), nelle Fiandre orientali, dove tra canali e biciclette svetta nei cieli un maniero che, in passato, ha rappresentato il cuore politico della zona. Il suo nome è Castello dei Conti di Fiandra e sorge su un banco di sabbia tra i rami del fiume Leie.
L’impatto è istantaneamente sorprendente, perché si presenta come una mole di pietra calcarea che pare scaturire direttamente da acque scure. Chiamato dai locali Gravensteen, “pietra dei conti”, si mostra con ben 24 torrette che scandiscono la cinta esterna e una mastio centrale che sfiora i 30 metri di altezza.
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Questa struttura può essere considerata (quasi) un unicum architettonico mondiale in quanto prende vita proprio nel centro urbano, circondata da case fiamminghe dai tetti a punta. Il visitatore decide di entrare per curiosità, per poi uscirne con addosso il peso di secoli di conflitti, processi, punizioni esemplari e trasformazioni inattese (ma anche con la sensazione di aver appena visitato un qualcosa di profondamente maestoso).
Breve storia del Castello dei Conti di Fiandra
Fu Filippo d'Alsazia a volere la sua costruzione nel 1180, e c'è anche un'iscrizione latina sopra l'ingresso a ricordarlo. Il conte si ispirò alle imponenti strutture osservate in Siria durante le spedizioni in Terra Santa. Prima della sua ascesa, però, sul sito sorgeva un mastio in pietra, circondato da edifici ausiliari e da una palizzata, facili prede per gli incendi o gli attacchi nemici.
Il sovrano desiderava un simbolo di dominio assoluto sopra i cittadini di Gand, spesso ribelli e fieri della propria indipendenza economica legata al commercio della lana. Il castello divenne quindi un monito fisico, una dichiarazione di sovranità scolpita nel calcare.

Nel corso dei secoli, la destinazione d'uso mutò drasticamente: dopo aver ospitato la corte nobile, si trasformò in zecca, poi in prigione e persino in un tribunale temuto. Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, la rivoluzione industriale lo ridusse a un opificio tessile, con le ampie sale occupate da telai rumorosi e operai affaticati.
Soltanto un restauro filologico accurato alla fine dell’Ottocento restituì alla cittadinanza questo gioiello, ripulendolo dalle superfetazioni moderne per riportare alla luce la severa eleganza della sua linea originaria.
Cosa vedere all'interno del Gravensteen
È una delle tappe da fare assolutamente se si sceglie di visitare questa città del Belgio, perché varcare la sua soglia equivale a entrare in un labirinto di suggestioni tattili e visive, ma anche attraversare più secoli in pochi passi. È impossibile non notare che le pareti sono spesse diversi metri, mentre tutto è avvolto da un silenzio assordante, di quelli che amplificano il rumore dei propri passi.
Il mastio e gli appartamenti dei conti
Il cuore della fortezza si identifica con il mastio, la torre principale alta diversi piani. Salendo i gradini di pietra stretti e ripidi, la fatica scompare non appena si raggiunge la piattaforma sommitale. Da qui, la vista domina l'intero skyline di Gand. Da queste parti, tra le altre cose, si trovavano gli appartamenti del conte, la sala delle udienze e gli spazi di rappresentanza.
La cinta muraria con le 24 torrette
A disposizione dei viaggiatori c'è il cammino di ronda grazie al quale poter osservare da vicino le torri aggettanti, soluzione architettonica particolare che sfruttava la posizione insulare del complesso. L'acqua del fossato riduceva il rischio di attacchi con arieti o mine, consentendo una costruzione più ardita.
Le torrette punteggiano il perimetro e regalano scorci inattesi sui quartieri circostanti. Vi basti pensare che dalle dalle torri più alte si distingue il profilo della cattedrale di San Bavone, il campanile gotico patrimonio dell'umanità e persino un murale contemporaneo dedicato al “Ritratto di uomo con turbante rosso”, attribuito a Jan Van Eyck.
Il museo degli strumenti di tortura
Negli ambienti che un tempo fungevano da dispensa e tribunale trova posto una collezione impressionante di strumenti giudiziari. Ruote, collari di ferro, ceppi, lame e meccanismi destinati a estorcere confessioni raccontano un capitolo oscuro della giustizia medievale e moderna.
Inevitabilmente, l'atmosfera in queste sale diventa cupa, ma le audioguide sono spesso narrate con una punta di ironia dark, tanto da riuscire a spiegare la funzione di tali oggetti senza cadere nel macabro gratuito, preferendo invece contestualizzare il rigore morale e penale dei secoli scorsi.
La sala del Consiglio e la Zecca
Scendendo verso le zone di rappresentanza, si arriva in vece nel salone cerimoniale che accoglie con un camino monumentale: si narra che, quando veniva utilizzato, era in grado di ospitare persino dei tronchi interi utili a riscaldare i nobili. Le pareti sono nude e lasciano quindi spazio alla fantasia, poiché un tempo erano sicuramente adornate da arazzi colorati e armi lucenti.
Questa era la zona dei banchetti, in cui si stringevano alleanze e si firmavano decreti che avrebbero cambiato il destino della regione. La risonanza acustica della sala è perfetta, e per questo ancora oggi si svolgono piccoli concerti o eventi culturali che sfruttano la magia naturale del luogo.
Dove si trova e come arrivare
Il Castello dei Conti di Fiandra sorge in Sint-Veerleplein, nel centro storico di Gand, nella provincia delle Fiandre Orientali in Belgio. Come vi abbiamo già accennato, risulta impossibile mancare la destinazione dato che le torri si innalzano sopra il centro storico pedonale.
Per chi arriva dall'estero, l'aeroporto di Bruxelles-National rappresenta lo scalo principale. Da lì, partono treni diretti con cadenza frequente che conducono alla stazione di Gent-Sint-Pieters in circa un'ora. Una volta giunti allo scalo ferroviario, il tram numero 1 porta direttamente ai piedi del ponte di fronte all'ingresso del maniero.
Chi arriva in auto deve considerare le limitazioni al traffico nel centro storico e preferire i parcheggi esterni collegati con i mezzi pubblici. Un'alternativa suggestiva consiste in un giro in barca lungo la Leie: dal livello dell'acqua la fortezza appare ancora più massiccia, con le mura che si specchiano nel fossato e le torri che emergono sopra i tetti.
Gli orari variano a seconda della stagione, in genere tra le 9 e le 18. L'acquisto online consente di evitare attese, mentre con la City Card Gent l'ingresso è incluso insieme ad altre attrazioni. Molti viaggiatori preferiscono utilizzare la bicicletta, il mezzo prediletto degli abitanti che sfruttano le piste ciclabili pianeggianti che costeggiano i canali: così si ammirano scorci pittoreschi già prima dell'arrivo.