Nascosta per secoli, riemerge una spettacolare Tomba dei Giganti in Sardegna

Una Tomba dei Giganti nascosta dalla vegetazione riemerge a Bortigali, nel sito di Carrarzu Iddia in Sardegna, in un eccezionale stato di conservazione

Foto di Sara Boccolini

Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

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La Sardegna continua a regalare scoperte archeologiche di straordinario valore, confermandosi una delle terre più ricche di testimonianze della civiltà nuragica. Questa volta il ritrovamento arriva da Bortigali, nel cuore dell’isola, dove una spettacolare Tomba dei Giganti è riemersa dopo essere rimasta nascosta per secoli sotto una fitta vegetazione.

Il monumento funerario, conservato in condizioni eccezionali, rappresenta una scoperta di grande importanza per gli studiosi e contribuisce ad arricchire il patrimonio storico e culturale della Sardegna, offrendo nuove informazioni sulle antiche comunità che abitavano il territorio.

La scoperta della Tomba dei Giganti

La Tomba dei Giganti è stata individuata nell’area archeologica di Carrarzu Iddia, sul versante meridionale di Crastu Littu, a circa 740 metri di altitudine. Il sito occupa una posizione panoramica e strategica, dalla quale si dominano la piana di Macomer, gli altopiani di Abbasanta e Paulilatino, fino ai rilievi del Nuorese e al golfo di Oristano.

Per lungo tempo il monumento è rimasto completamente nascosto dalla vegetazione. In seguito alle attività di ricognizione, le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Sardegna, già impegnate nelle operazioni di scavo e restauro del nuraghe presente nell’area, hanno avviato un intervento di pulizia e rimozione dei materiali in accordo con i proprietari del terreno. Grazie a queste operazioni, la Tomba dei Giganti è tornata nuovamente visibile, rivelando uno stato di conservazione particolarmente raro.

La struttura è realizzata con grandi blocchi di trachite e conserva sia la camera funeraria sia la monumentale esedra semicircolare che introduce all’ingresso. Tra gli elementi più interessanti emersi durante le prime analisi figura una particolare suddivisione dello spazio interno su due livelli, situata in prossimità dell’accesso alla camera. Si tratta di una caratteristica documentata solo in pochi casi e che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti da parte degli archeologi.

Nonostante il monumento abbia subito in passato scavi clandestini, al suo interno sono stati recuperati materiali ceramici che testimoniano una frequentazione risalente alle fasi più antiche della civiltà nuragica.

L’importanza della scoperta

Il ritrovamento assume un valore ancora maggiore perché si inserisce in un contesto archeologico di eccezionale interesse. L’area di Carrarzu Iddia conserva infatti numerose testimonianze della presenza umana dalla preistoria fino all’età romana, con una particolare concentrazione di monumenti risalenti al periodo nuragico.

Il complesso comprende due protonuraghi, un pozzo sacro, un antico abitato e una vasta area funeraria frequentata già in epoca prenuragica, come dimostra la presenza di un dolmen. Questo insieme di strutture restituisce l’immagine di un paesaggio perfettamente organizzato, nel quale insediamenti, luoghi di culto e aree destinate alle sepolture erano strettamente collegati tra loro.

Le Tombe dei Giganti comparvero in Sardegna intorno al 1800 a.C. come evoluzione dei più antichi dolmen e rappresentano una delle più importanti espressioni dell’architettura funeraria nuragica. Destinate alle sepolture collettive, si distinguono per l’ampia camera funeraria e per la caratteristica esedra semicircolare, spazio nel quale si svolgevano riti e cerimonie dedicate al culto degli antenati.

La nuova scoperta di Bortigali offre quindi un’opportunità preziosa per approfondire la conoscenza di queste monumentali costruzioni e della società nuragica, contribuendo a valorizzare uno dei patrimoni archeologici più affascinanti della Sardegna e dell’intero Mediterraneo.