Luxor sorprende ancora, un nuovo capitolo della storia riaffiora dalla sabbia dopo 3.000 anni

Tra le sabbie della necropoli tebana emerge la sepoltura di Paser: un ritrovamento che conferma come Luxor abbia ancora molti segreti da svelare

Foto di Francesca Pasini

Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

Pubblicato:

Un nuovo capitolo della storia millenaria di Luxor si sta scrivendo proprio in questi giorni. Qui, dove i templi monumentali si alternano a necropoli millenarie e ogni stagione di scavi restituisce testimonianze dell’antico Egitto, il passato continua a riaffiorare dalla sabbia.

L’ultima scoperta arriva dalla riva occidentale del Nilo, nella celebre necropoli tebana, dove una missione archeologica dell’Università di Leiden, nei Paesi Bassi, ha riportato alla luce una tomba decorata rimasta nascosta per oltre tremila anni. Una scoperta che conferma ancora una volta come Luxor, considerata uno dei più grandi musei a cielo aperto del mondo (e tra le destinazioni più attese per osservare la grande eclissi solare totale del 2027), custodisca ancora tesori capaci di riscrivere la storia.

La tomba di Paser scoperta nella necropoli di Luxor

Secondo quanto annunciato dal ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, la tomba è stata individuata nella parte bassa del sito archeologico di Sheikh Abd el-Qurna, sulla riva occidentale di Luxor, poco a est della celebre tomba tebana TT45 e all’interno della vasta necropoli che da secoli custodisce le sepolture di nobili, funzionari e sacerdoti dell’antica Tebe.

Le iscrizioni ancora ben leggibili hanno permesso di identificare il proprietario della sepoltura: si tratta di un uomo chiamato Paser. Nonostante parte degli affreschi sia ancora coperta da un sottile strato di polvere, le decorazioni straordinariamente ben conservate mostrano scene in cui Paser è raffigurato mentre rende omaggio alle divinità all’interno di santuari. In altre compare insieme alla moglie davanti a una tavola delle offerte, secondo l’iconografia tipica delle tombe private del Nuovo Regno.

Dal punto di vista architettonico, la sepoltura segue uno schema caratteristico delle tombe private di Tebe: un cortile esterno conduce a una cappella scavata nella roccia con pianta a T rovesciata, dalla quale si accede alle camere funerarie sotterranee. Tra gli elementi meglio conservati spiccano una panca in mattoni crudi con una nicchia destinata probabilmente a ospitare una stele funeraria e una scalinata d’accesso affiancata da rampe inclinate.

Perché Luxor continua a sorprendere il mondo

Questa nuova scoperta conferma ancora una volta come Luxor sia un sito archeologico in continua evoluzione (e nel 2027 diventerà anche una delle mete più ambite al mondo per assistere all’eclissi solare più spettacolare del secolo). L’antica Tebe continua infatti a restituire reperti e monumenti che arricchiscono la conoscenza di una civiltà tra le più straordinarie della storia.

Il Nuovo Regno, compreso tra il 1550 e il 1070 a.C. circa, rappresentò uno dei momenti di massimo splendore dell’Egitto dei faraoni. Fu in questo periodo che vennero costruiti alcuni dei templi più imponenti del Paese e che la necropoli tebana divenne il luogo di sepoltura privilegiato per dignitari, sacerdoti e alti funzionari legati alla corte.

La fase finale di quest’epoca è nota come periodo ramesside, dal nome dei faraoni Ramses che governarono tra la XIX e la XX dinastia, tra cui il celebre Ramses II. È proprio a questo momento storico che gli studiosi attribuiscono, almeno in via preliminare, la tomba appena scoperta.

Guidato dalla dottoressa Carina van den Hoven dell’Università di Leiden, il team continuerà nei prossimi mesi con gli scavi, la documentazione digitale e gli interventi di conservazione. L’obiettivo è identificare eventuali altri individui sepolti nel complesso funerario, ricostruire la biografia di Paser e preservare le preziose decorazioni dipinte che, dopo oltre tre millenni, stanno tornando lentamente alla luce.