Carnevale 2026 nei borghi italiani: riti, maschere e tradizioni

Carnevali dei borghi italiani 2026: tra riti ancestrali e maschere tipiche, i falò e le sfilate storiche svelano l’anima autentica e magica dei territori

Foto di Flavia Cantini

Flavia Cantini

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Content Writer specializzata nel Travel. Per lei il successo è fare da grandi ciò che si sognava da bambini e se, scrivendo, riesce ad emozionare, ha raggiunto il suo obiettivo.

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Quando il Carnevale approda nei borghi italiani, ritrova un ritmo più lento e identitario, un linguaggio collettivo ricco di simboli, riti e gesti che si tramandano di generazione in generazione: le maschere diventano memoria vivente, i carri allegorici strumenti di racconto popolare, i falò e i roghi momenti di passaggio che segnano il confine tra l’inverno e la rinascita primaverile.

Scopriamo alcune delle manifestazioni più affascinanti che vale la pena vivere in prima persona nel 2026.

Il Carnevale di Varallo

A Varallo, in provincia di Vercelli, il Carnevale va dall’Epifania al Mercoledì delle Ceneri. Si tratta di una delle tradizioni più antiche e sentite del borgo, considerato la piccola “capitale” della Valsesia e conosciuto a livello internazionale per il Sacro Monte, complesso monumentale che veglia dall’alto.

Il Carnevale varallese prende ufficialmente avvio il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, con la sfilata della Veggia Pasquetta: da quel momento e fino alla fine della festa, Varallo è simbolicamente governato dalla maschera di Marcantonio Carlavèe e dalla sua consorte Cecca che, affiancati dal Gruppo Mascherato e dal Comitato Carnevale, animano il paese con feste, balli e cene, pensate per coinvolgere adulti e bambini e per portare momenti di spensieratezza e solidarietà, con particolare attenzione alle fasce più fragili.

Il Carnevale si conclude il Mercoledì delle Ceneri con il Processo a Marcantonio, seguito dal rogo finale.

Il Carnevale di Sauris

A Sauris, piccolo borgo alpino del Friuli-Venezia Giulia, il Carnevale si inserisce in un contesto naturale di grande suggestione, tra piste innevate e boschi silenziosi. La festa prende avvio con il Carnevale dei bambini, che vede un corteo mascherato partire dalla Scuola Primaria e snodarsi lungo la pista di sci a Sauris di Sotto e per le vie del paese, per poi concludersi con un momento di festa, musica e merenda condivisa.

Il momento più evocativo si svolge nel tardo pomeriggio del 14 febbraio 2026, quando le maschere si ritrovano in piazza a Sauris di Sopra e vengono presentate al pubblico prima dell’inizio della camminata notturna nel bosco, guidata dalle figure tradizionali del Rölar e del Kheirar. Il corteo avanza al lume delle lanterne, accompagnato dalla musica, con una sosta attorno al falò in località Hinterseike per condividere brulè e tè caldo. La serata si conclude a Sauris di Sotto, presso il Nuovo Kursaal, con degustazioni di prodotti tipici, musica e balli che proseguono fino a tarda sera.

Il Carnevale del Castlein

A Castelnovo di Sotto il Carnevale del Castlein affonda le radici nel XVI secolo, con origini documentate già nel 1562: è il più antico della provincia di Reggio Emilia, e nel corso dei secoli ha saputo rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia.

Negli anni Novanta, nel percorso di recupero delle tradizioni locali, è stata definita la maschera del Castlein, figura che incarna l’abitante del castello, ovvero delle case del borgo all’interno delle mura. Vestito da contadino e caratterizzato da una parlata dialettale, è diventato il simbolo della festa.

Il Carnevale si svolge ogni domenica dal 1 al 22 febbraio 2026 e propone un fitto programma che comprende sfilate di carri giganti, concorsi per mascherine e la presenza di gruppi mascherati. Artisti di strada, clowns, giocolieri, scultori di palloncini, truccabimbi e giochi gonfiabili danno vita a un clima di spensieratezza diffusa.

Il Carnevale di Offida

Il Carnevale di Offida (Ascoli Piceno) segue un calendario scandito dalla tradizione e si svolge ogni anno dal 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, fino al Mercoledì delle Ceneri.

Due settimane prima del Carnevale si celebra la Domenica degli Amici, seguita, una settimana dopo, dalla Domenica dei Parenti. Nel corso delle settimane si susseguono i veglionissimi al Teatro Serpente Aureo, la mascherata dei bambini del Giovedì Grasso e il Venerdì Truccagnone.

La maschera simbolo di Offida è il guazzerò, indossato da una folla compatta che riempie le strade del paese. Tra gli eventi più emblematici spicca Lu Bov Fint, che si svolge il Martedì Grasso: un bove costruito su un’intelaiatura di legno e ferro, ricoperto da un panno bianco, viene portato a spalla da alcuni uomini e fatto circolare per il borgo fino alla piazza, dove una folla urlante lo rincorre e inscena una finta uccisione, in una sorta di corrida simbolica. La giornata si conclude con la processione dei Vlurd, lunghi fasci di canne infuocati che vengono gettati in piazza per il falò finale, rito di passaggio che apre la Quaresima.

Un ruolo centrale è svolto dalle Congreghe, gruppi mascherati che, accompagnati dalle loro fanfare, mettono in scena piccole farse propiziatorie legate ai temi della fertilità e della virilità.

Nel 2026 gli eventi principali si svolgono Domenica 1 febbraio, Sabato 7 febbraio, Domenica 8 febbraio, Giovedì 12 febbraio, Venerdì 13 febbraio e Sabato 14 febbraio, mentre il culmine della festa è previsto per Domenica 15 febbraio, Lunedì 16 febbraio con la veglia e Martedì 17 febbraio con Lu Bov Fint e il rogo finale.

Il Carnevale di Limatola

Nel Sannio beneventano, Limatola si prepara a celebrare la 32esima edizione del suo Carnevale che nasce dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Domenico Parisi, e svariate realtà associative del territorio, tra cui “A battuglia nov”, il Gruppo Carristi, il Gruppo Carro gastronomico e la Protezione civile, in un lavoro corale che coinvolge l’intera comunità.

Il Carnevale di Limatola 2026 si sviluppa su tre giornate (Domenica 8 febbraio, Domenica 15 febbraio e Martedì 17 febbraio), durante le quali i protagonisti sono i carri allegorici, frutto di un lungo lavoro artigianale e creativo, affiancati dal ritmo incalzante dei bottari e da una ricca proposta di spettacoli di strada. Tra questi trovano spazio la quadriglia e il tradizionale laccio d’amore, elementi che restituiscono al Carnevale una dimensione rituale e simbolica, oltre che ludica.

A fare da cornice alla festa, musica e gastronomia contribuiscono a creare un’atmosfera conviviale che negli anni ha richiamato un pubblico sempre più numeroso.

Il Carnevale di Satriano di Lucania

Il Carnevale di Satriano di Lucania è considerato uno dei più suggestivi e misteriosi della Basilicata, proprio per la fedeltà a riti antichi legati al mondo agreste: si svolge il sabato e la domenica precedenti il Martedì Grasso e nel 2026 è in programma nelle giornate del 14 e 15 febbraio.

L’unicità di questo Carnevale risiede nella presenza di maschere arboree e ancestrali, tra le ultime sopravvissute nella loro forma originaria. Le vie del borgo diventano lo scenario della cosiddetta “foresta che cammina”, popolata da figure come Rumita, Urs e Quaresima. Il Rumita, in particolare, è una maschera davvero simbolica: un uomo-albero che, l’ultima domenica prima del Martedì Grasso, percorre il paese strusciando il suo bastone sulle porte delle case. Chi riceve la sua visita lo accoglie con un dono, riconoscendo il valore di buon auspicio del gesto.

Nel corso del Novecento, il Rumita ha assunto nuovi significati, diventando simbolo dell’emigrazione e del desiderio di ritorno alla terra d’origine. Negli ultimi anni, invece, la sua figura è stata riletta come portavoce di valori ecologici e naturalistici.

Il Carnevale di Bagolino

Incastonato tra le montagne bresciane, il borgo di Bagolino, recente ingresso nella lista dei Borghi più belli d’Italia, custodisce il Carnevale Bagosso, un tesoro etnografico rimasto pressoché intatto dal XVI secolo. I protagonisti sono i Bälärì, eleganti ballerini dai cappelli adorni di nastri e ori, che danzano al suono dei violini dei Sonädùr. A fare da contraltare a tanta grazia intervengono i Màscär, figure grottesche che incarnano l’anima contadina e lo spirito sfrontato della festa.

Questa celebrazione, che si svolgerà dal 15 al 17 febbraio 2026, è la sintesi perfetta tra sacro e profano e sfida i secoli al ritmo degli zoccoli chiodati, parte integrante dei costumi Ceviòl e Guenel.

Carnevale di Bagolino
Ufficio Stampa
Le maschere tipiche del Carnevale di Bagolino

Il Carnevale di Bosa

Il Carnevale di Bosa è uno dei più particolari d’Italia. Inizia con Gioggia Laldagiolu, dove maschere dal volto fuligginoso percorrono il borgo scambiando canti in rima con vino e cibo. Con il Giovedì Grasso, l’ironia dei carri allegorici e la regata mascherata sul fiume Temo trasformano il paesaggio delle antiche concerie in un teatro a cielo aperto.

Il climax giunge il Martedì Grasso con S’Attìttidu: figure vestite a lutto, le attittadòras, piangono grottescamente la morte di Giolzi, il Re Carnevale, coinvolgendo i passanti in un parossismo di satira e dolore simulato. Al calar del sole, il nero del lutto muta nel bianco delle lenzuola: centinaia di lanterne cercano Giolzi nell’oscurità, finché il rogo finale del fantoccio purifica il borgo, segnando il confine tra il caos festivo e il rinnovamento.

Il Carnevale di Ronciglione

Nel cuore della Tuscia viterbese, il Carnevale di Ronciglione trasforma dall’1 al 17 febbraio 2026 lo splendido borgo laziale in un vibrante palcoscenico seicentesco. Questa celebrazione, tra le più antiche e travolgenti della regione, fonde sapientemente maestria artigianale e spirito goliardico. Il cuore pulsante dell’evento è la sfilata dei carri allegorici, opere di raffinata satira e fantasia, accompagnate dal celebre “lancio delle caramelle” che inonda le vie di dolcezza e colori.

Protagonista indiscusso è Nasorosso, maschera iconica che incarna l’anima popolare e irriverente del territorio, affiancato dall’elegante corte del Re Carnevale. Tra balli storici e scenette teatrali, il borgo vive una parentesi di pura euforia che culmina nel suggestivo rito del “funerale di Re Carnevale”.

Il Carnevale di Étroubles

Lungo l’antica via del Gran San Bernardo, il borgo alpino di Étroubles mette in scena il Carnevale della Coumba-Frèida, uno dei riti più enigmatici e visivamente spettacolari della Valle d’Aosta. Il 12 e 13 febbraio 2026, il silenzio della montagna verrà interrotto dal tintinnio dei campanelli delle landzette, le iconiche maschere ispirate, con un tocco di dissacrante ironia, alle uniformi delle truppe napoleoniche. Questi personaggi, avvolti in costumi di velluto impreziositi da specchi e nastri colorati, simboleggiano il ritorno della primavera e la cacciata degli spiriti invernali.

Il corteo, o benda, attraversa il borgo e le frazioni in un rito di ospitalità diffusa: le landzette entrano nelle case per ballare e banchettare, mantenendo rigorosamente celata la propria identità dietro maschere di legno o plastica.

Il Carnevale di Novara di Sicilia

Nel cuore dei monti Peloritani, il borgo di Novara di Sicilia celebra un Carnevale unico, dove il divertimento si fonde con la competizione ancestrale del Gioco del Maiorchino. Dal 12 al 17 febbraio 2026, il paese vive una metamorfosi: il teatro comunale rimuove le poltrone per trasformarsi in un’elegante sala da ballo, dove le famiglie si ritrovano nei palchetti per assistere a serate danzanti che culminano nella trascinante contradanza. A mezzanotte, il ritmo si ferma per lo schiticchiu, una sosta conviviale dedicata ai sapori locali come i ravijò e l’immancabile formaggio maiorchino.

Proprio quest’ultimo è il protagonista del celebre torneo, riconosciuto dall’UNESCO, in cui forme di pecorino stagionato vengono lanciate con maestria lungo i vicoli del borgo.

Il Carnevale di Santa Fiora

Il 14 febbraio 2026, nel cuore del Monte Amiata, la frazione di Marroneto a Santa Fiora, mette in scena il Carnevale Morto, una rappresentazione teatrale collettiva che rifugge lo sfarzo per abbracciare l’ironia arcaica. In questo rito di passaggio, il Carnevale non è un concetto astratto, ma un giovane spensierato che, tra canti e balli della Compagnia dei Gobbi, improvvisamente soccombe. Il borgo si trasforma in un palcoscenico goliardico dove la morte del protagonista viene celebrata con un’estrema unzione parodistica e la lettura di un testamento satirico, capace di sferzare con arguzia la vita sociale della comunità.

L’apice del pathos ironico si raggiunge con la processione funebre del fantoccio, adagiato in una bara e scortato dai lamenti grotteschi dei figuranti per il rogo finale in piazza Padella.

Carnevale di Santa Fiora
Ufficio Stampa
Teatranti al Carnevale di Santa Fiora

Il Carnevale di Moneglia

Infine, il 21 febbraio 2026, il borgo ligure di Moneglia celebra un connubio perfetto tra l’azzurro del mare invernale e la vivacità del folklore locale con il suo atteso Carnevale della Zucca. La giornata sfida le temperature rigide fin dal mattino con il “Cimento della Zucca”: un tuffo collettivo nelle acque del golfo che unisce coraggio e goliardia, premiato dal calore della polenta e del vino offerti dagli Alpini e dai Marinai.

Giunto alla sua XXXI edizione, il Carnevale trasforma il centro storico in un fiume di maschere e carri allegorici che si snoda tra i caruggi.