Weekend a Bari vecchia: il fascino di fortezze e palazzi nobiliari

Cosa vedere a Bari vecchia: due giorni lungo i vicoli del centro storico, su cui affacciano sontuosi edifici e imponenti castelli che ne raccontano la storia

Fortezze e palazzi nobiliari: lungo i vicoli stretti di Bari vecchia, tra profumi e scorci di inaudita bellezza, si possono scoprire gli antichi edifici storici, che fanno da contraltare alla città sotterranea. Sontuosi palazzi e imponenti castelli che raccontano la storia e l’anima di Bari. Quella delle famiglie che hanno fatto grande le città fin dall’epoca delle crociate. In questa guida indicheremo alcuni dei palazzi più interessanti da visitare durante un soggiorno di due giorni a Bari, nella città vecchia.

L’edificio più bello, forse il simbolo di tutta la città, è il castello normanno svevo, la fortezza di Bari vecchia. Testimonianze archeologiche fanno risalire la prima fase di costruzione al periodo romano, o più probabilmente bizantino, ma la fortificazione vera e propria risale al 1132, realizzata dal re normanno Ruggero II. Distrutta da Guglielmo il Malo, fu poi ricostruita nel 1233 dall’imperatore Federico II e subì numerose trasformazioni fino al XVI secolo.

Oggi il castello si presenta circondato da un fossato lungo i 3 lati; oltre il fossato c’è la cinta aragonese munita di bastioni angolari. Al castello si accede dal lato meridionale, entrando nel cortile tra i baluardi cinquecenteschi e il mastio svevo. La nuova illuminazione realizzata recentemente consente di distinguere i bastioni dal castello vero e proprio. L’altro castello militare di Bari vecchia è il fortino di Sant’Antonio Abate eretto nel XIV secolo demolito dai baresi nel 1463 e poi ricostruito nel XVI secolo.

Tanti gli esempi di pregio architettonico, anche negli edifici civili, che rendono il centro storico di Bari un’affascinate “vecchia” città nella città. Tra tutti spicca il palazzo Arcivescovile e del Seminario, uno splendido edificio barocco sede sia dell’arcivescovado che del seminario, realizzato in un’ala del palazzo arcivescovile al lato della cattedrale di San Sabino. L’attuale aspetto barocco del palazzo è opera di Muzio Geta. Visibili lo scalone interno, la facciata a tre piani e la balaustra della terrazza e i busti che decorano la struttura. Nel cortile interno c’è la colonna di San Sabino. All’interno, visitate il museo diocesano.

Proseguite la visita di Bari vecchia ammirando lunga teoria di edifici nobiliari, quasi tutti settecenteschi. In piazza Rainaldo e Bisanzio c’è palazzo Efrem (oggi sede dell’Istituto di Teologia ecumenico patristica “San Nicola”). Appartenuto alla nobile Famiglia degli Efrem (che finanziò il ciborio di Alfano da Termoli in Cattedrale), fu costruito nel 1797 e ospitò un sontuoso ricevimento in onore di Gioacchino Murat. Rivolgete l’attenzione al bellissimo atrio con le pareti color crema e al grande scalone. Al primo piano c’è la statua di un uomo che tramite una finestra rivolge lo sguardo alla città.

In via Filioli attraversato l’arco delle meraviglie, si arriva a palazzo Zeuli, edificio superstite del rinascimento barese, oggi trasformato in bed & breakfast. Il palazzo è del 1598 e fu realizzato a Bari vecchia dalla nobile famiglia dei Fanelli e poi ceduto agli Zeuli. È decorato da una romantica balconata ricca di balaustre in pietra. Il simbolo del palazzo è il portone che ricorda l’episodio del Settecento quando, dopo una diatriba con i baresi, la famiglia Zauli murò l’arco obbligando i passanti chiedere loro il permesso per il transito. Il re di Napoli ordinò l’apertura del varco nel 1790 che però restò chiuso al passaggio di militari e carri funebri.

A fianco di palazzo Zauli c’è palazzo Calò-Carducci (di proprietà dell’omonima famiglia nobiliare), una delle poche testimonianze dell’architettura cinquecentesca barese, con sontuose arcate e un’elegante terrazza. Poco distante, in via Palazzo di Città si trova palazzo Zizzi, dimora di Onorato Zizzi, medico di corte di Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari. Zizzi, incarcerato, fu liberato per curare la regina da una terribile malattia. È un edificio di tre piani che conserva l’impianto dell’originario medievale.

L’itinerario tra i vicoli di Bari vecchia prosegue fino a raggiungere un altro edificio del XVI secolo, palazzo Tanzi, dall’omonima famiglia arrivati a Bari dal nord Italia con la duchessa Isabella d’Aragona nel 1500. Sulle decorazioni, ammirate le iniziali della famiglia e lo stemma nobiliare che si trovano nell’atrio. All’interno del palazzo, gli ultimi discendenti della famiglia Tanzi abitano in una casa con il salone ottocentesco intatto e con i ritratti degli avi alle pareti. La via dei palazzi nobiliari si chiude con palazzo D’Amelj risalente al 1700. Sulla facciata una delle 240 edicole votive presenti in città. In origine era un monastero, come dimostra la cappella barocca della Madonna del Rosario chiusa al primo piano.

In via Francigena domina palazzo Verrone, nato come torre medievale e modificato nel XVIII secolo, oggi è un connubio di epoche diverse: portone settecentesco finestre rinascimentali e facciata medievale. In vico de Gironda si trova palazzo Simi (XVII secolo) appartenuto ai Simi De Burges, famiglia nobiliare di Lucca.

In via dei Dottula potrete invece ammirare palazzo Bianchi-Dottula, edificio barocco (XVII-XVIII secolo) che deve il suo nome all’unione di due famiglie. I Dottula arrivano a Bari nel 672 e finanziarono l’arrivo in città delle reliquie di San Nicola, ora custodite nella chiesa omonima. Nel palazzo si trova la cappella di san Martino del IX secolo, di cui si può ammirare il portale settecentesco. Infine, in largo Albicocca c’è il bellissimo palazzo Macario, della famiglia Macario di Noicattaro; all’interno presenta i tipici tratti settecenteschi di molti palazzi di Bari vecchia impreziositi da ricche decorazioni.

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