5 cose da fare per respirare l’autenticità delle Cinque Terre

I 5 borghi della riviera ligure orientali sono uno più bello dell'altro e offrono ai turisti paesaggi mozzafiato e interessanti attrazioni

Un tempo erano dei semplici villaggi di pescatori, con le case abbarbicate sui costoni rocciosi e centinaia di barchette colorate che facevano la guardia a riva. Oggi sono delle gettonatissime località turistiche, meglio note come Cinque Terre, che sono per ovvie ragioni patrimonio dell’Unesco. I cinque magnifici borghi di cui parliamo si trovano lungo la riviera ligure orientale, in un territorio che sorprende sia per via delle sue notevoli caratteristiche morfologiche sia per il modo in cui uomo e natura riescano a convivere armoniosamente.

Si tratta certamente di un territorio da esplorare da cima a fondo, ma 5 delle tante cose da fare alle Cinque Terre meritano di essere considerate prioritarie. Quali? Scopriamolo insieme.

Scoprire Riomaggiore

Riomaggiore è il borgo più a Sud delle Cinque Terre. Il centro storico è idealmente diviso in due parti a sé stanti che si sviluppano su altrettante vallate, a loro volta separate dalla costa di Campiòne. I primi insediamenti risalgono all’VIII secolo, mentre la zona relativamente più recente è stata edificata poco meno di un centinaio di anni dopo. Il villaggio in sé è un incanto, ma la cornice in cui sorge non è da meno: alle spalle c’è il monte Verugola, custode di un paesaggio incredibilmente bello.

In cima al centro abitato c’è poi il castello di Riomaggiore. All’interno non c’è più nulla, ma anche solo la struttura in sé, caratterizzata da due torri circolari, merita di essere ammirata. I vicoli stretti stretti e le deliziose casine a strapiombo sul mare completano la conformazione di questo splendido borgo, che non può non essere annoverato tra le meraviglie più importanti delle Cinque Terre.

Visitare Vernazza

Se volessimo usare un aggettivo per qualificare il borgo di Vernazza, non potremmo che scegliere “colorato”. Sì, perché questo villaggio di pescatori deve la sua atmosfera fiabesca ad un mix di tinte, accese e pastello in egual misura, tale da rendere il paesaggio una gioia per gli occhi e per il cuore. Questa località delle Cinque Terre sorge in cima ad un promontorio ed è famosa, tra le altre cose, per il Castello dei Doria.

Vernazza ha tanti volti, ma la sua essenza più vera ed autentica la si può cogliere in riva al mare, nella zona che ospita il porticciolo. Uno di quei luoghi da cartolina, belli da togliere il fiato perché rimasti immuni allo scorrere del tempo. Splendida, ancora, la chiesa di Santa Margherita d’Antiochia, attorno alla quale ruota una leggenda che gli abitanti del posto, che ne sono legittimamente orgogliosi, saranno ben lieti di raccontarvi.

Andare a Manarola

Anche le abitazioni di Manarola, come quelle di Vernazza, sono variopinte e mettono allegria solo a guardarle. Manarola è però ancor più vivace, se si considera che il suo corso principale, che si chiama via di Mezzo, brulica di gente che fa le vasche da su a giù godendosi il fantastico clima della Liguria. Soprattutto in estate, quando le Cinque Terre si risvegliano dal torpore invernale e si trasformano in località a misura di vip.

Vale la pena far tappa, sulla sommità del centro abitato di Manarola, in quella che è la piazza principale del borgo. Le fanno da perimetro diversi edifici religiosi ed una curiosa piramide di cemento che lascia spesso interdetti i turisti non indottrinati su ciò che essa rappresenta: si tratta di un segnale trigonometrico per i naviganti.

Mangiare le trofie al pesto

Alle Cinque Terre l’aria sa di salsedine e di basilico. Sì, perché la profumatissima erba aromatica, capace di insaporire qualunque pietanza, è l’ingrediente principale di quello che è il piatto più iconico della Liguria: le trofie al pesto. E nonostante nei borghi della riviera sia il pesce, naturalmente, il protagonista indiscusso, anche questo primo piatto è gettonatissimo da chi si reca in visita a Riomaggiore, Manarola, Vernazza, Corniglia e Monterosso.

In particolar modo se le trofie sono fatte a mano, come una volta, e il pesto preparato come imposto dalle tradizione gastronomica ligure. Insomma, non si può proprio andar via dalle Cinque Terre senza aver prima assaggiato un piatto di ottime trofie al pesto, una pietanza che racchiude in sé tutta la veracità e la genuinità di una regione che in fatto di cucina la sa veramente lunga.

Passeggiare per Corniglia

Di Corniglia resta a tutti i turisti un ricordo indelebile. Vuoi perché si affaccia su paesaggi di rara bellezza, vuoi perché il suo centro abitato è un autentico bijoux, è davvero uno di quei luoghi che ti restano nel cuore e sono impossibili da dimenticare. Non spaventa il fatto che tra le Cinque Terre sia quella più inaccessibile, anzi. Soprattutto perché, e chi c’è stato lo sa, regala così tante emozioni che val bene sudare le proverbiali sette camicie per raggiungerla.

Passeggiare per i pittoreschi vicoletti di Corniglia è un’esperienza da non perdere: il mare che gioca a nascondino tra una casa e l’altra è semplicemente incantevole, ma è dal belvedere del borgo che si gode della vista più bella. Lassù, in cima a questo villaggio, c’è una fontanella d’acqua fresca sempre pronta a rifocillare chiunque sia stato così temerario da arrampicarsi fin sulla sommità e respirare, tutto d’un fiato, la magica atmosfere delle Cinque Terre.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

5 cose da fare per respirare l’autenticità delle Cinque Terre