Sentosa è un’isola artificiale, ma anche un vero paradiso di divertimenti tematici e foreste rigogliose

Un territorio separato dal traffico e dal vetro dei grattacieli, nato quale presidio militare e trasformato in laboratorio del tempo libero circondato da spiagge paradisiache

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Prima rifugio di corsari spietati, poi campo di prigionia, mentre oggi è un’isola paradisiaca ricca di divertimenti e foreste rigogliose. Questa è la storia in breve di Sentosa, uno “scoglio” di fronte alla costa meridionale di Singapore.

Con poco più di 5 chilometri quadrati collegati alla terraferma da ponti, monorotaia e cabinovie, fino agli anni 70′ si chiamava Pulau Blakang Mati, toponimo malese dal significato inquieto (per la precisone, isola della morte alle spalle). L’attuale nome, scelto nel 1972, richiama invece un’idea di pace e serenità, un cambio che, volente o nolente, ha segnato anche una vera e propria trasformazione del suo destino.

Un tempo, infatti, qui c’erano cannoni e batterie costiere per difendere il porto coloniale. Al posto delle armi, adesso emergono hotel di design, parchi tematici, sentieri nella foresta secondaria e club affacciati sul Mar Cinese Meridionale. Un contrasto vivente, poiché da un lato è evidente la memoria della Seconda Guerra Mondiale, con tunnel scavati nella collina e depositi di munizioni ancora visitabili. Dall’altro si scopre una regia turistica che ha reso questo lembo di terra un gigantesco esperimento di intrattenimento tropicale.

Cosa vedere e fare a Sentosa oltre le spiagge

Occorre essere onesti: Sentosa è una di quelle isole di Singapore che, in parte, risulta artificiale (il mare limpido però, è del tutto vero). Quasi ogni metro quadrato di questa superficie è frutto di un’operazione di chirurgia geografica senza precedenti: vi sono stati attuati colossali interventi di riporto che hanno più o meno raddoppiato l’estensione originaria, trasformando una scogliera fangosa in un’opera di design territoriale in cui la sabbia d’importazione e il cemento armato dettano le regole. Sentosa è quindi un archivio a cielo aperto di come la Città del Leone abbia scelto di reinventare i propri spazi strategici.

Fort Siloso

Situato sull’estremità occidentale dell’isola, questo complesso rappresenta l‘unico forte costiero restaurato della nazione. La sua architettura militare rivela l’ossessione per la difesa marittima del XX secolo, con tunnel sotterranei che odorano di umidità e polvere da sparo.

Le casematte ospitano ancora i cannoni originali puntati verso il mare, testimoni silenziosi del fallimento difensivo durante l’invasione giapponese del 1942.

Universal Studios Singapore

Un incredibile parco tematico che si rivela un concentrato di cinema americano reinterpretato in chiave asiatica. Le aree scenografiche riproducono strade di New York, templi egizi e villaggi di Shrek. Non mancano montagne russe adrenalinche, come Battlestar Galactica, che sfrecciano sopra le teste dei visitatori, e la Revenge of the Mummy, che corre al buio tra statue dorate e fiamme improvvise.

Singapore Oceanarium

È la casa di oltre 100.000 esemplari marini, che nuotano dentro vasche gigantesche alte diversi metri in cui viene simulato l’habitat dell’Oceano Indiano e del Pacifico. La vasca centrale, l’Open Ocean Habitat, è un muro liquido che annulla la percezione della barriera fisica.

Il dettaglio architettonico rilevante è il sistema di filtrazione invisibile che ricrea correnti oceaniche perfette, un miracolo di idraulica che garantisce la sopravvivenza di specie delicatissime.

Sky Helix Sentosa

Un’incredibile struttura a spirale che, manco a dirlo, rappresenta un capolavoro di ingegneria verticale. Si tratta di una giostra panoramica all’aperto che solleva i visitatori a 79 metri sopra il livello del mare.

Ci vuole un po’ di coraggio, ma se lo si trova si ha l’occasione di posare lo sguardo sui tetti del porto di Keppel, così come sulle isole indonesiane dell’arcipelago di Riau.

Singapore Cable Car

C’è anche un’affascinante cabinovia che collega Mount Faber, HarbourFront e Sentosa. Le cabine attraversano il porto sopra container e navi cargo, testimonianza del ruolo commerciale di Singapore. Dal finestrino si distinguono i moli industriali, le petroliere in attesa e il profilo compatto dell’isola.

Wings of Time

Spettacolo serale sulla spiaggia di Siloso che consiste in un pullulare di getti d’acqua, laser e fuochi artificiali proiettati contro il buio del mare.

Le spiagge più belle di Sentosa

È vero, le coste di Sentosa (o comunque gran parte) sono state create dall’uomo con sabbie bianche importate (ma naturali) e acque calme protette da barriere, ma nonostante questo la bellezza e il relax sono comunque certi.

  • Siloso Beach: è la a zona più dinamica, ricca di installazioni luminose e campi da pallavolo. Qui il design urbano si fonde con la queite, creando una promenade costellata di bar dal gusto internazionale.
  • Palawan Beach: celebre per il ponte sospeso su corde che conduce a un isolotto considerato il punto più meridionale dell’Asia continentale (sì, oscilla leggermente sotto il peso dei passanti aggiungendo un pizzico di adrenalina), vanta acque che risultano calme grazie a barriere frangiflutti.
  • Tanjong Beach: l’angolo più appartato, scelto da chi desidera un isolamento parziale dal trambusto. La vegetazione in zona si fa più fitta e l’illuminazione serale è ridotta al minimo per permettere di osservare le luci delle navi cisterna che brillano come costellazioni artificiali sul mare scuro.
Le spiagge di Sentosa
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Gli incredibili colori di Sentosa a Tanjong Beach

Come arrivare e quando andare

Arrivare a Sentosa (dopo il volo per Singapore, chiaramente) è un gioco da ragazzi: dista circa mezzo chilometro dalla terraferma. Dal centro commerciale VivoCity parte la Sentosa Express, monorotaia sopraelevata che raggiunge Resorts World, Imbiah e Beach Station in pochi minuti. In alternativa si può attraversare il Sentosa Boardwalk, passerella coperta con tapis roulant e vista sul porto. L’opzione più scenografica resta la cabinovia della Singapore Cable Car, con partenza da Mount Faber.

Per quanto riguarda il clima, qui segue il regime equatoriale. Ciò vuol dire che le temperature medie che si registrano sono intorno ai 30 gradi tutto l’anno, anche se non mancano umidità elevata e rovesci improvvisi (soprattutto tra novembre e gennaio, ovvero durante il monsone di nord-est). I giorni feriali risultano più gestibili. Nei fine settimana, invece, l’isola si riempie di famiglie locali e turisti regionali.

Sentosa non chiede di essere capita, chiede di essere vissuta con consapevolezza. Sotto le luci delle attrazioni resta un passato di fortificazioni e battaglie. Tra i palmeti spuntano passerelle d’acciaio e hotel firmati da archistar. È un frammento di Singapore che ha scelto di cambiare pelle, mostrando senza pudore la propria natura artificiale. E forse proprio in questa sincerità sta il suo fascino.