Alla scoperta dell’Isola di Embiez, tra profumo di sale e vigne selvagge del Mediterraneo

Nessuna auto, un porto costruito negli anni Sessanta e un'idea precisa di vita gentile affacciata sul blu: è la meravigliosa Isola di Embiez

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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A non troppa distanza dall’Italia, per la precisione di fronte alla costa del dipartimento del Var, in Francia, si distende un arcipelago piccolino, ma che in molti ignorano finché qualcuno sussurra un nome preciso: quello dell’Isola di Embiez. La più ampia di queste terre è separata da 10 minuti di barca dal continente, eppure sembra un universo che segue un ritmo differente.

Soprannominata dai locali “L’Isola dei Fiori” per la sua straordinaria biodiversità botanica, resta legata alla famiglia del celebre industriale che inventò il pastis (Paul Ricard), ma nonostante questo è comunque aperta al pubblico durante tutto l’anno. Anche se, e occorre essere sinceri, ci sono delle regole precise per accedervi: le auto restano fuori scena, perché ci si sposta a piedi, in bicicletta o con un piccolo trenino bianco e rosso che attraversa pinete e belvedere.

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