Raggiolo, delizioso borgo del Casentino immerso nel verde

Nascosto tra rigogliose foreste, il borgo di Raggiolo è una perla del Casentino dove il tempo sembra essersi fermato

La natura incontaminata che si stende alle pendici del monte Pratomagno, nella cornice dei più dolci rilievi delle colline toscane, è il paesaggio splendido nel quale si incastona il piccolo borgo di Raggiolo, incantevole gioiello del Casentino. È un luogo ricco di storia e di tradizioni, permeato ancora da un’atmosfera d’altri tempi.

Siamo nel cuore della provincia di Arezzo, terra di bellezze naturali e piccoli borghi le cui radici affondano in un passato lontanissimo. È proprio il caso di Raggiolo, di cui si trovano testimonianze risalenti addirittura al VII secolo: in quel periodo, i Longobardi si insediarono tra le colline dell’aretino, dando vita ad un piccolo nucleo abitato in una zona strategica dal punto di vista difensivo. Nei secoli successivi, l’insediamento divenne un vero e proprio castello che passò di mano in mano fin quando, nel ‘400, venne definitivamente distrutto per ordine del Duca di Milano. Del castello di Raggiolo non resta più nulla, ma è dalle sue ceneri che nacque un nuovo centro abitato, fiorito poi nel corso dei secoli.

Stradine perfettamente lastricate (percorribili solo a piedi) si dipanano nel cuore di questo piccolo borgo incantevole, caratterizzato da casette in pietra e antichi edifici dalla bellezza incredibile. Ne è un esempio la suggestiva Chiesa di San Michele Arcangelo, che racconta il passato medievale del paesino: l’antico portale gotico, la facciata a salienti e l’imponente campanile sono reperti pregiatissimi. Al suo interno, d’altronde, sono conservate opere quattrocentesche di grandissimo valore, come la Madonna col Bambino attribuita alla bottega di Donatello.

Tuttavia, a far da padrone in questo luogo di magia è la natura: il borgo si snoda ai piedi del monte Pratomagno, immerso in un paesaggio da favola. Boschi rigogliosi, attraversati solo da piccoli ruscelli impetuosi, fanno da cornice alle casette che d’improvviso spuntano ad interrompere un verde altrimenti predominante. Gran parte dell’economia del luogo si è basata per lungo tempo sulle risorse naturali di queste terre incantevoli, in particolare sulle castagne e sulla farina da esse ricavata, ottima per innumerevoli preparazioni.

Raggiolo ospita oggi il Museo della Castagna, in omaggio ad uno dei prodotti più importanti del territorio: oltre a custodire dei veri reperti storico come un seccatoio, permette ai suoi visitatori di fare un salto indietro nei secoli studiando i metodi di raccolta e di trasformazione delle castagne, offrendo anche ai più piccini un’esperienza fantastica e istruttiva. Vi è infine un locale conosciuto come “stanza del tempo”, dove sono conservati oggetti appartenenti alla vita quotidiana degli abitanti del borgo di tanti anni fa.

Come può dunque sorprendere che un tale incanto sia così amato dai turisti? Raggiolo è divenuta meta di molti visitatori pronti ad esplorare il piccolo paesino delizioso, ma anche i suoi dintorni meravigliosi. Nel suo cuore ospita un albergo diffuso, una delle realtà tutte italiane che stanno conquistando ben oltre le nostre frontiere. E dal 2015 si fregia di essere uno dei borghi più belli d’Italia, assieme a decine di altre perle che punteggiano la nostra penisola.

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