Vacation deprivation: a cosa rinunciare pur di andare in vacanza

Il 90% degli italiani ritiene che vacanze regolari siano importanti per la salute e il benessere. Ecco le cose a cui rinuncerebbero per un giorno di vacanza in più

Gli italiani sarebbero disposti a rinunciare ad alcolici, social media, dolci e TV pur di avere un giorno in più di vacanza. È quanto emerge dallo studio Vacation Deprivation 2016 condotto da Expedia. I nostri connazionali considerano le vacanze così importanti che, in tutto il mondo, l’87% degli adulti con un impiego sarebbe disposto a fare qualche sacrificio pur di avere qualche giorno di ferie in più per poter viaggiare.

Secondo lo studio, gli italiani sono tra i lavoratori che hanno il maggior numero di giorni di ferie. In media, noi abbiamo 30 giorni all’anno di ferie, alla pari di francesi, tedeschi, spagnoli e finlandesi. Meno fortunati i lavoratori di altri Paesi, come gli americani, i canadesi e i messicani, che possono godere solamente della metà: 15 giorni all’anno.

Tuttavia, gli italiani non usano tutti i giorni di ferie a loro disposizione e rinunciano in media a 5 giorni di ferie all’anno, i tedeschi a due, mentre francesi e spagnoli godono di tutti i giorni di ferie che gli spettano. Nonostante ciò, il 39% degli italiani si sente “abbastanza bisognoso di vacanze” e se non riusciamo a prendere qualche giorno di ferie in più ci sentiamo più stressati (43%) o meno rilassati (31%). La maggior parte degli italiani (63%), pensa addirittura di meritare fino a 10 giorni di vacanze in più e sarebbe disposta a diverse rinunce, anche solo per guadagnare un giorno.

Ma quali sono le cose che sono disposti a fare, pur di strappare 24 ore di meritato riposo in più?
· Il 47% rinuncerebbe agli alcolici per una settimana, Ci battono però i finlandesi (95%) e i brasiliani (92%).
· Il 40% rinuncerebbe ai social media, ma va anche peggio nel Nord Europa (il 59% dei finlandesi e il 53% degli svedesi), in Irlanda (47%), Austria (47%) e in India (47%).
· Il 39% rinuncerebbe a mangiare dolci per un’intera settimana; anche in questo caso ci battono nel Nord Europa i danesi (56%), i norvegesi (56%) e i finlandesi (53%)
· Il 35% sarebbe disposto a non guardare la televisione per una settimana, ma si sacrificherebbero di più in Messico (52%), India (47%) e Brasile (45%)
· Infine, c’è chi rinuncerebbe persino a bere il caffè (31%), ma gli italiani in questo campo vengono battuti soprattutto dai lavoratori degli Stati Uniti (41%), dai messicani (40%) e dai danesi (39%).

Data l’alta percentuale di persone che considerano le vacanze una priorità, non è una sorpresa che il 40% ammetta di pianificare le vacanze anche durante l’orario di lavoro. Allo stesso modo, il 58% sottolinea che disconnettersi completamente dal lavoro li renda più felici durante le vacanze.

Gli italiani farebbero a meno, per una settimana, anche dello smartphone (19%), di Internet (19%), di sentire il proprio migliore amico (18%) e persino del sesso (14%).

Le ferie sono così importanti che il 93% degli intervistati italiani ritiene che vacanze regolari siano fondamentali per una migliore relazione con il partner, il 90% le considera importanti per il benessere in generale e l’89% le considera utili per coltivare buoni rapporti con amici e famiglia.
Per gli italiani, tra le ragioni principali per la rinuncia a usare tutti i giorni di ferie a disposizione c’è il lavoro: l’85% degli italiani, infatti, dichiara di essere talmente oberato di lavoro da non riuscire a usare tutti i giorni di ferie che ha a disposizione durante l’anno.

Le vacanze sono preziose per distrarsi dalla routine quotidiana, ma, soprattutto, per molti sono fonte di vera e propria felicità. Secondo l’indagine di Expedia, il 78% degli italiani reputa che il maggior motivo di felicità in vacanza sia la possibilità di scoprire, proprio grazie al viaggio, luoghi e itinerari nuovi. Il 67% è felice di partire perché può staccare dal proprio lavoro e rilassarsi, il 47% perché può finalmente dedicarsi alle persone che ama e agli amici, il 35% attribuisce la felicità della vacanza alla scoperta della cucina locale mentre il 32% ai nuovi incontri.

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