5 laghi della Valtellina da scoprire camminando

5 laghi della Valtellina da scoprire camminando tra ghiacciai, pascoli alpini e sorprendenti panorami d’alta quota

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Flavia Cantini

Content writer & Travel Expert

Content Writer specializzata nel Travel. Per lei il successo è fare da grandi ciò che si sognava da bambini e se, scrivendo, riesce ad emozionare, ha raggiunto il suo obiettivo.

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La Valtellina è una delle mete più affascinanti della Lombardia per chi cerca natura e panorami lontani dal turismo di massa, contraddistinti da pascoli punteggiati di fiori, lariceti profumati, creste affilate e sentieri che si arrampicano verso conche silenziose.

Tra questi paesaggi emergono anche alcuni dei laghi alpini più spettacolari della regione, alcuni nati dal lento avanzare dei ghiacciai, altri come bacini artificiali che hanno trasformato il territorio e avvallamenti solitari.

Ecco, allora, cinque splendidi laghi da scoprire camminando, uno dopo l’altro, passo dopo passo.

Laghi di Cancano

A oltre 1900 metri, nel Parco Nazionale dello Stelvio, i Laghi di Cancano (San Giacomo e Cancano) si distendono come due grandi nastri d’acqua turchese incastonati tra montagne austere. Nati negli anni Quaranta per alimentare le centrali idroelettriche dell’Alta Valtellina, sono bacini artificiali che hanno trasformato il territorio senza snaturarlo.

L’altopiano che li abbraccia è ampio e aperto, il profilo delle cime si riflette nelle acque e l’atmosfera è quasi nordica. Si può percorrere il Giro dei Laghi di Cancano, un itinerario semplice e adatto a tutti che parte dalle Torri di Fraele e costeggia il Lago di Cancano, per poi completare la circonvallazione del Lago di San Giacomo.

Non ci sono difficoltà tecniche significative, solo la possibilità di camminare immersi in un paesaggio vasto e arioso, dove il cielo sembra più vicino.

Laghi di Porcile

Incastonati nella conca glaciale della Val Tartano, i Laghi di Porcile si susseguono come tre perle lungo un sentiero che parte da Arale, frazione di Tartano. Il sentiero 112 è ben segnalato e accompagna con pendenza moderata fino ai primi specchi d’acqua. In circa due ore si raggiunge il Lago Piccolo, a 2005 metri, mentre il Grande e il Lago di Sopra spiccano poco più in alto.

Si sono formati durante l’epoca glaciale, quando l’arretramento dei ghiacciai lasciò morene e conche, e il nome “Porcile” deriverebbe da un’antica radice legata al concetto di purezza o limpidezza.

In estate, l’area si accende di fioriture alpine e non è raro avvistare stambecchi che si muovono tra le rocce. Poco sopra i laghi si scorgono ancora le tracce della Linea Cadorna, antica postazione difensiva della Prima Guerra Mondiale.

Lago Palù

Veduta del Lago Palù, Valtellina, Lombardia
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Splendida veduta del Lago Palù

Nel cuore della Valmalenco, sopra la località di Chiesa, il Lago Palù appare come una visione sospesa tra bosco e blu: a 1922 metri di altitudine, tra abetaie e lariceti, è uno dei laghi naturali più scenografici della Valtellina.

Di origine glaciale, modellato durante l’ultima glaciazione e forse chiuso da una paleofrana, il Palù conserva un dettaglio affascinante: non ha emissari visibili. Le sue acque filtrano lentamente nel sottosuolo, quasi scomparissero tra le rocce.

Un tempo era un ricco punto di pesca, popolato da trote, tinche e persino da un’enorme anguilla che ancora oggi fa parte dei racconti locali. Oggi si raggiunge con una passeggiata facile e panoramica che parte da San Giuseppe seguendo il sentiero CAI 330, oppure con la funivia da Chiesa in Valmalenco per chi desidera accorciare il dislivello.

Il Rifugio Palù, affacciato sulle acque, è perfetto per fermarsi a pranzo o trascorrere una notte in quota. In estate, quando il livello dell’acqua scende, compare una piccola spiaggia erbosa dove concedersi un picnic con lo sguardo che si perde tra le creste tutt’intorno.

Lago del Gallo

Sul confine tra Italia e Svizzera, poco oltre Livigno, il Lago del Gallo si apre come un bacino ampio e silenzioso, creato tra il 1965 e il 1968 con la costruzione della diga del Punt dal Gall. Un ponte ad arco collega le due nazioni e conduce al tunnel elvetico del Munt la Schera, unica via tra Livigno e la Svizzera.

Durante l’estate il lago si anima di attività all’aria aperta: SUP, canoa, pesca, oppure semplici passeggiate lungo il lungolago. Si può arrivare in auto fino a Pont de Rasin o percorrere la pista ciclopedonale che parte dal centro di Livigno e si snoda per circa diciassette chilometri tra prati e aree attrezzate.

Nei periodi di magra, al centro del lago emerge una piattaforma galleggiante in legno, utilizzata per yoga e sport acquatici.

Lago di Bernasca

Lago di Bernasca, Valtellina, Lombardia
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Veduta mozzafiato del Lago di Bernasca

Tra le pieghe più appartate della Val Tartano, a circa 2100 metri, si apre la conca che ospita il Lago di Bernasca, uno specchio d’acqua di origine glaciale incastonato in un avvallamento ampio e verde, dominato dalle creste del Pizzo di Pradella e del Monte Ponteranica.

Le acque sono limpide, quasi trasparenti, e il paesaggio regala un senso di isolamento raro. A luglio le praterie alpine si adornano di fiori e il contrasto tra verde e azzurro diventa intenso.

Per raggiungerlo si arriva in auto a Campo Tartano, piccolo borgo alpino raggiungibile da Morbegno lungo la SS38 e poi la SP11 della Val Tartano. Da lì si può proseguire fino alla località Ronco e lasciare l’auto, continuando a piedi lungo una strada agro-silvo-pastorale. In meno di un’ora si arriva all’altopiano erboso che custodisce il lago, con una camminata semplice ma appagante.