Sembrano i Caraibi, ma siamo al Circolo Polare Artico: la spiaggia più pazzesca si chiama Hovdsundet

Pochi chilometri separano Bodø da una lingua di sabbia candida racchiusa tra pareti rocciose e mare artico. Il percorso vale quanto la meta e rivela uno degli angoli più spettacolari del Nord della Norvegia

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Pubblicato:

Chiedi a SiViaggia

Un’illusione tropicale incastonata tra i ghiacci del nord. Sì, avete letto bene: la spiaggia che vedete in foto non appartiene ai Caraibi, ma al Circolo Polare Artico e inevitabilmente sorprende chiunque la osservi. Ci troviamo sulla Penisola di Bodø, in Norvegia, e qui le acque sfoggiano tonalità smeraldo e turchese intensissime, eppure la temperatura del mare e l’aria pungente ricordano la reale posizione geografica, a oltre 66 gradi di latitudine nord.

Lo sguardo si ferma su un miracolo di sabbia finissima e chiara, su una sottile lingua dorata che unisce la terraferma all’isolotto disabitato di Litlhovden, creando una doppia spiaggia bagnata su entrambi i lati. Questo formazione naturale straordinaria regala la sensazione di trovarsi di fronte a un luogo surreale, anche perché le scogliere scure di granito scendono a picco sul bagnasciuga, schermando la baia dalle raffiche più violente.

Per arrivarci serve un’escursione e Hovdsundet appare soltanto negli ultimi metri del sentiero. Fino a quel momento la spiaggia resta nascosta dietro una parete rocciosa. Poi il panorama si apre all’improvviso e l’effetto emoziona persino chi aveva già osservato decine di fotografie.

Origine e formazione della Spiaggia di Hovdsundet

Hovdsundet appartiene a una fascia costiera plasmata da milioni di anni di trasformazioni geologiche. Gran parte del paesaggio attuale nacque durante le glaciazioni del Quaternario, periodo nel quale enormi masse di ghiaccio ricoprirono buona parte della Scandinavia. Il loro lento movimento ha scavato vallate, levigato affioramenti granitici e modellato l’intero litorale del Nordland.

Con il progressivo ritiro dei ghiacci, il mare ha occupato gli spazi lasciati liberi, dando origine a fiordi, baie e piccoli stretti. Hovdsundet rappresenta uno di questi ambienti costieri nei quali acqua, rocce e sedimenti continuano ancora oggi a modificare lentamente il paesaggio. La caratteristica lingua sabbiosa deriva invece dall’accumulo di materiali trasportati dalle correnti marine e dalle onde. Sabbia finissima, piccoli frammenti di conchiglie e sedimenti trascinati lungo la costa hanno formato, nel corso dei secoli, una striscia sorprendentemente chiara che contrasta con il colore scuro delle pareti rocciose circostanti.

L’elemento più riconoscibile resta la stretta formazione naturale che collega la spiaggia alla costa principale. Vista dall’alto assume l’aspetto di un arco sottile modellato direttamente dalla natura. L’intero tratto costiero racconta anche la lunga relazione tra gli abitanti del Nordland e il mare: villaggi di pescatori hanno sfruttato per secoli queste acque ricche di merluzzo, aringa e altri pesci migratori, fondamentali per l’economia della Norvegia settentrionale. Anche se Hovdsundet è rimasta priva di insediamenti permanenti, la costa circostante ha rappresentato un’importante via di collegamento marittimo molto prima della costruzione delle strade moderne.

Aquile di mare sorvolano frequentemente la zona sfruttando le correnti ascensionali generate dalle falesie. La loro apertura alare può superare i 2 metri, caratteristica che rende questo rapace uno dei più grandi d’Europa. Primavera ed estate coincidono con il periodo della nidificazione di numerose specie di uccelli marini, motivo per il quale viene richiesto particolare rispetto verso l’ambiente naturale.

Sui prati costieri pascolano spesso pecore lasciate libere durante la bella stagione. La loro presenza rappresenta una tradizione agricola ancora viva nel Nordland, territorio nel quale allevamento e pesca continuano a convivere da generazioni.

Cosa fare e vedere durante la visita

Raggiungere Hovdsundet significa dedicare tempo al tragitto tanto quanto alla destinazione. Gran parte del fascino nasce proprio dal percorso, che segue fedelmente la costa regalando prospettive sempre diverse sul Mare di Norvegia. L’escursione misura circa 8 km tra andata e ritorno e richiede mediamente 3 ore, variabili in base alle soste fotografiche e alle condizioni del terreno.

Fin dai primi minuti il paesaggio alterna prati aperti, piccoli boschi, rocce levigate e tratti affacciati direttamente sull’acqua. L’itinerario presenta saliscendi continui, mai particolarmente lunghi, ma sufficienti a richiedere passo sicuro. Alcuni punti prevedono brevi passaggi tra affioramenti rocciosi e piccoli attraversamenti che meritano attenzione, soprattutto se il terreno risulta bagnato.

Il sentiero appare evidente nella maggior parte del tragitto, anche se manca una segnaletica ufficiale. Per questa ragione conviene seguire la linea della costa, evitando deviazioni verso l’interno. L’area boschiva nasconde infatti un terreno irregolare che rende l’avanzata decisamente più complicata rispetto al percorso principale.

Uno dei primi luoghi che catturano lo sguardo è Auvika, ampia spiaggia sabbiosa raggiungibile dopo circa 20 minuti. Molti escursionisti scelgono questa baia per una pausa, mentre chi desidera trascorrere una notte all’aria aperta trova un prato sufficientemente pianeggiante per montare la tenda.

Oltre Auvika compaiono massi arrotondati dalle onde che vanno a sostituire gradualmente la sabbia, ma pure piccole insenature che interrompono la costa. Un minuto ponte in legno permette di superare uno dei punti più stretti del percorso. L’aspetto spartano potrebbe suscitare qualche esitazione, eppure rappresenta uno degli elementi caratteristici dell’escursione.

L’ultima salita conduce lentamente verso il punto panoramico e il fatto più sorprendente è che non c’è alcun indizio che lasci immaginare ciò che attende oltre la cresta della collina. Poi, quasi all’improvviso, davanti agli occhi compare una sottile mezzaluna di sabbia bianchissima stretta tra alte pareti rocciose, lambita da acque cristalline che assumono tonalità turchesi sorprendenti.

Nelle giornate più limpide, all’orizzonte emergono perfino le cime frastagliate delle Isole Lofoten. Il contrasto tra montagne lontane, mare artico e sabbia chiara mette in scena una delle vedute più spettacolari dell’intera area di Bodø. Un piccolo consiglio: conviene pianificare la visita durante la bassa marea. L’alta marea riduce infatti notevolmente l’estensione della spiaggia, mentre il livello più basso dell’acqua permette di apprezzarne pienamente la forma e i colori.

Dove si trova e come arrivare

La spiaggia di Hovdsundet si trova nella contea del Nordland, lungo la costa settentrionale della Norvegia, circa 20 km a nord del centro di Bodø, città situata appena oltre il Circolo Polare Artico e celebre soprattutto per i collegamenti marittimi verso l’arcipelago delle Lofoten. L’accesso avviene attraverso la strada provinciale 834, conosciuta anche con il nome di Midnattsolveien, la Strada del Sole di Mezzanotte. Dopo aver seguito la direzione di Kjerringøy, una deviazione conduce verso Mjelle e Mulstrand. Poco prima della discesa finale verso la spiaggia di Mjelle si trova un parcheggio abbastanza ampio dal quale inizia l’escursione.

Dal parcheggio basta tornare per poche decine di metri lungo la strada fino a individuare il piccolo ingresso del sentiero. L’itinerario attraversa inizialmente una proprietà privata senza interferire con gli edifici presenti, proseguendo poi verso la costa.

Chi preferisce utilizzare i mezzi pubblici può raggiungere la fermata di Mulstrand partendo da Bodø. Il viaggio richiede circa 35 minuti. Dalla fermata restano più o meno 3 km fino al punto di partenza dell’escursione. Bicicletta e autobus rappresentano una combinazione pratica per accorciare questo tratto.