San Juan de la Peña, il monastero nascosto tra le pieghe dei Pirenei

Tra foreste d'alta quota, pareti calcaree e silenzi antichi, San Juan de la Peña racconta l'origine dell’Aragona attraverso arte romanica, memorie reali e natura pura

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Lasciate dietro di voi le tipiche immagini della Spagna dalle piazze assolate, dei centri storici affollati e delle città monumentali. Perché l’angolo di cui vi stiamo per parlare mostra un volto molto diverso del Paese e che la maggior parte dei turisti (ancora) non conosce. Nel nord, per la precisione ai margini dei Pirenei aragonesi, c’è un pullulare di pinete, gole scavate dal tempo, altopiani erbosi e pareti di calcare chiaro che sembrano custodire segreti antichi. Tanto che, quasi all’improvviso, appare lui: San Juan de la Peña.

Si tratta di un complesso monastico eccezionale, in quanto parte della struttura sparisce letteralmente sotto una gigantesca roccia, una massa minerale tanto ampia da trasformarsi in tetto naturale. Per la tradizione locale questo sito rappresenta la culla del Regno d’Aragona, un appellativo che pesa quanto una dichiarazione identitaria. Tra queste pareti, infatti, prese forma una parte decisiva della storia medievale della regione.

Poi ci sono (chiaramente) le leggende, come quella che collega San Juan de la Peña al Santo Calice, il Graal della tradizione cristiana (che pare sia rimasto protetto qui per oltre 300 anni).

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