Un museo sommerso alle Maldive per salvare la barriera corallina

Lo scopo dell’artista Jason deCaires Taylor è quello di salvare gli oceani. La sua ultima installazione è alle Maldive

Lo scopo dell’artista Jason deCaires Taylor è quello di salvare gli oceani. La sua opera e la sua vita sono dedicate interamente al mare. O meglio. Alla vita che c’è sotto il mare.

La sua ultima installazione può essere ammirata nei fondali della Maldive. The Sculpture Coralarium è stata parzialmente calata nella laguna di corallo più grande dell’arcipelago maldiviano, al largo di Sirru Fen Fushi, nell’atollo di Shaviyani, a Nord di Malé dove sorge il resort Fairmont.

È un vero e proprio museo semi-sommerso, che comprende una sola opera eco-compatibile il cui scopo è molto più grande.

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Intorno al Coralarium, col tempo, infatti, si formerà una barriera corallina artificiale che garantirà la vita futura delle creature che vivono in questi mari e che, per via dello sbiancamento del corallo, dovuto all’innalzamento della temperatura dell’acqua, rischiano di scomparire per sempre.

L’opera di deCaires diventerà un cubo ricoperto di corallo, illuminato da una luce soft al calar della sera, così da attirare a sé pesci e altre creature marine.

Gli ospiti del resort, uno dei più lussuosi delle Maldive, potranno così fare snorkeling intorno all’opera di giorno e anche di notte, accompagnati da biologi marini esperti.

Restando in parte in superficie, l’opera d’arte sarà visibile anche sopra l’acqua e cambierà il panorama che si ha oggi dall’isola.

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l cubo è fatto d’acciaio inossidabile resistente all’acqua salata e di cemento, pesa 20 tonnellate ed è alto sei metri. La parte sommersa è di circa 3 metri, quando la marea è bassa. Ha dei grandi fori che servono per far passare più facilmente la corrente del mare, ma anche i pesci così che possano colonizzarla più velocemente.

Sopra e all’interno del cubo vi sono 14 sculture, alcune sommerse, altre fuori dall’acqua. Queste figure sono in parte umane, in parte vegetali e in parte coralli e hanno tutte le sembianze dei maldiviani e delle piante autoctone della Maldive.

Alcune di esse, un po’ inquietanti forse, rappresentano dei bambini, con il capo appena fuori dall’acqua: l’idea dell’artista è quella di lanciare un allarme contro gli effetti del riscaldamento globale e dell’innalzamento del livello del mare, che alle Maldive è particolarmente sentito.

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La parte superiore della scultura ha un’apertura che consente di entrare nuotando e una piattaforma dove ci si può fermare a osservare i pesci, i coralli e il panorama mozzafiato che la circonda, con l’atollo e l’Oceano Indiano. Tutt’intorno all’apertura sono stati piantati 200 frammenti di corallo vero che darà ben presto vita a una foresta di coralli.

Jason deCaires Taylor ha già realizzato numerose opere d’arte sommerse allo scopo di creare nuove barriere coralline. Tra le più famose c’è il MUSA (Museo Subacuático de Arte) a Cancun, in Messico, il Museo Atlantico al largo di Lanzarote, alle Canarie, e Ocean Atlas, la gigantesca figura che sorregge l’oceano sulle proprie spalle alle Bahamas.

Un museo sommerso alle Maldive per salvare la barriera corallina